Onstage
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La passione di Ben Harper e il suo amore per la musica

Il palco del Milano Summer Festival accoglie Ben Harper che dopo l’esibizione al GruVillage di Torino, a Ravenna, al Pistoia Blues Festival, a Roma e a Mantova, arriva all’Ippodromo SNAI.

Il pubblico rimasto in città che ancora non è partito per le vacanze entra alla spicciolata nell’enorme spiazzo dell’Ippodromo e viene accolto dal rock pop di Juanes, artista colombiano che nell’ormai lontano 2004 aveva acceso l’estate con la sua hit La Camisa Negra, che suonata stasera mi ha impietosamente fatto tornare indietro di una quindicina di anni. Per il resto il suo repertorio pop ha una presa facile (per chi ancora, causa hit stagionali latino americane, sopporta ancora il pop in lingua spagnola) ed è perfetto per ingannare l’attesa.

Alle 21.30 sale sul palco Ben Harper, un’artista che difficilmente rimane troppo lontano dal nostro Paese, che raramente si prende pause dalla sua produzione musicale (è uscita in questi giorni una canzone nuova, Uneven Days, e non è ancora chiaro se si tratti di un episodio isolato o se farà parte di un progetto inedito più grande, come un album) e che riesce sempre nel suo intento di scaldarci i cuori.

Ben lo abbiamo visto in tutte le salse: in quella più rock con i Relentless 7, più soul con i Blind Boys of Alabama, a ricercare le radici del blues con Charlie Musselwhite, in versione più intima e personale con sua mamma Ellen (album Childhood Home del 2014). Lo abbiamo visto elettrico, acustico, nei palazzetti e nelle arene, sulle montagne e nei teatri. La costante di tutto questo percorso musicale è la passione immensa che Ben ha per il suo mestiere, per il suo strumento, per le radici di un’arte che lui adora e che adora condividere con il suo pubblico.

Ed è evidente per chi lo segue da anni che nella sua versione con la sua band storica The Innocent Criminals ha una marcia in più. Il concerto milanese ne è stata l’ennesima conferma. Un impianto ritmico imbattibile per dinamismo e capacità di intrattenimento. Il bassista Juan Nelson è un musicista grande almeno quanto la sua mole e negli anni ha preso sempre più spazio sul palco, così come il percussionista Leon Mobley, dal sorriso irresistibile, che detta i tempi della serata, il tutto supportato dalla precisione alla batteria di Oliver Charles. Ben Harper con loro suona ad occhi chiusi, si diverte, trasforma le canzoni in viaggi imprevedibili ed entusiasmanti.

Il concerto è stato la solita carica di funky, di rock, di blues. Di momenti intensi con Amen Omen, Forever e Walk Away, leggeri e ballerini con Steal My Kisses e Burn One Down. Il rock di Please Bleed e la potente critica sociale di Excuse Me Mr., senza farsi mancare la bellissima e famigerata Diamonds On The Inside, e le cover di Bill Withers e Stevie Wonder. Questo tour è un’occasione per rivivere ancora una volta la straordinaria carriera di uno degli artisti più grandi della nostra generazione. Un musicista che non importa quante volte decida di venire a farci visita: va sempre visto.

Daniele Corradi

Foto di Francesco Prandoni

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