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Coez a Bologna si conferma artista di serie A

In una piovosa notte di gennaio del 2016, durante il suo Niente che non va tour, Coez fece registrare un ottimo sold out al Magnolia di Milano. Quella sera, come un fan qualunque, chiesi una foto al cantautore romano d’adozione proprio accanto al bar del locale. Il suo disco stava andando egregiamente, ma Coez dopo aver abbandonato il rap, per passare a note più pop, soffriva quel ritorno alla ribalta delle sonorità hip hop, che lo aveva relegato in un pericoloso limbo da cui è difficile uscirne una volta entrati.

Ritrovo Coez il 16 novembre 2019 a Bologna, sempre con la pioggia a farci compagnia. La location è assai più grande, questa volta siamo in una Unipol Arena decisamente affollata.

Gli ultimi tre anni di vita artistica del cantante hanno dello straordinario. Dopo Niente che non va è arrivato un disco come Faccio un casino, che grazie al singolo La musica non c’è ha cambiato le carte in tavola. Dischi di platino, concerti sold out, ospitate televisive, Renzi che pubblica video in cui canta le sue canzoni e tanto altro ancora. Successivamente è stata la volta di È sempre bello, album che dà il nome alla tournée e che ha consolidato il successo dell’artista.

Coez adesso gioca in serie A e propone uno show adatto alla categoria in cui partecipa.

Ventisette brani in scaletta, quasi tutti da cantare a squarciagola. Sono situazioni che accadono ai concerti dei big della musica italiana, quelli che hanno dalla loro un repertorio ventennale. Coez è riuscito a fare tutto questo in poco tempo, realizzando brani di spessore. E anche se non ha una voce pulita e intonata da far strappare i capelli, ha saputo migliorarsi facendo grandi passi avanti.

Accompagnato sul palco da una band di cinque elementi, a cui va fatto un plauso per la chimica, formata dal batterista Passerotto, il tastierista Valerio, il programmer Banana Whitetrash, da Gaspare alla chitarra e Orange al basso, Coez per due ore ha tenuto in scacco il pubblico bolognese. I nuovi brani dell’ultimo disco si sono amalgamati alla perfezione con quelli vecchi dando vita a un piacevole viaggio nel tempo musicale.

Nel corso del concerto Coez ha abbandonato per pochi minuti il palco per il più classico dei cambi abito. Nella sosta, è stato proiettato un video dedicato ad Open Arms. Durante la proiezione la voce narrante di Coez ha spiegato ai presenti il perché abbia deciso di schierarsi a favore della ONG Open Arms, impegnata a salvare vite umane nel Mediterraneo. “Bisogna non far scivolare le cose verso il baratro, provare a fare nel piccolo qualcosa di grande”. Un messaggio semplice e toccante, che di questi tempi è oro colato. Doverlo sottolineare fa capire quanto ultimamente la situazione e il clima d’odio stiano sfuggendo di mano.

Scaletta
Mal di gola
Gratis
Faccio un casino
Catene
Vai con Dio
Forever alone
Siamo morti insieme
Domenica
Niente che non va
E yo mama
Ninna nanna
Fuori di me
Ciao
La tua canzone
Lontana da me
Jet
Ali sporche
Mamma Roma
Vorrei portarti via
Le parole più grandi
Le luci della città
Occhiali scuri
E invece no
Aeroplani
La musica non c’è
È sempre bello
La strada è mia

Stefano Mazzone

Foto di Mathias Marchioni

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