Onstage
Dolcenera-foto-Emanuela-Cali

Dolcenera a Roma, una festa intima fra spensieratezza e riflessione

Nella solitudine si può migliorare in silenzio: abbiamo scoperto appieno questa frase di Dolcenera, alzandoci alla fine della sua tappa romana del Diversamente pop di ieri, martedì 5 Novembre 2019. Era così che voleva Emanuela, giunta infatti sul palco solamente in compagnia del suo immancabile pianoforte.

I primi ticchettii son caduti leggeri su Amaremare in versione acustica, susseguiti da un racconto a cuore aperto, per ricordare l’intramontabile impatto del live, l’emozione pura che si vive on stage. “Proprio tu che hai la faccia dura dovresti provare questa reazione?”, ha ironizzato Dolcenera in un breve monologo, fornendosi assist musicali fra le pieghe della sua vita, dallo studio forzato del classico Bach all’autodidattismo per imparare Elton John (Rocket Man) fino all’apice, all’endorsement di Loredana Bertè per la cover – a dir poco ‘mozzafiato’ – di Sei bellissima. D’improvviso, però, con un repentino stacco di luci, il racconto si è trasformato in pura performance dell’artista salentina, offrendo un repertorio sapientemente bilanciato fra riflessione e spensieratezza, grazie ai suoni eterogenei di una irrefrenabile band che ha circolato fra palco e retroscena.

Dopo la tripletta pop L’amore è un gioco – primo abbraccio reale di Dolcenera verso la platea – Ci vediamo a casa e Il mio amore unico – con un coraggioso aggancio tramite gli applausi a tempo del pubblico – le luci e i musicisti hanno saputo staccare la spina alla festa per un altro momento toccante della serata, quando il passato è tornato a bussare dolorosamente alla porta di Dolcenera. Questa volta lo attendeva il suo amico scomparso, che è stato omaggiato con Fantastica e Fino a domani, innalzando ancor di più il valore della musica a elaboratrice delle proprie fragilità. L’incanto neomelodico, però, è stato nuovamente spezzato da sonorità soul per Ora o mai più e Più forte, per poi varcare i confini del nostro paese con l’etnica Un altro giorno sulla terra e la ballata popolare di Siamo tutti là fuori, rediviva e spumeggiate nonostante i suoi fasti di ben 16 anni fa a Sanremo.

Insomma Dolcenera, da degna padrona di casa del Teatro Brancaccio, ha saputo ospitare gli amici più intimi, dettando i tempi per un caleidoscopio di emozioni, dall’ammirazione al puro svago, grazie a quella sua estensione vocale – dimostrata da acuti e pregevoli virtuosismi – e varietà stilistica – frutto di una costante sperimentazione di vecchi e nuovi generi – che la rendono una perla poliedrica e da tutelare nel nostro panorama musicale.

Luca Vincenzo Fortunato

Foto di Emanuela Cali

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