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David Gilmour, Live At Pompeii: da domani e per tre giorni al cinema

Sarà al cinema da domani e solo per tre giorni – il 13, 14 e 15 settembre – David GilmourLive at Pompeii, il film che porta sul grande schermo il concerto (o meglio i concerti) tenuti dal polistrumentista il 7 e l’8 luglio nell’Anfiteatro di Pompei. Un omaggio ai suoi Pink Floyd, innanzi tutto, che nello stesso Anfiteatro suonarono 45 anni fa ripresi da Adrien Maben senza pubblico, ma soprattutto un evento unico – quasi storico – perché stavolta il pubblico c’era ed è la prima volta in 2000 anni che qualcuno approda a Pompei per dar vita a uno show partecipato e condiviso. Uno show assolutamente rock, tra l’altro, con scenografia e giochi di luce che lo hanno reso – se possibile – ancora più suggestivo.

Guardare il tutto da una comoda sedia in platea non sarà mai come ascoltare la chitarra di David Gilmour sottopalco, ve lo diciamo subito. Per gli affezionati e i fan dei Pink Floyd – o semplicemente per i fan della musica – l’appuntamento al cinema resta comunque imprenscindibile: il regista Gavin Elder ha preso il meglio delle due serate a Pompei girando in 4K e usando la tecnologia Dolby Atmos. Da un punto di vista puramente tecnico, la qualità della pellicola e del sonoro è eccellente, per cui le note – che son poi quelle che contano – le sentirete chiaramente, con tutta la potenza che devono aver avvertito i fortunati presenti.

La scaletta, poi, è splendidamente nostalgica: Gilmour tira fuori dal cilindro pezzi del proprio repertorio (dei suoi due album più recenti, Rattle That Lock e On An Island), sforando tuttavia spessissimo nella discografia dei Pink Floyd (da Wish You Were Here a Comfortably Numb, passando per One Of These Days). Restano fuori – ma è un bene – i brani che forse gli appartengono meno, come Another Brick in The Wall, troppo legata musicalmente a Roger Waters. Insomma, Gilmour non se l’è sentita di dar vita a un concerto di stampo prettamente malinconico: ha suonato i brani della sua vecchia band che più lo rappresentano senza arrischiarsi a proporre canzoni che non contengono la sua impronta. Il risultato è – non serve neanche dirlo – semplicemente perfetto, se non altro perché il chitarrista sembra divertirsi tantissimo sul palco e appare perfettamente a proprio agio nel contesto musicale e scenico che ha voluto costruirsi.

«Si tratta di un posto magico. – ha dichiarato infatti a proposito del live – Farvi ritorno e vedere il palcoscenico e l’arena è stata un’esperienza travolgente. È un luogo di fantasmi».

I fantasmi sembrano quasi apparire in questo lungometraggio, perché gli effetti studiati sono semplici, ma ipnotici: a partire dal cerchio (letteralmente un ciclorama) che troneggia sulla band e sui coristi – quasi un portale spazio-temporale – che all’occorrenza trasmette immagini storiche, tratte da vecchi videoclip. E ancora luci, giochi pirotecnici e fumo: niente è eccessivo e ‘smodato’, ma studiato alla perfezione per rendere l’esperienza del live ricca, senza sembrare ‘troppa’.

Lo ripetiamo: no, non sarà mai come ascoltarlo dal vivo e senza filtri mediatici. Anzi, vedendo il film si viene presi quasi da un certo sconforto, si fa strada il pensiero di essersi persi un’esperienza unica, irripetibile. Eppure, il bello della tecnologia è proprio questo: l’evento storico è di fronte a voi e a portata di occhi e orecchie e, su piccolo o grande schermo, è a vostra completa disposizione. Non perdete questa incredibile opportunità.

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