Onstage
Catfish The Bottlemen

Catfish and the Bottlemen: elogio della musica veramente live

“C’è solo una cosa migliore della musica – la musica dal vivo”, dicono.
C’è solo una cosa migliore dei Catfish and the Bottlemen su disco – i Catfish and the Bottlemen dal vivo, dico io. E non è sempre vero per tutte le band, anzi. Anzi, è molto più facile che la versione live non regga il confronto con la produzione patinata di una registrazione in studio. Ma non per la band di Llandudno, Galles, che ha fatto del live il suo principale punto di forza. E lo ha fatto in un momento della storia del business musicale che ci dice proprio questo: puoi produrre un disco fighissimo in casa da solo con il tuo Mac scassato, puoi distribuirlo online, puoi raggiungere like e like sui social. Ma non puoi improvvisare un live e tutto quello che dovrebbe essere e farti sentire e provare.
E quando si tratta di musica dal vivo, i Catfish and the Bottlemen non improvvisano proprio niente.

Si parte con Longshot, singolo estratto dall’ultimo album The Balcony e poi tutte d’un fiato, le classiche Kathleen, Soundcheck e Pacifier. Palco spoglio, una cornice di led ad abbracciare gli amplificatori. Perché non serve nient’altro. Non servono orpelli, non servono chiacchiere; nessun “Milano su le mani” e coreografie stratosferiche. Che non sono cose negative, attenzione. Vanno benissimo, quando non servono a mascherare uno show debole. Ma, proprio per questo, ai Catfish and the Bottlemen tutto questo non serve.

Van non parla quasi mai, se non per introdurre di tanto in tanto un pezzo. Sorride fissando il pavimento, si accanisce sulla chitarra, trascina il microfono da una parte all’altra del palco, facendolo dondolare in equilibrio solo sulle sue labbra. E nella semplicità di questi gesti si rispecchia quella della loro musica: chitarre potenti ma ricercate e stralci di vita vera, senza troppa poesia. Perché, alla fine, la poesia sta nelle piccole cose, come nel chiamare proprio quella persona solo quando sei ubriaco, nel sentire la lontananza da casa, nel non riuscire a dormire la sera e dirgli che si, quando è preso male ti dà un sacco di problemi.

E nella capacità di mettere in piedi un live vero. Di quelli che senti che qualcosa sta veramente succedendo. Touchè, Catfish and the Bottlemen.

Setlist
Longshot
Kathleen
Soundcheck
Pacifier
Twice
Anything
Sidetrack
Homesick
Conversation
Overlap
Rango
Basically
2all
Outside
Fluctuate
7
Cocoon

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