Onstage

Billie Eilish, la ragazza che ha cambiato le regole del pop spegne diciotto candeline

Questo 18 dicembre 2019 lo stavamo aspettando in molti, un po’ in stile Millennium Bug, mignon e decisamente meno ansiogeno dell’originale – che, poi, mai botto rimase più inesploso di quello tra la notte di venerdì 31 dicembre 1999 e sabato 1 gennaio 2000 – e finalmente eccoci: auguri Billie Eilish Pirate Baird O’Connell! Una che i botti li fa sul serio. Oggi le candeline da spegnere sulla torta sono diciotto, la maggiore età, anche in California, dove Billie vive e ha registrato il suo incredibile album d’esordio When We All Fall Asleep, Where Do We Go?, partito dalla cameretta del fratello Finneas, suo producer e co-autore, alla conquista del mondo.

«I 17 sono stati la mia età preferita. Non ho fatto altro che sorridere quest’anno», ha fatto sapere dalle stories sul suo profilo Instagram, dove mentre scriviamo campeggia ancora, per poco, la bio sintetica, ma eloquente: «Billie Eilish. 17». Oggi, infatti, sono diciotto e Billie ha tutte le ragioni per continuare a sorridere, come ha fatto per tutto l’anno, dopo avere recuperato la tranquillità, che il successo improvviso e planetario, arrivato nel 2016, in seguito alla pubblicazione del singolo Ocean Eyes, con tutti gli impegni, i cambiamenti e le responsabilità che ne derivano, le aveva tolto.

Diciotto anni e numeri che in pochi, pochissimi, hanno fatto registrare nell’arco di un’intera carriera. Ma non sono solo i numeri, assurdi, che la posizionano in cima all’Olimpo della musica internazionale: in due anni Billie ha letteralmente stravolto il mondo del pop, inteso, ovviamente come musica popolare, perché quello che è uscito finora dalla stanzetta di Finneas, ogni volta che c’è passata Billie, non è difficile, è impossibile da definire: fuori da tutto, ma con al suo interno tanto, tantissimo, tonnellate di musica eterogenea, dai Beatles a Britney Spears, da Tyler, The Creator ai Green Day e chi più ne ha più ne metta, ingurgitate e sintetizzate in un suono nuovo. Un sound eclettico, ma sempre cesellato con cura, senza lo sprone di un traguardo da raggiungere a tutti i costi e disseminato di soluzioni fantasiose, stranezze imprevedibili e dal sapore quasi naïf, dal trapano del dentista in Bury a Friend al suono di un semaforo australiano in Bad Guy, giusto per citarne un paio. Un marchio di fabbrica che si estende alla parte visual, sempre a cura di Billie, che pochi giorni fa ha firmato la sua prima regia nel video di Xanny.

Difficile, comunque, capacitarsi di come, in un lasso di tempo relativamente breve, il profilo Instagram, a cui avevi dato il nome scemotto di Wheraretheavocados, sia arrivato a 45 milioni e passa di followers, un esercito, praticamente, la popolazione di una nazione come l’Argentina o l’Uganda. La cosa avrebbe terrorizzato chiunque, soprattutto una persona intelligente e Billie lo è, molto. Come gestire tutto quel potere e le sue implicazioni? Con onestà, pare essersi detta. L’onestà della sua musica mai banale, mai alla ricerca del facile sensazionalismo, della hit, eppure da Ocean Eyes, Bellyache, My Boy, Idontwannabeyouanymore, Copycat e Watch (tutti inclusi nell’Ep Don’t Smile At Me), all’intera tracklist dell’album d’esordio, intro e outro compresi, fino al nuovo singolo Everything I Wanted, le sue canzoni sono tutte hit (il totale di streams nel mondo supera il 24 miliardi).

L’onestà dei suoi testi, che vanno spesso a scavare in quei luoghi oscuri dove in pochi osano spingersi, ponendosi interrogativi complessi, che forse non troveranno mai risposta, ma sui quali vale la pena indagare, perdendoci tempo e testa, perché più grande è il potere, più grande è la responsabilità, e dandosi tutte le risposte scomode che servono nella vita per crescere. L’onestà di una voce, che non ha mai bisogno di gridare per scavarsi una via in profondità, tra testa, cuore, stomaco e bassoventre, sì, perché la sua musica non ha paura di parlare anche a quello. Ed è onesta anche nelle collaborazioni Billie: &Burn con Vince Staples, Lovely con Khalid e Bad Guy rifatta con il suo prefe Justin Bieber. Ora pare che qualcosa stia bollendo in pentola con Rosalía, con cui Billie è stata in studio di recente e non vediamo l’ora di saperne di più. Si è tolta anche la soddisfazione di duettare con Alicia Keys al The Late Late Show With James Corden, hanno cantato Ocean Eyes, che Alicia ha coverizzato live, ma per una collaborazione vera e propria non c’è fretta hanno detto. «Non voglio rovinare tutto forzando le cose – ha aggiunto Billie ai microfoni di Billboard -. Ovviamente mi farei la pipì addosso, se accadesse, ma voglio rispettarla e essere sua amica».

