Onstage
Carl Brave Franco 126 Roma 2018 foto concerto 12 luglio

Carl Brave convince anche a teatro

Carl Brave a teatro, da solo. Roba che a pensarla al momento dell’esplosione di Polaroid sarebbe probabilmente scaduta in un “ma dai!”. E invece l’appuntamento è proprio a teatro, per un tour praticamente tutto sold out, alla faccia del “ma dai!”. Facciamo un po’ d’ordine. Sono le 21:30 quando Carl Brave e la sua super band mettono piede sul palco del Teatro degli Arcimboldi di Milano. Oltre a Carl, sono 9 gli elementi che lo accompagnano: trombe, flicorno, sax, chitarre, percussioni, basso e tastiere. C’è davvero di tutto. Sullo sfondo lo skyline di una città, principale fonte di ispirazione del cantante romano.

Si parte subito forte. Il boato del pubblico precede Pub Crawl, moderno stornello metropolitano che trascina tutti nella Roma da bere. Dopo un inizio bomba è poi lo stesso Carl a chiarirci quei dubbi di cui sopra, dubbi che lui stesso ha avuto prima di dar via al tour: «Non vi nascondo che era molto strano fare una roba a teatro, vedervi tutti seduti. Pensavo, magari non cantano. C’era un po’ di strizza, poi no. O sbaglio?». In effetti, non sbaglia a fatto: l’impatto iniziale è stato talmente positivo da rendere facilmente intuibile che il resto del concerto sarebbe stato gestito in maniera altrettanto convincente. Salta subito all’occhio, infatti, un apporto del pubblico che non si vede tutti i giorni: un contributo, quello dei presenti, che è andato oltre le più rosee aspettative, cantando davvero tutti i pezzi dall’inizio alla fine.

Il concerto scorre e arriva il momento per Notti Brave di fare posto al passato, nemmeno poi così lontano di Carl. Il medley composto da Polaroid, Alla tua, Sempre in due, Tararì Tararà, Noccioline e Pellaria fa alzare tutti in piedi e ci si dimentica per qualche minuto di essere in un tempio della recitazione, sempre che la cosa sia mai stata presa in considerazione. Per tutto il concerto, infatti, quello del teatro è solo un ottimo motivo per approfondire la dimensione interpretativa dei brani, sdoganando l’idea che giù dal palco si debba star lì a prender passivamente quanto accade. Lo spettacolo messo in scena col supporto di OTR pone l’accento su ciò che Carl fa sul palco: ogni brano è accompagnato da un video e da una propria scenografia, dal frigobar di Vita allo specchio di Pianto Noisy.

Sul finale di Termini, di Notti Brave (After), Carl si lascia andare ad una dedica: «Non sono solito parlare tra un pezzo e l’altro. Questo brano parla d’amore, di amicizia. È un posto dove c’è una corsa frenetica per prendere un treno, ma è anche un posto di persone che vanno lentamente, che stanno ferme: gli invisibili. Persone che stanno a terra come mozziconi, che non vivono, ma sopravvivono». È questo probabilmente, insieme ad Accuccia – brano che racconta della perdita del suo cane -, il momento meno scanzonato di tutta la serata. Mezzo cocktail per ripartire e per abbandonarsi alla triade finale di tormentoni: Merci, Posso e Malibu. Non prima, però, di aver presentato la band, che definire superlativa è un eufemismo. Ogni componente ha, infatti, contribuito alla perfetta messa in scena di questo coraggioso show. Coraggio è allora la parola d’ordine, e non più solo il cognome del cantante. Coraggio perché Carl Brave parte da una forte connotazione territoriale, superata con successo con Franco 126 prima e con l’attuale esperienza solista, riuscendo ad esportare e rendere universale un tipo di poetica spesso e volentieri romanocentrica. Coraggio perché di autotune, a teatro, probabilmente non se n’è mai nemmeno sentito parlare e Carl riesce a farne un uso che, unito al lavoro certosino di questa band eccezionale, non stride assolutamente con l’ambiente. Notti Brave a Teatro è quindi un pretesto per approfondire l’universo di Carl Brave, in un contesto diverso dal solito, ma senza dover in alcun modo rinunciare alla variabile divertimento. Alla faccia dei dubbi.

La scaletta:
Pub Crawl
Chapeau
Comunque
Professore’
Fotografia
Spunte blu
Ridere di noi
Vita
Medley: Polaroid, Alla tua, Sempre in due, Tararì Tararà, Noccioline, Pellaria
Accuccia
Termini
Mezzo cocktail
Merci
Posso
Malibu

Felice Ragona

Foto di Roberto Panucci

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