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claudio lolli morto

Claudio Lolli è morto

Se ne va in questi giorni di agosto un simbolo del cantautorato italiano anni 70: Claudio Lolli è morto a 68 anni nella sua Bologna, dopo una lunga malattia. Il cantautore era nato sempre nella città emiliana nel 1950.

Nel 2017 Claudio Lolli aveva vinto la Targa Tenco come miglior album con il disco Il grande freddo, uscito per La Tempesta Dischi. Nel maggio del 2018 è stato pubblicato il libro completo con tutti i testi delle sue canzoni, intitolato Disoccupate le strade dai sogni come da un suo celebre brano.

Il primo album di Claudio Lolli Aspettando Godot risale al 1972, inciso dopo il suo periodo di formazione nel giro delle osterie bolognesi frequentato da Francesco Guccini. Proprio il più famoso collega lo porta alla EMI, casa discografica con cui Claudio Lolli pubblicherà i suoi primi quattro album in rapida sequenza, dal 1972 al 1976.

Uomo di forte impegno politico, Claudio Lolli è stato cantore di tanta attualità, autore di instant-songs che descrivevano eventi di grande impatto sulle vita culturale e sociale dell’epoca. Temi come la strage dell’Italicus, la Bologna del ’77, la guerra del Vietnam trovavano ampio spazio nella scrittura delle sue canzoni.

Il suo periodo di massimo splendore sono stati gli anni Settanta, specialmente grazie all’album del 1976 Ho visto anche degli zingari felici, ultimo pubblicato con la EMI e ad oggi il suo disco più celebre, e una rinnovata prolificità artistica negli anni 90 con ripetuti lavori in studio e una forte attività dal vivo.

Redazione

Foto di Facebook dell'artista

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