Sulla sua immagine, poi, si sono spese un’infinità di parole, ma, come spesso accade con Billie, è tutto molto semplice: «Ho avuto un rapporto problematico con il mio corpo e questi sono i panni, in cui mi sento a mio agio», ha dichiarato a più riprese in diverse interviste. Ha gli occhi di ghiaccio Billie, l’espressione sempre un po’ imbronciata, di chi fa i brutti sogni, quelli che poi si avverano, come ha raccontato. Quella di chi pensa: “Per quale motivo dovrei sorriderti, se nemmeno ti conosco? Potrei avere avuto una brutta giornata, stronzo!”, che a vederla fa pensare a Smile More delle sue conterranee Deap Vally, un inno, che ogni ragazza dovrebbe ascoltare almeno una volta nella vita e dirmi se non ci si riconosce. Quando sorride però si illumina e quando ride, diavolo, è contagiosa. Insomma, è una ragazza di 18 anni, un’adolescente e come tutti è fragile, ha dei complessi e dei problemi, dei quali non ha fatto mistero, parlando apertamente della sindrome di Tourette, da cui è affetta sin da bambina.

Sarà anche per questa sua capacità di relazionarsi con le sue debolezze, che il suo rapporto con il pubblico è così speciale. Sempre disponibile con i fans, Billie concede una vicinanza fisica eccezionale, un gesto di fiducia quasi commovente, tenendo conto che non e scontato che qualcuno non ne abusi, come è avvenuto durante il live dello scorso ottobre all’Austin City Limits Music Festival, quando mentre si dava con la solita generosità, camminando nella passerella che attraversa il parterre e facendosi abbracciare dal pubblico, qualcuno le ha messo una mano al collo, forse involontariamente, e qualcun altro le ha sfilato un anello. Il gioiello è ritornato alla legittima proprietaria, ma che delusione!

Vogliamo parlare di live? Perché pare che siano ciò che l’ha tenuta incollata a questo mestiere nei momenti più bui e questa ragazza di 18 anni, oltre a quelli negli States, ha già un tour mondiale alle spalle When We All Fall Asleep World Tour e uno in partenza nel 2020, Where Do We Go? World Tour. Se non avete mai visto un concerto di Billie Eilish, fatelo! Trattasi di un momento di comunione assoluta con il pubblico (ladri esclusi), basato su uno show, per ora, essenziale, senza fronzoli. Ci sono la musica, Billie, suo fratello Finneas e il batterista che li accompagna, Andrew Marshall, eppure con questo assetto ridotto all’osso hanno sbancato ovunque, compresi i festival internazionali del calibro di Coachella, Bonnaroo, Lollapalooza e Glastonbury. Anche da noi sono passati, il 31 agosto 2019, al Milano Rocks, prima dei Twenty One Pilots, ma come ricorderete non andò molto bene, con Billie che dopo trenta secondi di concerto si slogò una caviglia, portando a termine un set ridotto, fra atroci dolori. Tornerà, sempre a Milano, venerdì 17 luglio (non ridete!), agli I-Days, questa volta da headliner.

Noi non mancheremo, perché se Billie Eilish quest’anno non ha fatto altro che sorridere – prima artista nata in questo millennio ad avere raggiunto il n. 1 della classifica americana, autrice del disco più venduto negli USA nell’ultimo decennio, prima artista femminile ad aver raggiunto per la quarta volta consecutiva la Top10 dei singoli con All the Good Girls Go To Hell, la lista dei suoi primati potrebbe andare vanti ancora molto, ma bastino un New Artist Of the Year agli AMAs 2019, un Billboard Woman Of the Year 2019 e le sei nomination (Record Of The Year, Song Of The Year, Album Of The Year, Best New Artist, Best Pop Solo Performance e Best Pop Vocal Album) ai Grammy 2020questo è solo l’inizio. Come ha affermato Cindy Lauper nel suo discorso di conferimento dell’onorificenza di Billboard a Billie: «Quella che hai davanti è una lunga, lunga strada».

Non vediamo l’ora di scoprire dove la porterà. Forse questa bolla prima o poi si sgonfierà, ma intanto Billie ha dimostrato che si può arrivare in cima seguendo le proprie regole, essere un’artista da 24 miliardi di streams senza menarsela e che, alla fine, nell’arte conta una cosa più di qualsiasi altra: il talento. Buon compleanno Billie Eilish Pirate Baird O’Connell!

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