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Cittadella Music Festival 2018, il racconto della tre giorni

Si è conclusa sabato 23 giugno 2018 la prima edizione del Cittadella Music Festival. La tre giorni di musica ha portato nel parco della Cittadella di Parma, fortezza monumentale, innalzata alla fine del ‘500 per volontà del duca Alessandro Farnese, circa ventimila persone. Un dato che fa decisamente ben sperare gli organizzatori per il futuro del festival.

A inaugurare la manifestazione ci ha pensato nientepopodimeno che il Maestro Ennio Morricone che nella serata di giovedì, davanti a più di ottomila persone, ha celebrato i 60 anni di carriera. Il Maestro romano per il suo “60 Years of Music World Tour” ha diretto 100 musicisti dell’Orchestra Roma Sinfonietta, il nuovo Coro Lirico Sinfonico Romano e il Coro dell’Università di Tor Vergata. Ospiti sul palco Dulce Pontes e la soprano Susanna Rigacci. Due ore intense e difficili da dimenticare quelle di Morricone che hanno lasciato a bocca aperta il pubblico, incantato dalle musiche di film come Il buono il brutto e il cattivo e La leggenda del pianista sull’oceano.
La stella cadente, passata sopra le teste dei presenti dopo la prima mezz’ora di spettacolo, riassume un po’ il tutto, ed è stata la ciliegina sulla torta di una serata pressoché perfetta.

Venerdì è stata la volta di Ms. Lauryn Hill. L’artista americana per la sua unica data italiana ha festeggiato i 20 anni dell’album The Miseducation of Lauryn Hill. Il progetto in questione, ormai vero e proprio culto per gli ascoltatori, ha inserito l’artista di diritto nell’Olimpo della black music. Una scaletta breve (12 brani eseguiti) ma intensa quella proposta a Parma da Lauryn Hill che durante l’ora e venti di esibizione è comunque riuscita a non far stare fermi un attimo i presenti, inebriati dall’enorme carisma della cantante americana. Lauryn Hill è una vera forza della natura e questo non lo scopriamo di certo oggi. Ma per il modo in cui rappa, canta, discute con i fonici e tiene il palco bisognerebbe farci un dvd e spedirlo in fretta e furia a quasi tutte le sue colleghe, anche quelle più blasonate, per un rapido corso di aggiornamento su come si deve fare uno spettacolo nel 2018. Una carica di adrenalina, la sua, difficile da dimenticare.

La chiusura del Cittadella Music Festival è stata affidata all’elettronica. Sabato si sono esibiti in ordine Apparat, 2manydjs e Digitalism. Sei ore di clubbing per tutti i gusti che, dalle 18 alle 24, hanno fatto arrivare al parco davvero tanta gente. La buona dose di spensieratezza respirata nel weekend è stata la maniera migliore per concludere questa prima edizione. A Parma non si vede già l’ora di replicare e l’impressione è che anche al di fuori della città emiliana l’attenzione nei confronti del festival sia tanta.

Stefano Mazzone

Foto di Francesco Prandoni

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