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The Slim Shady LP di Eminem compie 20 anni

Vent’anni per The Slim Shady LP, il secondo disco di Eminem, nonché suo debutto commerciale. Un Big Bang in piena regola che a distanza di due decenni ha ancora un ruolo fondamentale nella scena hip hop.

20 ANNI FA…
L’uscita di The Slim Shady LP è considerata da molti, spesso dallo stesso Eminem, come il suo vero esordio discografico. Per comodità viene definito “debutto commerciale”, per prendere con discrezione le distanze dal fallimentare Infinite, il primo vero album pubblicato al tempo dalla Web Entertainment di Detroit nella limitata tiratura di circa 500 copie e liquidato con noncuranza dalla critica.
Venne pubblicato nel 1999 sotto la Aftermath di Dr. Dre e la Interscope di Jimmy Iovine e fu da subito un successo faraonico. Al talento di Eminem, ancora lontano da una maturità artistica che ugualmente non tardò ad arrivare, si aggiunse l’esperienza di un Re Mida come Dr. Dre, folgorato dalla scoperta di questo bianco dal potenziale smisurato.

Fu allo stesso tempo il lieto fine di quella che poteva essere la breve parabola tragica di Marshall Mathers III, ad un passo dal togliersi la vita dopo il fiasco del primo tentativo in studio, e l’esplosivo incipit della leggenda di Eminem e, ovviamente, del suo alter ego Slim Shady. Il personaggio partorito dal rapper di Detroit nel ‘97 col The Slim Shady EP fu quasi come un meccanismo d’autodifesa, un modo per affrontare il mondo – pubblico e critica – che in passato lo aveva fatto a pezzi. Per questo Shady era ironico, imprevedibile, dissacrante, fondamentalmente intoccabile. L’arma perfetta.
Nonostante le remore di alcuni critici, convinti che il successo del rapper del momento fosse destinato a rivelarsi un fuoco di paglia, la portata commerciale fu straripante e The Slim Shady LP venne eletto “Miglior Album Rap” ai Grammy Awards del 1999. Sempre in quell’occasione, il premio per la “Miglior canzone rap solista” andò a My Name Is, singolo trainante prodotto interamente da Dr. Dre in persona e primo successo planetario di Eminem.

IL DISCO
The Slim Shady LP è spiazzante nella sua dualità. Con questo disco Eminem riesce in un’impresa titanica: hackerare il mondo. Il suo full-length è il vettore d’attacco che permette al virus di proliferare e prendere il controllo dell’intero sistema. Nessuno riesce a identificare il virus, a comprendere a fondo la poetica di Mathers/Shady. Impossibile scindere le due prospettive distinguendo le intenzioni dall’istinto, il dramma dal turpiloquio. Ciò che è serio, appare comico, ciò che è comico potrebbe essere dannatamente serio.
Nella confusione, non si può far altro che subire lo strapotere di Eminem e del suo nuovo modo di concepire l’hip hop.

Mentre tutti i rapper, da sempre e probabilmente per sempre, non fanno altro che rotolarsi nell’autocelebrazione, Eminem non ha paura di prendersi gioco di se stesso e fa dell’autoironia un’arma letale. Dimostra che non serve ribadire costantemente quanto si è pericolosi, quando pericolosi lo si è davvero. I brani di The Slim Shady LP sono infatti violenti e politicamente scorretti, quanto basta affinché un bianco riesca a guadagnarsi rispetto e credibilità da un genere che storicamente era stato culturalmente chiuso alla comunità nera.
I pezzi sono quasi tutti co-prodotti dai Bass Brothers, il duo di Detroit che con la Web Entertainment pubblicò sia Infinite che The Slim Shady EP, ovvero il lavoro che diede a Dr. Dre la lungimiranza di vedere nel giovanissimo rapper bianco un diamante allo stato grezzo, pronto a ribaltare ogni schema del rap.

…E OGGI
Pensavano che il successo di Eminem fosse una delle tante mode passeggere alla soglia del Terzo Millennio, ma si sbagliavano. Si sbagliavano talmente tanto da far quasi tenerezza.
Siamo ancora in piena era trap, i rapper vincono i premi Pulitzer, si autoeleggono nuove rockstar e riempiono le venue di tutto il mondo, ma anche in un momento così florido e prolifico per l’hip hop mondiale non si riesce a mettere da parte un gigante come Eminem. Ancora attuale, ancora all’avanguardia.

Nonostante la spinta di Dr. Dre e del suo contratto alla fine degli anni Novanta venga usata ancora oggi per alimentare qualche dissing disperato, lo status di icona globale guadagnato da Eminem è universalmente riconosciuto come il frutto di una carriera brillante e irripetibile, decollata con la pubblicazione di questo pilastro della storia della musica.
E poco importa di questi vent’anni, perché Eminem può decidere di tornare a essere Slim Shady quando vuole, così come un supereroe che indossa la maschera dietro alla quale l’età non ha più importanza. Non ha importanza perché ancora oggi, a quarantasei anni, Eminem può fare il culo a tutti. A tutti.

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