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Anastasio a Milano, il racconto del concerto

La seconda volta di Anastasio inizia con costellazioni di kebab e nebulose di pastiere in una Santeria Social Club sold out. La sera prima, al Live Club di Trezzo sull’Adda, c’è stata la data zero – “non solo della mia carriera ma di tutta la mia vita”. E si, che sia la sua seconda volta si vede e si sente. Ci sono tante cover, tanti pezzi che si è portato dietro da X Factor e un solo EP alle spalle. Ma finisce qui. Nonostante i suoi 21 anni e il fatto che sia stato catapultato da un talent a un palco vero e proprio, Anastasio ci sa fare. Touchè.

“Stasera si parlerà di crisi adolescenziali e crisi sociali, ci prenderemo bene e subito dopo ci prenderemo male”; ce lo dice subito Anastasio, quello che sarà il suo show. E di fatto ci azzecca in pieno. Accompagnati da due polistrumentisti e un batterista, si ondeggia come una barca impazzita tra il brio amaro di Costellazioni di Kebab e la potenza estremamente vulnerabile di La fine del mondo. Un brano che abbiamo sentito tutti: spaparanzati sul divano davanti ad X Factor, fatto a pezzi dalle sue continue ripetizioni dalle radio. E forse pensavamo che il pezzo ci avesse anche un po’ stufato, come succede a tutte quelle canzoni che per una fortuna sfortunata diventano tormentoni. Ma no. Sentirla sillabare tutti insieme una folla di vandali che fa tremare ( e non crepare, per fortuna) i muri della Santeria cantando a squarciagola di quanto sia tremendamente difficile alzarsi dal letto che è profondo come un pozzo fa ancora il suo effetto. Perché se c’è qualcosa che dobbiamo veramente riconoscere ad Anastasio è la sua grande capacità di scrittura. Di catturare qualcosa che non abbiamo mai saputo come mettere in parole.

E da oggi possiamo dire che è anche capace di portarlo sul palco, questo qualcosa.

Il concerto prosegue senza lunghe interruzioni per 65 minuti, alternando cover e reinterpretazioni portate ad X Factor a pezzi originali, alcuni di quando ancora Marco studiava al liceo. “Adesso voglio che facciate un sacco di casino per il mio grande amico Giovanni Verga, anche se ci ha lasciato da un po’”. E si butta in Rosso Malpelo, dimostrando come il rap e la musica mainstream non debbano per forza dimenticarsi di quello che si impara sui banchi di scuola. Niente atteggiamento da macho stereotipato tipico di tanti artisti rap o sedicenti tali; il suo è un approccio che lo avvicina più a quello di un cantautore di altri tempi. Ma sempre estremamente connesso con il presente. E poi Correre, brano presentato alla quarta serata del festival di Sanremo e la parentesi cabarettistica di Il giro di Do, con tanto di strimpellata di chitarra acustica.

La setlist non è lunga e le cover sono tante – forse troppe. Ma sappiamo che è solo un assaggio. E, per ora, quello che abbiamo provato ci piace. Con la sua seconda volta Anastasio dimostra di avere il potenziale, non solo di scrittura, necessario per non essere una meteora passeggera. Ma dimostra di saperci fare, su un palco.
Quindi, nulla da dire: promosso.
Ma vogliamo rivederti a settembre, con ancora più voglia di farci credere che l’X Factor ce l’hai per davvero.

Setlist
Another brick in the wall
Intro (Esercizio di stile)
Costellazione di kebab
La fine del mondo
Rosso malpelo
Se piovesse il tuo nome
C’è tempo
Correre
Un adolescente
Il giro di do
Mio fratello è figlio unico
Ho lasciato le chiavi
T.S.O.
La porta dello spavento supremo
Autunno
Clint Eastwood
Generale
La fine del mondo

Paola Marzorati

Foto di Francesco Prandoni

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