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L’ultimo concerto dei Black Sabbath arriva al cinema. Ma sarà davvero la fine?

The End Of The End è il film che racconta l’ultimo concerto di sempre dei Black Sabbath. La pellicola, nei cinema il 4 ottobre, vede Ozzy Osbourne e compagni esibirsi a Birmingham, loro città natale, il 4 febbraio 2017.

Tra canzoni live e interviste a Ozzy, Tony Iommi e Geezer Butler, il film passa rapidamente, intervallando inni assoluti della musica pesante come Iron Man, War Pigs e Paranoid, alle dichiarazioni degli artisti. Che i Sabbath fossero in forma lo si era capito sin dai primi mesi del reunion tour (ne parlavamo quattro anni fa qui), come anche era chiaro che il gruppo non avesse voglia di far terminare troppo presto questa fortunata serie di concerti. E invece è successo, forse anche per lasciare un buon ricordo ai propri fan. Come dice Geezer Butler: “Volevamo smettere quando ancora eravamo in forma e suonavamo bene”. Tony gli fa eco: “Forse non siamo mai stati così grandi e al top come in questi ultimi anni”.

Al centro della narrazione c’è proprio Iommi, inimitabile chitarrista che ha forgiato un intero genere (l’heavy metal) grazie a riff leggendari. Tony ha dovuto combattere contro un linfoma durante le registrazioni di 13 (ultimo studio album pubblicato dai Nostri) e viene definito dai suoi compagni il vero guerriero del gruppo. Ed è assolutamente vero. Oltre alla lotta contro la malattia, giova ricordare come Iommi abbia sempre e comunque tenuto in vita il moniker Black Sabbath anche in anni non esattamente felici (diciamo dall’83 al ’96), quando la band orfana da tempo di Ozzy (e di lì a poco di Geezer) appariva a metà pomeriggio nelle line-up dei festival rock e non incideva dischi, per così dire, ispiratissimi.

Durante la proiezione, la sala oltre a farsi coinvolgere sui pezzi più conosciuti, scoppierà sicuramente a ridere sulle battute di Ozzy (memorabile quella sul jet-lag), che a dispetto di una vita di abusi assoluti, resta attivissimo sul palco, oltre che completamente rimbambito come da tradizione nelle interviste. Tra i frontman più grandi della storia, Osbourne si riscopre anche cantante in discreta forma quando la band si ritrova, circa tre giorni dopo il concerto, a jammare in studio come un gruppo alle prime armi.

Ed è fondamentalmente questo il vero motivo di interesse di una pellicola essenziale per i patiti di hard & heavy, molto meno per i non adepti al culto del Sabba Nero. I tre suonano chicche come The Wizard e Wicked World, aiutati alla batteria dal giovane e inesauribile Tommy Clufetos (e non da Bill Ward, batterista della line-up originale, vero grande assente delle celebrazioni in seguito a diverse polemiche sorte sui cachet per l’operazione reunion del 2011). Changes chiude il film con Iommi che chiosa dicendo “Mi piacerebbe ancora suonare insieme, non certo fare un tour, ma…“, lasciando un portone aperto su una futura e ipotetica ulteriore reunion. Auguriamoci che ciò accada prima possibile.

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