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Eddie Vedder regala a Firenze Rocks un altro grande concerto

Dopo lo straordinario concerto del 2017, in pochi potevano immaginare che Eddie Vedder riuscisse nuovamente a sorprendere i propri fan. Firenze Rocks si è vestito nuovamente a festa per lo show del frontman dei Pearl Jam sabato 15 giugno 2019, anticipato sul palco dal fido Glen Hansard e dagli ottimi Nothing But Thieves. Prima di loro prestazioni di livello sono state fornite anche da The Amazons e The Struts, due nomi decisamente in ascesa nel panorama rock mondiale, e che anche oggi hanno dimostrato il proprio valore.

Sono circa 30mila le persone che affollano la Visarno Arena, reduce dai 65mila di ieri sera venuti per Ed Sheeran e dai 45mila che hanno assistito alla doppietta Smashing Pumpkins / Tool del 13 giugno. Il caldo oggi c’è ma è attenuato da una ventilazione piacevole, che abbasserà la temperatura in serata permettendo lo svolgimento dello show dell’headliner in condizioni perfette.

Attraverso un messaggio proiettato sul ledwall a fondo palco, Eddie chiede ai fan di non utilizzare i cellulari e di godersi al massimo l’intimità della performance. Non so bene quanti avranno seguito il “consiglio” del proprio idolo. Di sicuro noi abbiamo obbedito, lasciando nelle stories su Instagram solo la testimonianza dei primi 30 secondi di Elderly Woman Behind the Counter in a Small Town.

Vedder a dire il vero inizia spalle al pubblico seduto all’organo per Cross River, per i primi brani sembra controllarsi parecchio, attento all’esecuzione e alla qualità della sua performance. Dice, dopo aver accennato Brain Damage dei Pink Floyd: “Sono sempre molto nervoso prima di suonare in questo paese. Un paese che in questi anni mi ha dato tantissimo, sono qui per cercare di restituirvi qualcosa”. La doppietta Just Breathe (dedicata alla memoria di Franco Zeffirelli) e Can’t Keep griffata Pearl Jam scalda il pubblico, che si lascia definitivamente andare sull’attesissima Black.

Questa volta nessuna cometa nel cielo o lacrime di commozione di Eddie. Ma da questo momento in poi inizia un altro concerto. Vedder alza i giri, molla le inibizioni e infila una dietro l’altra una Should I Stay or Should I Go dei Clash con l’ukulele elettrico dicendo “So che ci sono delle restrizioni sul volume ma…”, alzando a cannone l’audio prima di riprodurre l’iconico riff del pezzo. Porch significa altro delirio per i presenti, mentre il quartetto d’archi diventa protagonista sulla versione strumentale di Alive, dove Eddie torna giusto in tempo per l’ultimo giro di chorus.

Vedder questa volta non regala colpi di scena, la scaletta è leggermente più corta del solito e lo show termina dopo 110 minuti, dopo altri highlight come Better Man, Hard Sun (con tanto di finale alla Pete Townshend) e la conclusiva (classica) cover di Neil Young Rockin’ In The Free World.

Vedder suonerà anche a Barolo (Collisioni Festival) il 17 giugno, proseguendo un’intensa storia d’amore con i fan italiani che dura oramai da moltissimo tempo. Inoltre questo è il terzo anno consecutivo in cui il leader dei Pearl Jam passa per il nostro paese: nel 2017 come solista, nel 2018 con la band di Seattle, nel 2019 nuovamente come solista.

La scaletta di Eddie Vedder
Cross River
Elderly Woman Behind the Counter in a Small Town
(Pearl Jam)
I Am Mine (Pearl Jam)
Brain Damage (Pink Floyd cover) / Immortality (Pearl Jam)
Wishlist (Pearl Jam)
Indifference (Pearl Jam)
Wildflowers (Tom Petty cover)
Far Behind
Just Breathe
(Pearl Jam)
Can’t Keep (Pearl Jam)
Sleeping By Myself
Guaranteed
Black
(Pearl Jam)
Parting Ways (Pearl Jam)
Should I Stay Or Should I Go (The Clash cover)
Porch (Pearl Jam)
Alive (strumentale)
Unthought Known (Pearl Jam)
Better Man (Pearl Jam)
Sleepless Nights (Everly Brothers cover)
Song of Good Hope (Glen Hansard cover)
Society (Jerry Hannan cover)
Hard Sun (Indio cover)
Rockin’ In The Free World (Neil Young cover)

Redazione

Foto di Francesco Prandoni - Testi di Chiara Borloni e Jacopo Casati

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