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Editors a Milano: il rock britannico è ancora un riferimento assoluto

Sono passati solo quindici anni dall’esordio degli Editors ed è già l’ora di festeggiare. Un breve ma intensa carriera ripercorsa recentemente in una mini antologia, Black Gold, che raccoglie i brani maggiormente significativi del loro percorso, a metà fra resoconto e ripartenza. La musica degli Editors è la faccia pulita dell’Inghilterra, l’eleganza e la raffinatezza dei sentimenti, raccontati in modo nobile e mai banale con un sound che riprende, attualizza ed esalta tutti i riferimenti del rock d’oltremanica, fra elettronica, cupe atmosfere e lussureggianti ritornelli.

Il loro innato carisma ed il loro cortese modo di essere ha fatto di loro una giovane icona rock, che splende senza sbavature nel difficile panorama musicale di questi tempi. Le code all’entrata sono interminabili alla prima delle due date milanesi, visto l’enorme tributo d’affetto dei fan alla band di Tom Smith e soci. Lo show e’ un incessante cammino sonoro e visivo senza troppe pause, che ribadisce ancora una volta l’incredibile attitudine live della band che, senza risparmiarsi, ripercorre al meglio gran parte del repertorio musicale, dagli inizi fino ai giorni nostri.

Il palco è scarno ma il sensibile gioco di luci disegna al meglio ogni singolo passaggio. Tom guida le danze, suonando sia chitarra che pianoforte, interpretando perfettamente le luminose sfumature del suo tenebroso ed introspettivo cantato. Il segreto della band sta nella capacità di rinnovarsi nel tempo, nonostante la dipartita del chitarrista storico, mantenendo sempre molto alto il valore del songwriting.

Fra le decine di brani in scaletta brillano Sugar, l’inedita Upside Down uno dei brani nuovi inseriti nel best of ed ovviamente Papillon, uno dei primi successi della band, che trasforma l’Alcatraz in una sorta di discoteca anni novanta, fra suoni synth, mani alzate e danze liberatorie. Ottimo il connubio fra vecchio e recente sound, dove l’equilibrio fra tastiere e chitarra tiene tutto in perfetta armonia. L’unico momento di riflessione è nella splendida riedizione acustica di The Weight of The World, eseguita in solitudine da Smith.

“Ogni piccolo pezzo della tua vita, significherà qualcosa per qualcuno” canta il frontman davanti ad un pubblico attento e rispettoso. Nel finale le ovazioni maggiori sono per una versione commovente di Ocean of Night e per The Racing Rats, uno dei pezzi più riusciti della loro corposa discografia. Il ritorno in Italia degli Editors è ancora una volta emozionante, convincente e trascinante. Il rock britannico è ancora un riferimento per tutti: un ricco ed illuminante sentiero che dalla sua genesi, ispira, evolve e commuove, il compagno di una vita a cui per sempre saremo legati.

La scaletta del concerto
An End Has a Start
Bullets
Bones
Escape the Nest
Magazine
Sugar
Upside Down
Violence
Frankenstein
Papillon
Ocean of Night
The Weight of the World
Spiders
A Ton of Love
Formaldehyde
Life Is a Fear
Blood
Fingers in the Factories
Walk the Fleet Road
You Are Fading
Distance
The Racing Rats
Munich
Smokers Outside the Hospital Doors

Claudio Morsenchio

Foto di Roberto Panucci

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