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Il racconto del concerto di Alessandro Cortini a Marghera

Con l’ultimo tour, che lo vedrà protagonista per ben quattro concerti in Italia, Alessandro Cortini decide di portare in sede live un concept interamente dedicato al suo ultimo album Volume Massimo. Nessun accenno al suo passato, né a band nelle quali ha militato (con i Nine Inch Nails il nome più noto presente nel suo curriculum) né a quel capolavoro Avanti dove, con un tocco di malinconia, racconta la sua gioventù partendo da alcuni filmini in Super8 ripresi dal nonno.

Volume Massimo è il tema portante di questo concerto, che nella sua seconda tappa si è tenuta all’Argo16, situato all’interno del Polo Scientifico Vega in piena zona industriale di Mestre Marghera, in uno scenario da Detroit di Robocop che sarebbe stato perfetto per una band industrial o cyberpunk. Ma nessun spazio, in questa serata, a sonorità martellanti e ossessive, salvo in alcuni sprazzi di show (Sabbia): il viaggio sonoro proposto da Alessandro Cortini è in realtà un tutt’uno con la dimensione visiva, con dei veri e propri cortometraggi che accompagnano l’opera sonora.

Otto brani, otto brevi film che in molti casi riprendono lo stile di quello già noto del singolo Batticuore: riprese che prendono molto da un cinema visionario dove, escludendo il segmento iniziale di Amore Amaro e Let Go, i colori pastello e la forte illuminazione accompagnano il tessuto sonoro dove, oltre ai beat elettronici, trovano spazio anche arpeggi di chitarra anch’essi campionati. Sì, perché l’esibizione di Alessandro Cortini lo vedrà sul palco senza il supporto di una backing band ma da solo con un portatile e poche attrezzature, tra cui le immancabili luci di illuminazione.

Si diceva di Volume Massimo protagonista assoluto della serata: un album che in sede live permette, grazie ad un’esperienza sonora di impatto integrata all’esperienza visiva, di godere di quelle sfumature che in un ascolto casalingo, che sia sullo Spotify o sul vinile di turno, inevitabilmente vanno perse, guadagnando quell’anima e quella parte emozionale che è forse l’unico mancato collegamento tra Volume Massimo e il suo predecessore. I tour dedicati ad un intero disco, come avvenuto in questo contesto, molto spesso sono oggetto di critiche, soprattutto nel caso di quelle rock band che non offrono un valore aggiunto a quanto inciso in studio. In questo caso, Alessandro Cortini porta Volume Massimo in una nuova dimensione, che permette di apprezzare grazie al sapiente lavoro audiovisivo un album apparentemente freddo. Svelando, in realtà, molti più contatti artistici con il suo passato.

Nicola Lucchetta

Foto di Pagina Facebook dell'artista

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