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Antonello Venditti celebra a Bologna il suo Sotto il segno dei pesci

Sabato sera in quella Bologna dove “scoppiò la prima bomba tra una festa e una piadina di periferia”, Antonello Venditti, dopo i tre sold-out fatti registrare nel 2018 all’Arena di Verona e al Palazzo dello sport di Roma, ha ripreso i festeggiamenti per i 40 anni del suo storico album Sotto il segno dei pesci.

Sono da poco passate le 21 quando, in una Unipol Arena piena in ogni ordine di posti, l’artista romano fa il suo ingresso sul palco accolto da applausi scroscianti. Durante le due ore abbondanti di spettacolo, Venditti, apparso in forma smagliante e accompagnato da una corposa band, ha eseguito per intero i brani del disco Sotto il segno dei pesci, senza però dimenticare canzoni celebri come Notte prima degli esami e Ci vorrebbe un amico che hanno certamente segnato il suo strabiliante percorso artistico.

Le otto canzoni di Sotto il segno dei pesci, pubblicate l’otto marzo del 1978 in un momento sociale di forti tensioni in cui la speranza e la voglia di cambiamento erano enormi, bene si sposano nel confuso contesto storico e politico attuale. A differenza di quarant’anni fa, probabilmente, oggi le persone hanno smesso di credere nel cambiamento. Ma Antonello nonostante tutto non si da per vinto perché, come da lui stesso affermato durante la serata, “dalla confusione nasce sempre qualcosa di bello. C’è il futuro”.

Il concerto bolognese di Antonello Venditti è stato in questo senso una boccata d’ossigeno. Venditti si è confermato artista vero, in grado di esporre tra un pezzo e l’altro le proprie idee, condivisibili o meno, senza cadere nella retorica spicciola. Un vero e proprio omaggio alla vita quello messo in scena nel capoluogo emiliano dal cantautore romano, in cui valori come unità e amore, sempre cari ad Antonello, hanno avvolto e fatto riflettere, anche inconsciamente, i tanti presenti.

Ultimamente non si fa altro che parlare bene della nuova scena musicale romana. E se da un lato è vero che era dagli anni ’70 che la scena musicale della Capitale non viveva un momento così prolifico, con tantissimi artisti che in poco tempo sono riusciti a fare tour nei palazzetti e ottenere infinite certificazioni per i propri dischi, è anche vero dall’altro che di Antonello Venditti ce n’è uno solo.

Con buona pace di chi probabilmente non è felicissimo della notizia, la data di Bologna ha confermato un sentore assai diffuso: un percorso come quello compiuto da Antonello Venditti in pochi riusciranno a eguagliarlo. Antonello Venditti è, e per sempre sarà, il re di Roma.

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Stefano Mazzone

Foto di Roberto Panucci

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