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Dido è l’amica che tutti vorremmo avere

Still On My Mind, uscito lo scorso 8 marzo, ha segnato il ritorno sulle scene della signora Dido Florian Cloud de Bounevialle O’Malley Armstrong, nota più semplicemente come Dido. Dopo ben sei anni di silenzio, una delle voci più eleganti del pop d’oltremanica torna con un disco di inediti e un tour mondiale che, come ogni tour mondiale che si rispetti, ha fatto tappa a Milano.

È il Teatro Arcimboldi la splendida cornice che mercoledì 8 maggio ha accolto i fan della cantautrice londinese, accorsi in massa sfidando il clima milanese non particolarmente favorevole. Poco dopo le 21 la star della serata è al centro del palco a cantare Hurricanes, opening track del suo ultimo disco e del concerto. La platea sembra pietrificata, incantata dalla voce di sirena dell’artista che si rivela subito intonatissima. Il crescendo del brano permette subito a Dido di far capire a tutti che, oltre alla bella voce, in verità sa anche suonare. Con la chitarra acustica tra le braccia, Hurricanes volge al termine tra gli applausi scroscianti del pubblico.

Non c’è molto tempo per fermarsi perché si tira dritto con Hell After This, ancora tratta da Still On My Mind e caratterizzata da atmosfere molto diverse dal brano precedente. Le sonorità contemporanee e le fiamme proiettate sui teli bianchi della scenografia sembrano voler far sprofondare il pubblico dal paradiso all’inferno in pochi minuti. Il terzetto di brani in apertura si conclude con Life For Rent, regalando il primo momento “sing-along” della serata. La canzone, entrata in chart in tutta Europa e in America, è accolta con entusiasmo dal pubblico che, tuttavia, preferisce godersi la voce di Dido senza abbandonarsi a cori da stadio.

Sul palco l’artista 48enne è a suo agio e senza fronzoli: chiacchiera col pubblico in modo spontaneo e naturalmente amichevole, ricordando di volta in volta i temi affrontati nelle sue canzoni e sfogliando la margherita dei suoi ricordi legati al Belpaese. “In Italia ho dato il mio primo bacio” confessa ai presenti prima di eseguire Sand In My Shoes, scritta mentre si trovava “su un aereo coi piedi pieni di sabbia” appunto. I presenti si scaldano grazie al sound spensierato e ritmato del pezzo, trainato dalla massiccia abbinata batteria/percussioni.

Lungo l’ora e mezza di show emerge in modo inequivocabile tutta la versatilità della cantautrice inglese, capace di passare con non-chalance da brani più intimi, come nel caso di Quiet Times eseguita in acustico seduta sugli scalini del palco, a brani dal sapore dance (Take You Home) o dalle venature pop rock (See You When You’re 40). Non si scompone mai, muovendosi lentamente sulla scena e rimanendo elegantissima, pur in una mise poco degna di nota.

Dido è una diva in scarpette e jeans scuri, a cui basta la voce e un paio di canzoni per far capire a tutti chi comanda: Thank You, resa ancora più famosa dal campionamento che Eminem ne fece in Stan, e Here With Me, non lasciano dubbi sul repertorio dell’artista che tra il 1999 e il 2003 toccò vette altissime di songwriting. Entrambi i singoli, tratti dal suo album di debutto di ormai 20 anni fa (No Angel del 1999), si rivelarono delle bombe a orologeria per le classifiche di tutto il mondo, proiettando Dido nell’élite mondiale del pop d’autore femminile in cui ha fatto fatica a rimanere negli ultimi anni.

A termine di Take My Hand, sulla quale invita tutto il teatro ad alzarsi e a lasciarsi andare, Dido esce di scena per qualche minuto prima di rientrare per gli ultimi brani della serata. Have To Stay, dedicata al figlio nato nel 2011 e neanche a farlo apposta chiamato “Stan” (abbreviativo di Stanley), culla gli spettatori grazie alla dedica di una madre affettuosa. L’ultima canzone in scaletta è White Flag, perla pop dei primi anni 2000 che contribuì in modo significativo al successo planetario dell’album che la conteneva, Life For Rent (2003).

Nonostante una scarsa attitudine all’intrattenimento (complici, a mio avviso, le scenografie molto spoglie), Dido si conferma come una delle voci più belle degli ultimi vent’anni. È l’amica che tutti vorremmo, quella che ti viene a fa compagnia a casa quando fuori piove e che ti canta le canzoni davanti al camino. Un’amica dolcissima con una voce pazzesca.

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