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Bud Spencer Blues Explosion e Tre Allegri Ragazzi Morti dal vivo al Carroponte

È andato in scena nella serata di ieri 12 settembre 2019 l’appuntamento di All You Need Is Live organizzato da Radio Popolare al Carroponte di Milano. A comparire sulla line up e nei maxi cartelloni attaccati alle pareti fuori dalla suggestiva location in stile post-industriale sono due nomi di spicco del panorama musicale italiano: Bud Spencer Blues Explosion e Tre Allegri Ragazzi Morti. Due band di grande esperienza, talento e che vantano una fedele fan base, la stessa che si raduna già dalla festosa e tribale apertura delle danze dei Cacao Mental.

T-shirt dei primi tour dei BSBE, probabilmente oggi collezionabili come pezzi unici, maglie su cui spiccano le ossa a formare uno scheletro, le immancabili maschere in stile TARM, birre, pubblico di ogni età: l’atmosfera è caldissima all’arrivo sul palco, puntualissimo, dei Bud Spencer Blues Explosion. Per il duo formato dalla chitarra (sarebbe più opportuno dire chitarre) di Adriano Viterbini e dalla batteria di Cesare Petulicchio, questa data (insieme alla prossima del 14 settembre a Bologna) è l’occasione per ricordare un compleanno speciale. Nel 2019, infatti, cade il decimo anniversario dell’uscita del loro album omonimo, pubblicato nel luglio 2009.

Un connubio nato da un’urgenza artistica, dalla voglia di riscatto, dalla necessità di esprimere ed esprimersi. La dimensione live come habitat naturale, i tour in giro per l’Italia e per il mondo, le esperienze in progetti paralleli, il ritrovarsi con una più spiccata consapevolezza. Un viaggio che parte da una casa in cui vivevano ragazzi mossi dalla passione, dove ognuno provava a fare quello che desiderava, sostenendo i successi dell’altro. Un ufficio stampa improvvisato, i cd impacchettati uno ad uno con la stagnola in cucina, un release party di incredibile e inaspettato successo. Si legge questo nell’emozionante post su Instagram di una amica di vecchia data dei due musicisti, come ricordo del periodo irripetibile legato al disco dalla copertina rosa, definito il frutto di un’esplosione.

La stessa esplosione che innesca la celebre versione di Hey Boy Hey Girl, primo pezzo in scaletta. Rottami anticipa E Tu diventata la forma di presentazione ufficiale dei Bud Spencer Blues Explosion: “Noi in due siamo come uno, e tu? / Noi in due suoniamo come dieci, e tu? / Noi in due facciamo un casino di Dio, e tu? / Io mi chiamo Adriano e lui si chiama Cesare, e tu? “. In due, in dieci o in tre come durante l’apparizione sul palco di Davide Toffolo per Io E Il Demonio, featuring contenuto nell’ultimo album Vivi, Muori, Blues, Ripeti, e di Domenico Mamone che con il suo sax impreziosisce Esci Piano con note di amara malinconia. Se da una parte la maestria e la poliedricità di Viterbini alla cinque corde e il tocco deciso e inconfondibile di Petulicchio dietro alla sua Ludwing sono dati di fatto, dall’altra è sempre stupefacente assistere alla sinergia che si crea, giocata sugli sguardi e, perché no, sull’improvvisazione. Un blues distorto, contaminato, ricco, ispirato è quello che da sempre caratterizza i BSBE. Un blues che si macchia di tinte stoner per una rivisitata Sweet Home Chicago che chiude il live, definito a fine serata dallo stesso Cesare come punk rock.

Il momento del cambio palco è dedicato al sociale e alla campagna di Open Arms in merito alle urgenti questioni del soccorso in mare, dei corridoi umanitari e delle possibili alternative per migrazioni sicure e protette. Incentivi all’azione e al cambiamento che culminano con il ritorno alla musica e all’apparizione di Toffolo nella sua pelliccia bianca e dei suoi ragazzi morti. Si indossino le maschere al grido: “Benvenuti allo spettacolo de la vida e de la muerte” e via a saltare all’inno di Mai Come Voi. Il coro del pubblico continua, nostalgico e spensierato, su Anime Perse, Persi Nel Telefono e Puoi Dirlo A Tutti fino ad arrivare al doveroso omaggio a Milano – “Siamo a Novara, giusto”, scherza il frontman – raccontata nei versi di In Questa Grande Città e suonata con Adriano Viterbini e i Cacao Mental.  La spiccata capacità comunicativa e il dialogo con i fan si fondono alla miscellanea di psichedelia, beat anni ’60, digressioni raggae, prog, rock e sound legato alle origini della band di Pordenone, attiva da ormai venticinque anni. A tutti coloro che erano presenti già dal 1994 è richiesto di riproporre “quel ballo per gli antichi che si chiama pogo”, soprattutto per il finale all’insegna dei grandi classici come Fortunello, Mio Fratellino Ha Scoperto Il Rock ‘n’ Roll e Di Che Cosa Parla Veramente Una Canzone. Lo spettacolo de la vida e de la morte si chiude con La Tatuata Bella in una versione solo voce – anzi voci – e con quel “padrona mia è la luna ed altro io non ho” che fa alzare gli occhi al cielo, a quella luna (quasi) piena che ha illuminato d’argento la notte di Carroponte.

Laura Faccenda

Foto di Francesco Prandoni

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