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5 dischi rock usciti nel 1974 che dovete conoscere

A cavallo tra classic e psychedelic rock, country e progressive, il Rock del 1974 era una bestia in evoluzione. Il mondo assisteva alle creazioni di band e artisti alle prese con una maturazione artistica che ne determinerà la permanenza tra le leggende della musica. Tuttavia all’epoca non in molti capirono la portata storica di quanto ascoltavano (anche perché all’epoca la disco music iniziava a essere la tendenza più in voga tra le masse). A qualche anno di distanza è in realtà molto semplice capire perché, per motivi diversi, alcuni titoli sono ancora ricordati oggi come imprescindibili.

Lynyrd Skynyrd – Second Helping
L’album inizia Sweet Home Alabama, manifesto degli Skynyrd e risposta a quello che oggi chiameremo “dissing” fatto da Neil Young nei confronti degli stati del sud (le tracce incriminate sono Southern Man e Alabama). Il southern rock trova il suo album definitivo e si evolve grazie a una formazione che ora può contare su tre chitarristi, cosa che rafforza l’impatto di pezzi come Workin’ For MCA, Don’t Ask Me No Questions e The Needle And The Spoon. Nelle tracce trovano spazio anche venature boogie, folk blues e una sezione fiati (vedi la cover Call Me The Breeze).

Blue Oyster Cult – Secret Treaties
Per alcuni i Blue Oyster Cult hanno inventato il metal. Difficile fare classifiche o dare patentini, ma ciò che è certo è che ME 262, insieme al precedente Hot Rails To Hell, un riff che è certamente metallico. Assoli, tastiere e synth si amalgamano a meraviglia in una serie di tracce che denotano inquietudini psichiche in ogni testo proposto.
A fine tracklist, la leggendaria Astronomy marchia un disco imperdibile. Geniali e assai sottovalutati, i BoC incidono un altro capolavoro che sarà valutato tale solo negli anni seguenti.

Bad Company – Bad Company
I Free non ci sono più e allora Paul Rodgers e Simon Kirke si uniscono a Boz Burrell e Mick Ralphs dando alla luce uno degli album più importanti dell’anno. Blues rock e hard rock convivono magnificamente in un platter che diventerà 5 volte platino negli States. Ready For Love è il bigino perfetto per tutto l’AOR che verrà (i Boston prendono nota), mentre il disco esce su Swan Song, etichetta di una certa band chiamata Led Zeppelin…

Eric Clapton – 461 Ocean Boulevard
Il blues rock caratteristico di Clapton si fonde con elementi reggae, country e sudisti. Eric ritrova l’ispirazione e brani come Motherless Children, Give Me Strengh e la cover di Johnny Otis Willie And The Hand Jive valgono da sole il prezzo del biglietto. Ma è la cover di Bob Marley a far tornare il nome di Clapton agli onori delle cronache: I Shot The Sheriff rende il disco un autentico successo mondiale.

Genesis – The Lamb Lies Down On Broadway
Il prog rock non se la passa benissimo, ma questo album riesce a essere il proverbiale colpo di coda inaspettato di un intero genere. Il disco è stato fortemente voluto da Peter Gabriel, che per l’occasione sfodera una delle sue migliori prestazioni vocali di sempre, e conseguentemente impone al resto della band a distaccarsi dal classico trademark Genesis. Il genere si dilata verso l’hard rock, il soul, la musica latino–americana, il country e la psichedelia. Brian Eno è protagonista della produzione, in generale The Lamb Lies Down On Broadway è da ascoltare senza fretta, consapevoli di esser di fronte all’ultima opera magna di una band che non tornerà più a questi livelli di eccellenza negli anni a venire.

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