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La festa del progressive metal va in scena al Rock The Castle

La prima giornata del Rock The Castle 2019 si è svolta il 5 luglio scorso nella splendida cornice del Castello Scaligero di Villafranca di Verona, alla presenza di oltre cinquemila spettatori accorsi per assistere a quello che è stato a tutti gli effetti un giorno completamente dedicato alle sonorità più progressive della musica metal, in tutte le sue migliori venature.

Tra le band che sono salite sul palco della kermesse veneta, ricordiamo in primo luogo i Mono, formazione giapponese attiva da oltre vent’anni. Con una discografia composta da dieci full-length (senza contare EP e collaborazioni), il combo del Sol Levante si è guadagnato negli anni lo status di vera e propria leggenda del progressive/post rock, non solo nel proprio Paese d’origine. Con il set presentato al Rock The Castle, i Mono hanno avuto l’opportunità di spargere il proprio verbo anche in Italia, intrattenendo con la loro proposta sognante e coinvolgente il pubblico che incominciava ad affollarsi in prossimità delle transenne.
Subito dopo è stato il turno degli Haken. Una band che deve molto ai Dream Theater (e che, a dirla tutta, ha avuto l’onore e l’onere di mettersi alla prova con i pezzi dei propri beniamini accompagnando in tour nel 2017 l’ex batterista della leggendaria formazione progressive metal, Mike Portnoy), e che ha dimostrato con convinzione e tecnica di sapere il fatto proprio con uno show diretto e d’impatto. Il sestetto britannico capitanato dall’ottimo vocalist Ross Jennings ha conquistato i consensi di fan (e non solo) proponendo una scaletta incentrata in particolar modo sugli ultimi due album pubblicati, ovvero Affinity (2016) e Vector (2018), in un tripudio di virtuosismi progressive.

Dopo una performance del genere, difficile aspettarsi qualcosa di più, ma i Tesseract, come da buona tradizione e come noto a chi ha assistito ad almeno uno dei concerti della formazione di Milton Keynes, sono riusciti a mantenere altissimo l’interesse dei presenti. Nonostante il set dei britannici non sia partito con il piede giusto (qualche problema tecnico ha funestato la resa dei primi pezzi in setlist, soprattutto per quanto concerne il basso di Amos Williams), i Nostri si sono fatti perdonare sfoderando una grinta strepitosa, oltre a un palco radicalmente rinnovato rispetto al tour indoor che ha toccato anche l’Italia lo scorso novembre, ricevendo addirittura un sentito apprezzamento da parte di James LaBrie qualche ora più tardi. Daniel Tompkins e i suoi, in un’ora circa di live, presentando una scaletta che ha toccato in maniera esaustiva la loro carriera ormai più che decennale, hanno confermato davanti al pubblico più vasto davanti a cui abbiano mai avuto l’occasione di esibirsi in terra nostrana, di essere tra le realtà più calde del progressive metal contemporaneo.

Ma le vere star della giornata di debutto della seconda edizione del Rock The Castle sono stati i Dream Theater. Puntualissimi alle 21.30, John Petrucci e compagni sono saliti on stage introducendo la loro ora e mezzo di set con Untethered Angel, pezzo estratto dal recente Distance Over Time (2018), e settando il mood di una scaletta sbilanciata come da previsioni sull’ultima uscita discografica della storica band statunitense, con poche incursioni nel passato remoto (se escludiamo Peruvian Skies, Lie e l’attesissima The Dance Of Eternity), e qualche maggiore concessione riservata al passato più recente (da A Nightmare To Remember, In The Presence Of Enemies sino alla conclusiva As I Am). La band in toto, e soprattutto le corde vocali di James LaBrie, si sono dimostrate particolarmente a proprio agio nella cornice del Castello Scaligero, complice il calore dei fan e le temperature non proibitive nonostante una giornata del tutto estiva. Un esordio decisamente positivo per la nuova edizione del festival veneto, sia dal punto di vista musicale che organizzativo, che continuerà i prossimi 6 e 7 luglio con le giornate in cui saranno protagonisti, tra molti altri, rispettivamente Slash ft. Myles Kennedy and the Conspirators e gli Slayer.

La scaletta dei Tesseract
Concealing Fate, Part 1: Acceptance
Concealing Fate, Part 2: Deception
Concealing Fate, Part 3: The Impossible
Luminary
Of Mind – Nocturne
Survival
Dystopia
Phoenix
Smile
King
Juno

La scaletta dei Dream Theater
Untethered Angel
A Nightmare to Remember
Fall Into the Light
Peruvian Skies
Barstool Warrior
In the Presence of Enemies, Part I
The Dance of Eternity
Lie
Pale Blue Dot
As I Am

Chiara Borloni

Foto di Mathias Marchioni

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