Onstage
Foto-concerto-disturbed-milano-22-aprile-2019

La terapia di gruppo dei Disturbed

Sono di scena all’Alcatraz di Milano i Disturbed, gruppo di punta del movimento nu metal che, dopo la data saltata nel Febbraio 2017 (a causa dei problemi alla voce di Matthew Shadows, cantante degli Avenged Sevenfold che allora capitanavano una bill che prevedeva anche Chevelle e appunto David Draiman e soci) arriva per tutti i nostalgici del metal 2.0 che impazzava negli anni appena precedenti e di poco successivi al 2000.

Vi racconto brevemente come siamo arrivati a questa serata. Il grunge negli anni ’90 aveva inferto un colpo quasi mortale al metal, che nel frattempo aveva perso la retta via. C’era bisogno di rinnovamento, di aria fresca. La formula venne trovata non in una cosa completamente inedita bensì in un mischione di vari generi (crossover). Crocevia cioè dove si incontravano stili diversi, generi diversi. Così il metal venne contaminato da rap ma anche da folk, country, musica latina e chi più ne ha più ne metta. I padri innovatori furono Deftones, Korn, ma anche i Public Enemy. Nel calderone di decine e decine di gruppi più o meno variopinti, più o meno estremi, più o meno commerciali; i Disturbed emersero con il loro esordio The Sickness nel 2000 grazie ad uno stile unico di rabbia e angoscia nei testi, riff duri e la vocalità inconfondibile di Draiman. Negli anni i Disturbed hanno visto morire quasi tutti i gruppi che nel periodo d’oro del nu metal imperversavano, mantenendo la loro produzione quasi inalterata, solo un po’ ammorbidita negli anni.

Qualche colpo ben assestato nei giusti momenti e i Disturbed sono ancora una band in piena salute dopo vent’anni di carriera. L’ultimo exploit è stato il video in accompagnamento alla loro cover della celeberrima The Sound Of Silence di Simon & Gurfunkel che ha polverizzato i record di visualizzazioni su Youtube. Il loro ultimo album di studio Evolution (2018) li ha portati ad un livello di visibilità che forse non hanno mai avuto, nemmeno nel periodo che seguiva il successo dell’esordio confermato nel secondo album Believe del 2002.

Così con un efficacissimo video auto celebrativo lo show inizia e si svolge in una maniera del tutto inaspettata. Chi si aspettava, me compreso, uno sfoggio asettico di rabbia e potenza, alternata ai consueti intermezzi melodici ha dovuto ricredersi di fronte ad uno spettacolo di pura resilienza, diretto da un Draiman quanto mai fragile e umano. Comunicatore sincero e passionale ha regalato lunghi monologhi alla folla sulle tematiche della depressione e delle dipendenza. I suoi discorsi puntavano molto sul potere dell’amicizia e della musica per far fronte ai periodi bui della vita. Così i momenti più raccolti nelle ballate sono diventati catartici.

Come ha più volte ripetuto siamo tutti fratelli e sorelle, una famiglia unita sotto il nome dei Disturbed e della musica per far fronte alle avversità. Hold On To Memories ha offerto un video con una carrellata di foto che ritraevano i famigliari di tutti i membri del gruppo e dei loro colleghi perduti. Così noi spettatori, impreparati, abbiamo preso un bel pugno sullo stomaco quando sono apparsi in sequenza Chester Bennington, Scott Weiland, Dimebag Darrel e Chris Cornell. Sorridenti, magnifici, felici e potenti, perduti per sempre. Ma Draiman in accompagnamento al pezzo ci dice che le memorie sono l’unico modo per ingannare il tempo e la morte, e che la musica è il veicolo più efficace per portarle con noi per tutta la vita. Anche con Reason To Fight il cantante ribadisce a una folla che pende dalle sue labbra che la depressione non è una debolezza ma una malattia, ‘un cancro’ che affligge una persona fino a portarlo alla morte.

Ci ha chiesto quanti di noi siano stati più o meno direttamente toccati da questa piaga dell’anima facendoci alzare le mani e dicendoci poi, intensamente e in maniera talmente colloquiale che sembrava stesse parlando unicamente ad ognuno di noi, che non siamo soli. I Disturbed si sono addirittura presi la briga di mostrare sullo schermo i numeri di assistenza italiani. Bravi, davvero bravi.

Per il resto lo show è stato quello che ci si aspettava da una band di grandi professionisti dell’intrattenimento che maneggia il genere in maniera grandiosa. La nuova Are You Ready apre una carrellata di classici della band che parte da Stupify e arriva a Down With The Sickness, passando da Indestructible e Inside The Fire, Stricken e Ten Thousand Fist, con le cover di Genesis (Land Of Confusion) e della già citata The Sound Of Silence, dove David conferma di essere uno dei cantanti più dotati del mondo nu metal e non solo.

Il concerto dei Disturbed all’Alcatraz è stato una festa di un genere che ha vissuto fasti passati ma che ha lasciato un segno indelebile nei cuori degli ascoltatori, con il potere di crearsi ancora qualche nuovo adepto. Uno show concepito per i palazzetti adattato in un club strapieno di fan impazziti che han cantato ogni canzone. Ad una fan invitata sul palco Draiman si scusa per la rarità delle loro apparizioni nel nostro paese e la risposta del pubblico lascia presagire un futuro cambio di tendenza. Nel caso, noi di certo non ce li perderemo.

Le foto del concerto

Il messaggio di incoraggiamento, unità e speranza per tutti coloro che lottano con depressione e dipendenza è ben espresso nel singolo A Reason To Fight. Si tratta di problemi che toccano in profondità l’anima della band. Dopo aver suonato il brano davanti a migliaia di persone in America durante il recente tour e dopo essere stati ispirati dalle reazioni e dai dialoghi con i fan, i Disturbed hanno deciso di produrre un nuovo ed emozionante video di A Reason To Fight. Diretto da Rafa Alcantra e realizzato per sensibilizzare ed eliminare la stigmatizzazione associata a dipendenze e salute mentale, il video raccoglie alcune delle più toccanti testimonianze dei fan.

Il nostro mondo è tormentato da un’epidemia.
Da un male che non mostra alcuna pietà.
I demoni conosciuti come dipendenza e depressione sono reali
e ci hanno strappato troppi tra coloro che amiamo, portati via molto prima di quanto avrebbero dovuto lasciarci.
Quelli ancora con noi combattono ogni giorno della loro vita una dura battaglia
per tenere a bada questi demoni.
Spetta a noi mostrargli che non sono soli, che non hanno nulla di cui vergognarsi,
che capiamo e che combatteremo con loro e per loro.
Per quelli che conoscete, quelli che stanno combattendo questa guerra interna, il momento di mostrare loro di essere un vero amico e sostenitore e di intervenire è ora.
Esitare significherebbe perdere l’unica possibilità di salvarli che potreste avere.
L’elenco di quelli che ci sono stati portati via è pieno di coloro che erano amati,
ricchi di talento e che ora ci mancano così tanto.
E non si tratta solo di chi era vicino a noi, ma anche di chi era vicino a voi.
Vi consideriamo tutti nostri fratelli e sorelle, nostro sangue,
la nostra famiglia, con orgoglio, fino alla fine.
Unitevi a noi in un momento di silenzio, per rendere omaggio alla memoria di coloro che abbiamo perso.

David Draiman

Daniele Corradi

Foto di Francesco Prandoni

Commenti

Commenti

TROVA CONCERTI