Onstage

Stato di necessità di Carmen Consoli compie 20 anni

Per Carmen Consoli è tempo di voltarsi al suo Stato di necessità, uscito il 22 Febbraio del 2000. Compie 20 anni il quarto album della musicista catanese, che contiene episodi che hanno toccato e modellato come pochi altri lo strato sociale e pop italiano, penetrando con melodie e parole nelle case di milioni di italiani, diventando spesso colonna sonora di amori e delusioni, fini e rinascite, e che grazie ai videoclip e al film L’Ultimo bacio di Muccino, è anche patrimonio di immagini e suoni.

20 ANNI FA…
Sanremo 2000, Fabio Fazio e Teo Teocoli introducono una giovane Carmen Consoli con In bianco e nero, cantante già conosciuta al pubblico italiano ma che decide con Stato di necessità di dare un’accelerata decisa e di diventare una degli artisti più importanti del panorama pop. Di ampliare la portata della sua musica.

Viso sbarazzino, camicia bianca e capelli tagliati corti con colpi di colore arancione su nero. Carmen mette subito in chiaro la lontananza abissale dagli stereotipi stantii sulla figura patriarcale della donna. Era un’edizione ben lontana da quella che abbiamo appena visto in questo 2020, tra un bacio di Achille Lauro al suo chitarrista e litigi in mondo visione di Bugo e Morgan. La prima linea di quest’edizione in favore dei diritti e del riconoscimento della figura femminile, in un testacoda che va dallo strafalcione del ‘passo indietro’ di Amadeus al bellissimo monologo di Rula Jebreal.

Allora ci voleva ancor più coraggio per fare quello che faceva Carmen, e questa sua prima linea contro le consuetudini ammuffite l’hanno erta negli anni a paladina dei diritti di tutte le donne, guadagnandosi l’appellativo unico e personale di ‘cantantessa’, un sostantivo che nasconde un risvolto quasi nobile e soldatesco del suo fare musica che rimane nonostante tutto un racconto della sua sfera emotiva e personale. In quel Sanremo, vinto dagli Avion Travel, arrivò settima. Quell’anno però era il suo, e niente avrebbe potuto fermarne la corsa.

L’Ultimo bacio accompagnò l’uscita del film di Muccino e oltre a vincere il prestigioso premio Nastro d’Argento, cavalcò l’onda dello strepitoso successo della pellicola, che lanciò il regista addirittura nell’olimpo di Hollywood e Carmen nella storia del pop italiano. La canzone racchiude in toto il cambio di rotta dell’album Stato di necessità rispetto al precedente Mediamente isterica. Ammorbiditi i suoni e fatto un passo indietro verso una dolcezza delle atmosfere, la Consoli mette in campo la maestria e la bellezza delle suite create dall’Orchestra di Archi di Roma diretta da Paolo Buonvino.

Così il leggiadro manto di violini della canzone diventa colonna sonora di infiniti amori nati, vissuti e deceduti, di unioni e separazioni. Ancora oggi l’immediata bellezza di questa canzone riesce a commuovere anche il più duro dei cuori. E’ l’anno anche di Parole di burro, perfetta per essere ascoltata in radio senza sosta, senza stancare praticamente mai, una di quelle canzoni che se canticchiando fai partire il suo ‘pa pa ra, pai ra’ nessuno potrà resistere dal venirti dietro e cantare con te. Tre picchi di un album che nella sua interezza porta a massimo compimento la capacità innata di Carmen di parlare di sé e contemporaneamente dar voce a tutti, comprendendo una gamma impressionante di emozioni e sentimenti.

IL DISCO
In copertina Carmen indossa una zuccherosa maglietta con stampato sopra, rosso su bianco, I LOVE YOU. Attenzione però, pare sia una trappola. Perché guardate bene la postura, l’espressione. Quegli occhi che ti guardano di sbieco, sembrano sfuggire, giudicandoti. E non bene. Graffia ancora, se pur in una costruzione a fiocchi e colori offuscati, in questo atteggiamento aggressivo come un serpente scoperto sotto un ciottolo alzato da terra. Così stesa sul letto, il contesto erotico amoroso è chiaro. Basti pensare che il disco è allungato con il silenzio della finale ghost track per raggiungere la durata di 69 minuti, numero insinuante e allusorio. Sfogliate la vostra copia del Kamasutra se vi sfugge, se no, assaporate ogni frecciata e ogni sfida nei testi di Stato di necessità. “Saltami addosso dottore, coraggio” dice nella frizzante title track dove si descrive una ‘euforia ormonale’ prepotente e annichilente, “degna di mille Selen”, rendendo chiaro quale sia lo stato di necessità descritto dal titolo.

C’è anche tanto rock, perché rock è l’acido inizio di Bambina impertinente (a proposito, il live L’Anfiteatro e la Bambina Impertinente rimane a mio parere uno dei migliori in assoluto, da riscoprire) e Amado Senor è alternative classico, che strizza più di una volta l’occhio ai Pixies. I momenti che fanno non grande ma grandissimo questo album sono quelli che vanno più in profondità nell’animo della cantante, e che vanno ben sotto la pelle anche dell’ascoltatore. Il racconto di un Equilibrio precario tra passione e conoscere se stessi ancor prima di chi ti sta di fronte. E’ difficile lasciarsi andare a soddisfare il proprio stato di necessità senza avere fiducia del prossimo e soprattutto senza conoscere il proprio Io. Conoscendo prima di tutto le proprie radici, come fa la dolce e struggente In bianco e nero.

Attraverso il racconto di una fine, L’epilogo, si può provare a ricominciare sulle fondamenta di un esorcismo del dolore provocato da una fine. Ancora nella ballad al piano Non volermi male si esplora quel territorio bruciato cosparso di detriti irriconoscibili, che ricopre la fine di una relazione, dove tutto è distorto da rabbia e risentimento. Sentire il mondo vicino abbastanza da accorgersi che non è perfetto. Novembre ’99 musica con dolcezza la nostalgia, che ovviamente in questo 2020 è arrivata potenziata venti volte, un racconto autobiografico e autocritico, sorretto dalla struttura semi acustica contornata da archi che in questo album è innalzata a gloria immensa.

Le perle sembrano non finire mai in questo album, perché non si può tralasciare Orfeo, altro successo radiofonico con la sua conversazione mitologica intima che parla di salvezza. La già citata L’ultimo bacio, con la sua bellezza universale, e la provocatoria chitarra di Il Sultano (della Kianca).

…E OGGI
Tanto tempo è passato da quella bambina impertinente che con Stato di necessità amava provocare e andare a muso duro con i suoi capelli tagliati con colpi di forbice furiosi e disordinati davanti ai busti immobili e giudicanti dell’Ariston. Ora Carmen è una donna affermata e consapevole, ma non per questo ammorbidita nelle convinzioni e nel suo ruolo in prima linea per i diritti delle donne. La Universal farà uscire la versione deluxe di questo lavoro disco di Platino con nuove foto, una nuova copertina che ricalca quella originale disegnata da Zanzara e dal suo art director storico Alberto Bettinetti. Tutto per celebrare l’album di maggior successo commerciale e con la più ampia gamma di racconti delle emozioni di una protagonista assoluta della musica del nostro Paese. Il capitolo forse più importante di un’artista che è al tempo stesso internazionale e radicata in profondità nella cultura del suo territorio e del suo tempo. Una catanese nel mondo, una donna nella storia, che con parole e melodie modella il gusto e la faccia della nostra generazione.

Daniele Corradi

Foto di Roberto Panucci

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