Onstage
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Elisa in teatro conferma il suo indiscutibile valore

Martedì 2 aprile 2019 Elisa ha riabbracciato i suoi fan accorsi al Teatro Arcimboldi per il primo di ben cinque appuntamenti che la vedranno protagonista a Milano nei mesi di aprile e maggio. Sulla scia del successo del suo ultimo disco Diari Aperti, già certificato platino, la cantautrice friulana ha regalato poche parole e tanta musica al numeroso pubblico presente in teatro. Poco dopo le 21, Elisa posa le mani sul pianoforte per intonare Come fosse adesso. In un clima surreale, di religioso silenzio, la voce di Elisa rimbalza veloce tra le orecchie delle tante persone sedute davanti a lei.

Le prime canzoni in scaletta vengono eseguite tutte d’un fiato, mentre alle spalle della sua macro-band (una piccola orchestra in pratica) i fari colorati danno vita a giochi di luce molto suggestivi. Tra i due lembi della tenda su cui si riflettono i colori, c’è spazio per un grande led sul quale scorrono immagini, video “d’epoca” e foto dei testi originali scritti a mano dall’artista. Promettimi, Anche fragile e Tua per sempre completano il quartetto di brani estratti dal suo ultimo album, con cui Elisa inaugura il live. “Grazie a tutti di cuore per essere qui stasera” sono le prime parole dell’artista rivolte ai presenti.

Il primo sussulto del pubblico arriva sulle note iniziali di Eppure sentire. Il singolo del 2007, tra gli inediti della raccolta Soundtrack ’96-’06, provoca un immediato effetto karaoke a cui Elisa non può (e non vuole) sottrarsi. Sarà il pubblico a cantare gran parte dei ritornelli del brano. Con un bel salto temporale si mette rewind fino all’anno 2001, quando alle 14 su Rai Due c’era Top of the Pops e ancora si giocava per strada a pallone. Heaven out of Hell e Luce toccano ricordi che quasi avevo rimosso, comportandosi come una squadra speciale di Navy Seals alla porta di casa. Se non apri quando bussano alla porta, loro entrano lo stesso.

C’è davvero spazio per tutti i più grandi successi della carriera ultra-ventennale di Elisa, da quelli più freschi, come le malinconiche Se piovesse il tuo nome e L’anima vola, a quelli più agée, come Stay e Rainbow. L’atmosfera pacata e sognante della prima parte del concerto lascia gradualmente spazio ad arrangiamenti più spinti e a tante chitarre. Meno fronzoli e parecchia grinta viene sprigionata sul palco dalla cantante, a tratti anche troppa visto che in un’occasione rischia di inciampare durante una delle sue incursioni a ridosso delle prime file.
Uno dei dati più lampanti della serata riguarda la voce di Elisa, che si conferma a mani basse tra le artiste più intonate del panorama musicale nostrano (e forse non solo). Inoltre, come se non bastasse, il suo repertorio è vasto e variegato, anche grazie al fatto di non aver mai avuto paura di affidarsi alla penna di altri cantautori per confezionare canzoni di successo.

È il caso degli ultimi due brani in scaletta, nati dall’amicizia che lega la Toffoli a Luciano Ligabue. Gli ostacoli del cuore e A modo tuo, “dedicata a tutti i bambini, ma anche ai grandi”, provocano una reazione a catena tra i fan delle ultime file, che accorrono sotto il palco per unirsi a quelli già presenti, tutti in piedi. “Questa è il tipo di energia che preferisco di un concerto, magari ci fosse già al quarto brano in scaletta” scherzerà la cantante prima di salutare Milano.

Michelangelo Paolino

Foto di Francesco Prandoni

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