Onstage

Elodie a Indiegeno Fest: il racconto del concerto

Con l’esibizione di Elodie, seguita da quelle di Davide Shorty e Blank si è conclusa la settima edizione di Indiegeno Fest che – non ci stancheremo mai di sottolinearlo – si è svolta solo grazie all’abnegazione degli organizzatori che non hanno mollato il colpo nemmeno di fronte ad una crisi di settore di tale portata.

La prima a salire sul palco è stata proprio Elodie, attesissima dal pubblico siciliano. Attesa facilmente riconducibile al suo impressionante exploit discografico, di cui, proprio in questi giorni, si è parlato molto. Pochi giorni fa, infatti, il suo album This is Elodie è stato certificato disco d’oro. Una vittoria che più di squadra non si può: un percorso non privo di insidie, che ha portato Elodie ad affrontare quella che, oggi, per diversi artisti è la prova più difficile: quella del palco.

Dopo un Sanremo da protagonista, non sbagliando praticamente mai, Elodie torna di fronte al suo pubblico con un set essenziale, ma utile ad esaltarne stile e qualità vocali: Margherita Grechi in console e le voci di Yana e Tahnee ad accompagnarla. Un’esibizione che possiamo facilmente dividere in due momenti: uno più impostato e d’effetto, in cui, tra i brani del disco, Elodie decide di inserire una rischiosissima quanto ben riuscita cover di Bohemian Rhapsody e una di I Put a Spell on You. Sul palco si parla poco, ma si canta davvero tanto e, nonostante le restrizioni che costringono gli spettatori a rimanere seduti al proprio posto, lo scambio di energia da sopra a sotto il palco è continuo e quasi sorprendente.

Ed è proprio energia la parola d’ordine della seconda parte dello show; un’energia che permette ad Elodie di sconfiggere la sua ormai nota timidezza e di rapportarsi in maniera più diretta con il pubblico, sfoderando, tra un pezzo e l’altro, tutta la sua autoironia. Sempre nel nome di questa riuscitissima commistione tra RnB e soul in salsa urban, Elodie chiude riproponendo, su richiesta, Ciclone, una delle tante hit di giornata. Ed è probabilmente questo il dato più importante: la scaletta di Elodie è quasi interamente composta da brani che dominano o hanno dominato le rotazioni radiofoniche e lo streaming. Nonostante ciò, nel corso della serata, sono diversi i pezzi meno noti ai più che riescono a ritagliarsi uno spazio importante nel cuore dei presenti, due su tutti: Lupi mannari e Diamanti, esaltati nella loro forma live.

Dopo quella discografica, superata anche la prova del palco. Con tutti gli scongiuri del caso, di questo passo, i set saranno via via più corposi e i palchi saranno più grandi; starà ad Elodie affrontarli con la stessa forza di volontà con cui, insieme al suo team, è riuscita a trovare la sua nuova identità artistica, imponendo la propria leadership in un genere che, almeno in Italia, sembrava utopistico ricondurre ad un’artista donna.

Felice Ragona

Foto di Ilenia Bontempo

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