Onstage
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Abbiamo ancora bisogno di Vasco Rossi

Aveva detto che questa canzone avrebbe pesato “come un album”. Vasco è stato di parola: Se ti potessi dire è un pezzo tremendamente a fuoco in questa ennesima giovinezza del Kom. Abile nell’unire echi del primo Vasco anni Ottanta con i cori da stadio che lo hanno reso dominatore di quegli impianti riempiti oramai innumerevoli volte, la traccia riassume il percorso di un artista capace come nessun’altro di unire sotto una stessa bandiera generazioni differenti.

Presentata dal rocker stesso come “La quarta canzone della mia vita” (dopo Sally, Un senso e Vita spericolata), condensa in pochi minuti un’esistenza intera, riassunto del suo essere artista e uomo in un impeto di sensazioni, emozioni e pensieri percepibili grazie all’arrangiamento di Celso Valli. La ballata esplode nel finale, esaltando la band che accompagna Vasco, dopo una serie di passaggi tutt’altro che scontati. Tra tutti è sicuramente d’impatto il momento in cui Vasco confessa:

Se ti potessi dire
Quante volte ho voluto morire…
Quante volte camminando sul filo
Sono stato sono arrivato vicino
all’inferno della mente
Quell’ inferno
che esiste veramente

In attesa del tour 2020 (che lo vedrà impegnato nei festival, prossimamente date e info sui biglietti), Vasco si conferma voce indispensabile all’interno di un panorama musicale che, sebbene in continua evoluzione e trasformazione, non può prescindere da chi (come pochissimi altri) ha contribuito a renderlo adulto, maturo, trasgressivo e dannatamente rock contro ogni preconcetto.

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