Onstage

Billy Corgan apre Sexto ‘nplugged 2019

Si apre con l’atteso concerto di Billy Corgan degli Smashing Pumpkins l’edizione 2019 di Sexto ‘nplugged, il festival di Sesto al Reghena (PN) che vedrà sul palco nei prossimi giorni anche artisti come Sharon Van Etten, Ex-RE e Michael Kiwanuka.

Con la data friulana si chiude anche l’esperienza estiva del cantante statunitense, che nel nostro Paese si è esibito per tre show solisti oltre all’evento del Firenze Rocks con gli Smashing Pumpkins. Una serata molto attesa da tutti i fan della band di Chicago, che accorsi numerosi già nel tardo pomeriggio alla venue, hanno potuto avere un antipasto della serata, sentendo alcune anteprime durante il soundcheck fatto dall’artista nel tardo pomeriggio, in una Piazza Castello libera da ogni persona al di fuori del suo entourage.

Il concerto è iniziato alle 21.30 e, come per le altre date italiane, è diviso in due atti con una lunga pausa di venti minuti tra un set e l’altro. Due set che vogliono raccontare un percorso lungo trent’anni e fatta, oltre dai classici della sua band più conosciuta, anche da una non trascurabile carriera solista. E proprio la prima parte della serata è dedicata a questa fase della sua carriera, essendo questo di fatto un tour di supporto ad Ogilala, al quale viene dato molto spazio nel segmento. Billy Corgan si alterna tra chitarra e alcune incursioni al pianoforte e, per un paio di pezzi, invita sul palco quella Katie Cole che, oltre a collaborare da alcuni anni con gli Smashing Pumpkins, ha avuto il compito di aprire il concerto con un breve set acustico.

Un’esibizione carica di emozioni sin dalle prime battute ma che all’inizio ha visto un Billy Corgan glaciale nei confronti del pubblico, limitandosi a cenni e semplici ringraziamenti. La timidezza, o freddezza, iniziale viene però messa da parte poco dopo, e da quel momento il concerto diventa, oltre ad una semplice esibizione di pezzi, anche un racconto di vita privata e professionale, con alcuni momenti da autentico stand up comedian. Come quando, ad esempio, Corgan fa presente che molti sono qui “non per sentire un concerto country” e, poco dopo, presenta in maniera ironica in un palco spoglio i membri degli Smashing Pumpkins. O quando in aeroporto più di una volta lo hanno scambiato per il collega Moby, in uno sketch chiuso con l’affermazione di non essere fortunatamente ancora morto, per non dimenticare la parentesi sulla politica italiana, nella quale si è chiesto se il premier fosse ancora Silvio Berlusconi.

Il secondo set, dedicato alla sua band principale con una breve incursione sugli Zwan di Endless Summer e la cover di Wish You Were Here dei Pink Floyd, catapulta i fan in un altro mondo. Non ci sono solo i brani più noti del loro repertorio, ma anche tracce secondarie come Spaceboy da Siamese Dream, Shame da Adore o Violet Rays estratta da Oceania, lo sfortunato disco per il quale Corgan ha ringraziato “i quattro fan italiani che lo hanno comprato”. Scontati invece i momenti nei quali vengono proposte le hit Tonight Tonight, 1979 e Today, con l’ultima a chiusura di concerto introdotta dal coro del pubblico: brani che hanno catalizzato l’attenzione di tutti e silenziato quel chiacchiericcio che, unico grande difetto della serata, ha caratterizzato il pubblico delle ultime file.

Il concerto più atteso del Sexto ‘nplugged conferma Billy Corgan come uno dei talenti più sottovalutati dell’alternative rock statunitense. Coloro che si aspettavano un’esibizione fredda si sono invece trovati davanti un artista che si è potuto mostrare in tutte le sue anime.

Nicola Lucchetta

Foto di Francesco Prandoni

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