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Constellations degli August Burns Red compie 10 anni

Dopo l’ottima prova di Messengers (2007), che ha portato agli August Burns Red anche un discreto successo commerciale, fare il fatidico passo falso sarebbe stato molto facile per la band originaria della Pennsylvania. Ma con Constellations, pubblicato il 14 luglio 2009, Jake Luhrs e soci confermano e solidificano il loro status di punta di diamante del metalcore contemporaneo.

10 ANNI FA…
Il metalcore (e alcuni altri generi underground) hanno trovato terreno fertile sul finire del primo decennio degli anni 2000 in piattaforme come MySpace e un’esposizione globale con l’inserimento di alcuni pezzi in famosissimi videogiochi musicali, che all’epoca erano il non plus ultra dell’intrattenimento e un canale promozionale preferenziale per molte formazioni in erba e non solo. Anche gli August Burns Red, nati nel 2003 come band da liceo, rendono disponibile Constellations per intero a ridosso dell’uscita nei negozi per un periodo di tempo limitato sul proprio profilo MySpace, raccogliendo consensi tra i propri fan ancora prima che il disco venisse pubblicato, e riescono a conquistarsi uno spazio in Rock Band 2 con Marianas Trench, brano estratto appunto dal terzo full-length del combo statunitense. Una congiunzione astrale perfetta per i Nostri, che trovano proprio nel 2006 l’equilibrio perfetto grazie all’ingresso in line-up del vocalist Jake Luhrs e del bassista Dustin Davidson, conferendo agli August Burns Red il volto che ancora oggi conosciamo.

IL DISCO
Il successo di Constellations, e degli August Burns Red in generale, si costruisce su un approccio familiare ma al tempo stesso inconsueto per un act metalcore, puntando in maggior misura su assoli e su un intreccio chitarristico ad opera di Brent Rambler e JB Brubaker ricercato e tecnicamente ineccepibile, piuttosto che su chorus che la maggior parte delle volte non sono neanche presenti nella produzione dei Nostri. Ma nonostante questo, e nonostante il growl incessante di Luhrs (eccezion fatta per l’accenno di spoken word in Meridian), la melodia, tenuta in piedi proprio dal lavoro dei due chitarristi, è una delle caratteristiche più riconoscibili del sound degli ABR (riportiamo tra gli esempi più rappresentativi l’apertura con Thirty and Seven, la sopracitata Marianas Trench, Meddler e Crusades, chiusura e compendio perfetto dell’album). Constellations è quindi un’opera aggressiva, veloce, varia, ma in cui non mancano break acustici inusuali (sono in molti a imputare questo fatto all’influenza dei Between the Buried and Me, il cui cantante, Tommy Giles, è peraltro protagonista di un featuring in Indonesia), a cui si accompagna il notevole impegno alle pelli di Matt Greiner.

…E OGGI
Il terzo lavoro degli August Burns Red è riuscito a superare le fortune commerciali del precedente Messengers, piazzandosi alla 24esima posizione della Billboard 200. Da allora i Nostri sono rimasti fedeli al proprio credo e al proprio sound, pur esplorando territori anche distanti dal metalcore (vedi le sperimentazioni di Found In Far Away Places del 2015), continuando a sfornare piccole perle nel loro genere. E se nel 2017 siamo arrivati a quota otto dischi in carriera con la pubblicazione di Phantom Anthem, il mito di Constellations continua tuttora a vivere, dato che i ragazzi della Pennsylvania saranno impegnati fino a fine 2019 in un lungo tour celebrativo, in cui verrà proposta dal vivo la loro terza opera nella sua interezza.

Chiara Borloni

Foto di Elena Di Vincenzo

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