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Il racconto del concerto dei Toto a Marostica

Se c’è una certezza nel panorama live internazionale, questa è perfettamente rappresentata dai Toto. Passano gli anni, cambiano le lineup (anche per dolorosi decessi come i fratelli Jeff e Mike Porcaro, o temporanei abbandoni come quello di David Paich) ma le esibizioni dal vivo del gruppo statunitense rimangono sempre ad un livello superlativo. Merito dei membri storici, come ad esempio il chitarrista Steve Lukather, ma anche di abili comprimari più o meno consolidati che si inseriscono alla perfezione nel contesto con il loro talento clamoroso.

Parte dal Marostica Summer Festival il minitour estivo di tre date dei Toto per la celebrazione del quarantesimo anno di carriera e, pur essendo reduci da diverse date in Italia negli ultimi anni, il successo di pubblico non mostra segni di cedimento. Merito della loro musica che riesce ad unire come pochi un pubblico trasversale che passa dall’appassionato musicista, e magari non solo ascoltatore ma anche suonatore, e arriva al casual listener, che li conosce solo per Africa e poche altre canzoni.

Il concerto dei Toto si può riassumere così: un contenitore di due ore che riesce ad accontentare alla grande tutti i presenti, con alcuni momenti in cui Steve Lukather e gli altri membri della band si raccontano, o svelano aneddoti sulla storia della band. Come quella volta che Steve Porcaro incise un pezzo dopo aver parlato con sua figlia, che sarebbe poi diventato Human Nature di Michael Jackson, o come nacque il gruppo prima di Georgy Porgy, per non dimenticare l’occhiolino alle belle ragazze tra il pubblico in I’ll Be Over You. Non manca neanche l’omaggio alle persone che non ci sono più, come ad esempio i fratelli Porcaro su I Will Remember o George Harrison su While My Guitar Gently Weeps, la canzone grazie alla quale Steve Lukather ha iniziato a suonare la chitarra.

Le hit ci sono tutte: Hold The Line, Rosanna, Stop Loving You o la mai troppo inflazionata (sì) Africa, qui suonata con il supporto della band ZFG (composta anche dai figli d’arte Trev Lukather e Sam Porcaro), sono i momenti più attesi per una vasta fetta di pubblico presente in Piazza Degli Scacchi. Non mancano nemmeno i numerosi momenti dedicati agli assoli, che sfoceranno anche nelle due strumentali Jake To The Bone e nel Desert Theme tratto dalla colonna sonora del film Dune, ripescata in scaletta negli ultimi anni. Il talento dei musicisti emerge anche negli altri pezzi, come ad esempio il solo di sax su Lovers In The Night di Warren Ham, collaboratore di lungo corso che si alternerà ai fiati e si dimostrerà membro fondamentale anche grazie al suo talento vocale elogiato dallo stesso Lukather. Un’alchimia che emerge anche nel segmento centrale del concerto, che stacca la spina e presenta una versione dei Toto in chiave acustica.

Con i Toto dal vivo si casca sempre in piedi. Anche di fronte a tragedie che hanno decimato negli anni la lineup storica, senza contare gli abbandoni veri e propri come quello di Bobby Kimball, il gruppo statunitense non presenta alcun segno di cedimento. Una storia ormai lunga quarant’anni, quarantadue stando alle parole di Lukather, ma destinata a continuare ancora per molto.

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