Onstage
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30 anni fa usciva il primo album degli Elio e le Storie Tese

Ricordo bene il primo ascolto di questo album degli Elii. Avevo 9 anni (quasi 10, visto che la cassettina arrivò in casa mia a metà febbraio 1990). I testi mi squassarono dal ridere, a livello musicale mi piacevano i pezzi più rock. Già allora avvertivo chiaramente che lì dentro ci fosse davvero tanta roba buona.

Non posso certo definirmi un fan oltranzista degli Elio e le Storie Tese, ma di certo ho apprezzato senza riserve ogni loro disco in studio fino al 1999, oltre a godermi alcune loro esibizioni live leggendarie. Tuttavia il ruolo che il loro debutto dal titolo “particolare” (scoprite voi stessi che significa su Wikipedia) riveste all’interno della scena nazionale è decisamente importante.

Una band che riprende la lezione degli Skiantos e la contamina con influenze disparate (dai Weather Report ai Deep Purple fino chiaramente al progressive rock puro, giusto per fare dei nomi), in grado di eseguire qualsiasi partitura, che infarcisce i propri brani di citazioni e rimandi infiniti, che riesce a essere demenziale lanciando messaggi tutt’altro che scontati agli ascoltatori, può solamente essere annoverata tra le più grandi di ogni tempo del nostro paese.

Il successo globale, anche presso il grande pubblico (che non riuscirà comunque a cogliere nemmeno il 20% dell’effettivo messaggio musicale della band), arriverà grazie a comparsate radiofoniche, televisive, Festival di Sanremo e quant’altro, in un crescendo inesorabile che avverrà tutti i Novanta. La loro essenza tuttavia è contenuta nei primi tre studio album (oltre al qui presente, ricordiamo quindi anche Italyan, Rum Casusu Çikti ed Esco dal mio corpo e ho molta paura), in cui l’immensa cultura musicale di Elio e compagni, viene messa a servizio della forma canzone.

In Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu sono presente gli “evergreen” John Holmes (Una vita per il cinema), Carro, Silos, Cassonetto differenziato per il frutto del peccato, Cara ti amo e Cateto. Un album colossale, ascolto obbligato per qualsiasi persona che si definisce amante del rock o, semplicemente, della buona musica.

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