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1984: l’anno più malvagio del metal

Non ha molto senso rintracciare un preciso snodo temporale in cui la malvagità esplose internamente a un genere considerato perfido di suo sin dagli esordi. Se i Black Sabbath stabilirono i confini del metal già nei Settanta, fu solo nei primi anni del decennio d’oro ’80-’90 che si gettarono concretamente le basi per gli estremismi sonici (leggi thrash ma anche grind e death metal) che dilagheranno dalla seconda metà degli Ottanta fino ai primi Novanta nel Nord Europa (vedere alla voce black metal).

Stabilire chi fu il primo portatore (sano) di tematiche mefistofeliche e blasfeme nello sconfinato mondo del rock è onestamente abbastanza complicato. Molti ci riuscirono già negli anni Sessanta, facendo girare ellepì di Beatles e Stones al contrario, per non citare Zeppelin e Sabbath stessi. Tuttavia nell’hard & heavy furono sicuramente i Venom i primi ad andare giù piatti con le reference sataniche (principalmente per sconvolgere chi andasse a vedere un loro live più che per convinzioni effettive), e la loro sferragliante proposta, che settò sin dal 1981 gli standard per il thrash e, in generale, ogni divagazione extreme che ne seguirà. Motorhead più attitudine punk e new wave of British Heavy Metal: un mix letale e tremendamente credibile che portò Cronos e compagni all’attenzione generale in pochissimo tempo.

Nel 1984 gli inglesi sono già un’istituzione assoluta grazie ai primi due dischi Welcome to Hell e Black Metal. Il terzo album At War With Satan presenta nella titletrack la loro composizione più lunga e varia di sempre, un modo per dimostrare che il gruppo sapesse suonare eccome, a dispetto della furia iconoclasta mostrata nelle tradizionali e velocissime tracce incise in precedenza (le quali trovano spazio sul lato B del vinile dell’epoca). E’ anche bene o male il loro canto del cigno, ma la loro eredità vivrà in eterno.

Nel 1984 i Mercyful Fate pubblicano il secondo album, subito dopo l’eccellente Melissa del 1983. King Diamond e compagni suonano heavy classico ma riescono a essere maligni come pochi altri, soprattutto grazie alla caratteristica timbrica del vocalist. Se le hit non sono le stesse del primo disco, la forma e la sostanza sono invariate e proiettano la band nell’immaginario collettivo come un act di culto. La loro storia proseguirà, così come la carriera solista del Re, ma il valore e l’importanza storica dei primi due dischi dei MF non verrà mai più eguagliata in futuro dal gruppo o da Diamond stesso (no, nemmeno dall’eccellente Abigail del 1987).

Gli Slayer si cibavano naturalmente di Venom, ascoltavano eccome i Mercyful Fate e le band della NWOBHM. Ma è “solo” con Haunting The Chapel che nel 1984 diventano per davvero gli Slayer. Ovvero la band più malvagia del globo. Il malessere che si respira ascoltando Chemical Warfare è la sublimazione di quanto era evidente da pezzi del primo album come Black Magic ed Evil Has No Boundaries. Da lì in poi sarà storia.

In Svizzera nel frattempo, Tom Gabriel Fischer degli Hellhammer prende nota di ciò che fanno Venom e Discharge (ma anche Sabbath e Bauhaus): Apocalyptic Raids è un EP malatissimo (sentitevi Triumph Of Death e Messiah), avanti diversi anni rispetto a ciò che verrà, che fa capire chiaramente quali sono le intenzioni del leader dei prossimi Celtic Frost. I CF si formeranno come naturale evoluzione del progetto HH e Morbid Tales li posizionerà nella storia del metal estremo come combo temibile e tremendamente influente negli anni successivi.

Infine obbligatoria anche una tappa in Svezia, dove Quorthon riesce a creare un riferimento assoluto per chiunque vorrà suonare black metal da quel momento in poi (e viking metal dai Novanta). Gli album dei Bathory sono prodotti in lo-fi (o da cani se volete), suonano velocissimo e hanno il cantato più fastidioso che possiate immaginare. Raw thrash, punk, extreme metal e (ovviamente) satanismo con tematiche anti-cristiane. Il mito cresce rapidamente grazie anche alla produttività continua di Quorthon, che con il suo modo di suonare influenza anche band come i Sodom, massimi esponenti insieme a Kreator e Destruction dell’ondata thrash metal tedesca che inizierà a diffondersi da metà Ottanta in poi.

Jacopo Casati

Foto di Francesco Prandoni

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