Onstage
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La svolta pop rock dei You Me At Six

Dal Sussex con furore: la band pop punk britannica You Me At Six è fresca del ritorno sulle scene con il nuovo album VI (Underdog/AWAL), che come suggerisce il titolo marca il sesto traguardo discografico del gruppo, a 10 anni dal debutto Take Off Your Colors. Se il pop punk come genere nel 2018 lascia il tempo che trova, la band capitanata da Josh Franceschi è stata in grado di cavalcare l’onda sin dagli esordi, dimostrando con questo album più che mai di essere al passo con i tempi e in grado di evolversi pur rimanendo coerente con la propria identità.

Gli inconfondibili riff di chitarre, permeati da freschi sound elettro-pop, hanno portato l’album nella top ten inglese e al tempo stesso hanno ridato linfa vitale alla band, che si sta preparando per un tour sold out in Inghilterra a novembre. Il tour europeo degli You Me At Six toccherà anche l’Italia, più precisamente Milano (1 febbraio – Santeria Social Club). Nel frattempo abbiamo incontrato il chitarrista Max che ci ha raccontato il dietro le quinte del nuovo disco.

Il vostro nuovo album VI marca esattamente 10 anni di attività della band. Quali sono stati gli indimenticabili alti e bassi di questo percorso?
Abbiamo avuto alcuni momenti grandiosi, come ad esempio 5 album alla prima posizione delle classifiche, tra cui anche nel Regno Unito, oppure suonare in tutto il mondo e visitare posti in cui non eravamo mai stati. Preferisco concentrarmi sui momenti positivi, dato che quelli negativi sono ormai passati, ma posso dire che abbiamo avuto la nostra giusta dose…

Cosa è cambiato nel modo in cui lavorate come band? Cosa c’è stato di diverso nella realizzazione del nuovo album rispetto al precedente, Night People?
Abbiamo sperimentato nuovi modi di scrivere insieme in quanto band, passando dal lavorare con autori di canzoni ad imparare nuovi modi di comporre musica al computer, dando così vita a canzoni in un modo completamente diverso da quello a cui eravamo abituati.

Avete un tour denso di date in arrivo a novembre, già tutto esaurito nel Regno Unito, per poi approdare in Europa all’inizio del prossimo anno. Cosa possono aspettarsi i fan dal nuovo show? Avete notato qualche differenza nella reazione del pubblico da un paese all’altro e nel corso degli anni?
Abbiamo visto crescere la nostra fanbase con noi innanzitutto in termini di età, oltre ad essersi ampliata nel corso del tempo! Penso che ciò che i fan possano aspettarsi dal nuovo show siano molte canzoni visto che siamo al sesto album. Per quanto riguarda le reazioni, notiamo sicuramente delle differenze tra i vari paesi in cui suoniamo, e ciò è davvero bello perché in un certo senso è come se stessimo sperimentando sulla nostra pelle culture differenti.

Siete riusciti ad ottenere risultati sorprendenti in ogni aspetto della vostra carriera: concerti sold out, festival, un’ottima presenza nell’airplay radiofonico e nelle classifiche. Come pensate sia stato possibile, considerato il fatto che oggigiorno la musica rock non è più una “priorità” per l’industria musicale?
Penso che sia stato possibile perché all’inizio della nostra carriera siamo stati praticamente sempre in tour: suonare in ogni occasione possibile era il modo migliore per farsi notare, e ancora oggi continuo a pensare che questa sia una delle strade principali per farcela in questo ambiente. Oggigiorno è importante essere determinati e soprattutto avere un piano, dato che spesso e volentieri sembra che tu abbia solo un’occasione. Riconosco però che siamo stati anche molto fortunati ad aver ricevuto grande affetto e supporto da parte dei nostri fan.

Il nuovo disco mescola alcune vibes elettro-pop ai riff di chitarra, che sono sempre stati un elemento molto riconoscibile del vostro sound. È stato qualcosa che è nato in maniera naturale mentre scrivevate e registravate il disco o è stata una decisione presa consapevolmente?
È stata un’esperienza naturale, le canzoni che stavamo scrivendo per questo disco in un certo senso ci hanno condotto a questo sound che stavamo cercando. Abbiamo stratificato un po’ di più le chitarre con suoni ed effetti diversi, per renderli adatti allo stile a cui puntavamo.

Per gli album precedenti avete lavorato con un solo produttore, mentre nei crediti di VI apparite voi stessi come tali, insieme ad alcuni nomi noti come Dan Austin, Eg White e Joel Pott. È stata un’esperienza stimolante che vi ha fatto uscire dalla vostra comfort zone? In che modo la loro formazione e il loro background musicale hanno arricchito le canzoni e il sound generale dell’album?
Abbiamo imparato molto lavorando con diversi produttori, ci hanno senza dubbio aiutato a spingere il nostro sound verso nuovi orizzonti verso cui mai avremmo pensato di dirigerci. Questa sfida a livello musicale ha reso molto più interessante ed eccitante il processo creativo, ed è proprio in queste condizioni che abbiamo ottenuto quello che mi sento di dichiarare il miglior sound degli You Me At Six!

Il video per il nuovo singolo Back Again è molto divertente, colorato ed ha un chiaro riferimento a uno dei film più famosi della cultura pop, Il Grande Lebowski. Sembra che abbiate voluto sorprendere i fan facendo qualcosa di inaspettato, come avete fatto anche per il precedente video 3AM, in cui tutti voi ballate. Perché avete deciso di sperimentare con queste nuove atmosfere “pop”, colorate e divertenti? Ci sono ricordi particolari delle riprese di questi video?
Penso che questi video catturino semplicemente il nostro essere in primo luogo una band di amici, siamo molto fortunati a suonare ancora musica che la gente vuole ascoltare e vedere dal vivo. Il nuovo disco racchiude questa sensazione di volersi divertire e di apprezzare quello che stiamo facendo, così abbiamo pensato di volerlo rappresentare anche visivamente nei video. Ovviamente dilettarci in passi di danza alle 3 del mattino era qualcosa che non avevamo mai fatto prima d’ora e c’è stato un momento in cui abbiamo pensato che sarebbe potuto risultare un po’ dozzinale… ma in realtà di base sapevamo che era tutto per divertimento e che alla gente sarebbe piaciuto!

Quali sono i prossimi passi della band, ma soprattutto: cosa c’è ancora nella vostra lista dei desideri?
Un sacco di tour e festival e, si spera, molta più musica nuova, che arriverà prima di quanto vi aspettiate…

Sara Beretta

Foto di Pagina Facebook dell'artista

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