Onstage
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La speranza del pop-rock si chiama Alice Merton

Alice Merton è una speranza. La cantante apolide per eccellenza sfodera un’ora e poco più di brani vissuti con energica determinazione all’Auditorium Parco della Musica di Roma per la prima delle sue date italiane (in replica stasera ai Magazzini Generali di Milano), ma si erige a leader discreta del puro talento che conquista indiscriminatamente tutti. Che fosse brava lo avevamo intuito dai singoli che hanno punteggiato lo scorso anno, No Roots e Lash Out, ma che sotto la sua aria fresca di 26enne giramondo (ora è di base a Berlino) covasse lo spirito da riot grrrl anni 90 candeggiata dagli eccessi è una felicità tutta nuova.

L’apertura è affidata a Michael Leonardi, si fa ascoltare grazie ad una voce potente, emozionata, che nel suo breve set acustico emerge con forza. Il suo primo singolo è già uscito ma ha il coraggio di anticipare altre tre canzoni totalmente inedite che riescono a fare breccia nel pubblico, in ingresso spicciolo in sala. Brave anche Jenny e Lisa, rispettivamente alle tastiere e al violoncello, nel creare quell’atmosfera soft ma espressiva che sostiene la voce dell’italoaustraliano tornato alla madreligua dopo la parentesi italiana a Sanremo Giovani 2016. “Per me tornare a cantare in inglese significa tanto, anche nella parte della scrittura è molto speciale” ci racconta nel backstage poco prima dell’inizio del live, per il quale è molto emozionato. “Aprire ad Alice Merton? Sono qui in camerino e ancora non ci credo. Io e Alice viviamo a Berlino e lavoriamo con le stesse persone, trovarci a Roma e Milano è bellissimo” sorride. Promette che il nuovo singolo uscirà a breve e che l’album avrà un concept: “Parla di cose globali ma anche della mia storia personale. Sarà interessante, sto lavorando tanto in studio, dopo Sanremo mi sono chiuso in studio per trovare una nuova direzione della mia musica“.

Alice Merton si fa aspettare. Nella mezz’ora tecnica che precede il suo ingresso tre clap del pubblico la esortano ad uscire ma senza successo. Puntualissima sale sul palco alle 21.30 e la sala Petrassi viene travolta da un’onda sonora energetica: pantaloni rossi, bustino nero, anfibi bianchi e lungo soprabito color menta con la scritta Mint (appunto, è il titolo del suo album), Alice Merton disvela il suo spirito rock con Learn To Live e Speak Your Mind, doppietta riuscitissima. Saltella tra i musicisti senza mai mollare il microfono; carisma, attitude ed energia sono vibrazioni positive mentre vaga tra chitarrista, batterista e tastierista. L’entusiasmo del pubblico non manca, le mani accompagnano buona parte dei pezzi, ci sono anche tanti ragazzini che conoscono tutte le canzoni a memoria. A metà scaletta Alice Merton non si tiene più e lancia l’ammutinamento tra le sedie rosse della Petrassi, chiedendo a tutti di tirarsi in piedi e ballare Make You Mine e il resto dei brani. Sono in pochi a tornare a sedere, d’altronde i singoloni sono ancora di là dal venire e gli schemi sono felicemente saltati.

Sul palco Alice Merton è un’esplosione: gesti ipnotici, energia inesorabile, una sicurezza live che le fa timbrare il biglietto per una carriera duratura. La sua apparente timidezza non esiste più, parla e interagisce in continuazione, chiede le luci dei cellulari accesi su Honeymoon Heartbreak (“l’unica canzone d’amore triste del mio disco” ammette pubblicamente), presenta le canzoni con l’entusiasmo di chi sa interpretare le fasi emotive di un concerto. Lo zenit arriva con la doppietta Lash Out/No Roots, i suoi singoli più famosi, e Alice Merton guida il pubblico a cantarle con la navigata esperienza che le viene naturale. La Petrassi è accalcata quasi interamente sotto al palco e non molla fino al bis di Why So Serious, che travolge la cantautrice di applausi per un concerto davvero ben riuscito. Se abbiamo bisogno di qualche certezza per il futuro, possiamo tranquillamente fidarci di Alice Merton: i semi del suo talento li abbiamo visti germogliare bene. Non resta che farli crescere, sapranno stupirci ancora.

Scaletta Alice Merton Roma 2019

Learn To Live
Speak Your Mind
Trouble in Paradise
Keeps Me Awake
Jealousy
Make You Mine
Honeymoon Heartbreak
2 Kids
Hit The Ground Running
Funny Business
Homesick
Lash Out
No Roots
I Don’t Hold A Grudge
Why So Serious

Le foto del concerto

Le foto del concerto di Milano

Arianna Galati

Foto di Roberto Panucci (Roma), Francesco Prandoni (Milano)

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