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Deep-Purple-Burn-1974

Deep Purple, Burn compie 45 anni

Il 15 febbraio 1974 viene pubblicato Burn, ottavo studio album dei britannici Deep Purple. Si tratta della prima release in cui appaiono David Coverdale e Glenn Hughes.

45 ANNI FA…
Burn arriva in un contesto storico cruciale per la storia dei Deep Purple: nel 1973 la band britannica poteva vantare una discografia da record già all’epoca. Album clamorosi (In Rock, Machine Head), impreziositi dal live Made In Japan, che li ha consacrati come uno dei collettivi rock simbolo a cavallo tra Sessanta e Settanta. Pur con un successo così dirompente e gigantesco, alcuni screzi tra componenti riguardanti la direzione creativa dei Deep Purple avevano spinto due colonne come Ian Gillan e Roger Glover a lasciare la band per la carriera solista.
Di fatto, i DP si sono ritrovati a dover ricominciare da zero, pur poggiando su basi solide come il trio Blackmore-Paice-Lord. La vicenda che ha portato la scelta dei sostituti ha risvolti interessanti: inizialmente doveva essere della partita il solo Glenn Hughes, reduce dal funk rock dei Trapeze e bassista-cantante del mark III. Successivamente, spinta anche dal management, è iniziata l’audizione per un quinto componente, che doveva essere Paul Rodgers dei Free nei piani iniziali (saltati perché di lì a poco avrebbe fondato i Bad Company). La scelta ricade quindi su David Coverdale, in quel momento commesso di un negozio ma dal grantico background costruito in serate in giro per il Regno Unito.

IL DISCO
Burn è un episodio di rottura rispetto al passato del gruppo, spostandosi dall’hard rock duro e puro ad una contaminazione con il soul e il funk. E se la title track sembra voler evocare il passato, con un tiro che ricorda vagamente una hit come Speed King, sono le altre canzoni a far capire come la matrice del duo Hughes-Coverdale abbia preso il sopravvento nella storia dei Deep Purple, dando origine a quella Mark III di rottura rispetto a quella che viene definita da molti come la Classic Lineup.
Registrato in Svizzera alla fine del 1973, Burn sarà un vero successo, trascinato da brani come la già citata title track o il singolo Might Just Take Your Life. Ma è il lato B a sfoderare i capitoli più interessanti del disco, con brani come You Fool No One o Mistreated, un blues che mette in risalto il talento di David Coverdale, cantante agli antipodi rispetto al suo predecessore ma di talento altrettanto cristallino.
Il tour di supporto durerà poco, ma quanto basta per entrare nella storia con una performance leggendaria in California: la band preferì dedicarsi alle registrazioni del suo successore piuttosto che allungare l’elenco dei concerti in programma.

…E OGGI
Piccolo riavvolgimento sulla storia immediatamente successiva a Burn: a fine 1974 uscì Stormbringer, disco che estremizzerà le influenze funk, al punto che lo stesso Blackmore uscirà dal gruppo per essere sostituito prontamente da Tommy Bolin. L’ingresso del chitarrista statunitense (che registrerà quel Come Taste The Band che aveva dato nuova linfa ai Deep Purple), e la dipendenza da droghe di alcuni membri, tra cui Glenn Hughes, sancirà la fine che arriverà nel 1976.
I Deep Purple si riformeranno otto anni dopo, con il ritorno della storica Mark II per Perfect Strangers e da qui la storia rimarrà sempre più o meno stabile, escludendo la dipartita definitiva di Blackmore nel 1993 e l’uscita amichevole di Jon Lord nel 2002.
Diversi i percorsi artistici di David Coverdale e Glenn Hughes, con il primo che fonderà i Whitesnake, suo gruppo principale che lo vedrà protagonista per una grande fetta dei successivi quarant’anni di carriera, e intraprenderà una collaborazione con Jimmy Page dei Led Zeppelin. Più travagliata la storia del bassista, che nel decennio successivo dovrà lottare con i fantasmi di alcol e droghe; vincerà ad inizio Anni Novanta, periodo nel quale vivrà una seconda giovinezza, con performance al livello di quanto fatto vedere negli Settanta.

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