Onstage
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Nessuno provi a contenere Emma

Le luci si accendono sul palco, parte la musica e nel Forum di Assago stipato all’inverosimile risuonano fortissime percussioni. È proprio Emma a far vibrare i tamburi, un po’ nascosta nelle retrovie tra i musicisti, prima di prendere possesso del microfono e dar vita a un live fatto di pura energia.

Inizia così la data milanese dell’Exit Tour. Poco prima del live, Emma ha pubblicato una story su Instagram, in cui mostrando le strade milanesi che portano al tempio della musica indoor commenta rivolta ai fan «Non mi abituerò mai a questo posto».

Il Forum, del resto, non è location semplice e – alla luce dei recenti avvenimenti – questa tappa è probabilmente ancora più sentita, sia dall’artista che dai suoi fan. Lo si capisce subito, non appena si fa capolino all’interno del Forum: il pubblico è quello delle grande occasioni e sul parterre – un vero e proprio tappeto di gente – ondeggiano cartelloni e palloncini rossi a forma di cuore. L’effetto è bellissimo.

Il rapporto tra Emma e i suoi sostenitori è del resto uno dei punti di forza dei live della cantautrice salentina, che sul palco è un vero e proprio animale da palcoscenico. L’attitudine è quella di una vera rock star navigata (di quelle che in Italia non ci sono, per dire), tanto da far desiderare talvolta che sforni prima o poi qualche pezzo veramente tosto, che solo lei potrebbe cantare. La padronanza del palco di Emma è infatti qualcosa da cui alcuni colleghi dovrebbero prendere esempio. Ma forse è più di questo: Emma la musica la vive completamente, la respira. Durante il live sembra mossa e animata dalle note stesse, dalle sue parole. Come se non riuscisse a farne a meno, a trattenersi.

Un talento rarissimo, che riesce a portare sul palco una scioccante e naturale fragilità (su Quando le canzoni finiranno Emma non trattiene le lacrime) ma anche una potenza vocale e una grinta da brividi sulla pelle. Su certe canzoni la prova della voce è, per dire, magistrale (penso a parentesi come Portami via da te).
Lo show è lungo. Conta – da scaletta – 24 brani, tra cui spiccano tre medley e tantissime parentesi in cui Emma abbraccia la chitarra, canta in acustico o cambia location sul palco.

Parla poco, in realtà, Emma. E lo fa sempre guidata dall’emozione o dalla spontaneità e mai per caso. «Volevo essere come mio padre, che sa suonare bene. Ve dà una pista a tutti mio padre. E niente papà, queste canzoni sono per te. Non sono brava come te, però ci metto tanto cuore. Che è poi quello che mi hai insegnato tu» spiega Emma al pubblico prima di intonare il primo medley in acustico (Schiena, Nel posto più lontano, Coraggio). A inizio live ha fatto riaccendere le luci per liberarsi di un insetto sul palco («Scusate è che mi fanno proprio paura»), mentre a poche canzoni dalla fine ha ringraziato il pubblico milanese: «Grazie per essere venuti qui stasera, di questi tempi non era scontato» commenta Emma sollevando il clamore del pubblico.

C’è un po’ l’ombra di quanto accaduto in questo live (durante uno dei recenti concerti, Emma ha gridato al pubblico Aprite i porti, attirando a sé proteste e anche un non ben definibile commento di un consigliere leghista, ora rimosso dall’incarico): tra il pubblico – che almeno all’inizio ha un po’ fatto fatica a ingranare, ma ha ampiamente rotto gli indugi nella seconda parte del concerto – serpeggiava un senso di solidarietà e di vicinanza alla piccola grande donna che, tra un cambio d’abito e l’altro, dava tutto di sé sul palco. Come un abbraccio grandissimo più che mai dovuto e più che mai sentito.

Emma ha risposto nel modo più naturale possibile: con la musica, con la voce, facendo vibrare le corde della sua chitarra. Le note son tutto per questa artista: sul palco si trasforma, arriva ovunque, suona persino le stecche dei microfoni. Contenerla è impossibile, così come imporle di trattenere le emozioni. Il suo live è di fatto un flusso di emozioni costante, un esempio di rara spontaneità e di purissima grinta. Ecco, provateci voi a fermare un’artista così, a imporle paletti, regole, tempi. Emma è nata per stare sul palco. E sul palco fa e dice giustamente quello che le pare e piace.

Le foto del concerto

La scaletta del concerto
Effetto domino
Le ragazze come me
Occhi profondi
Trattengo il fiato
Nucleare
Sorrido lo stesso

Acoustic
Schiena
Nel posto più lontano
Coraggio
Portami via da te

L’amore non mi basta
Non è l’inferno
Le cose che penso
Mondiale
Resta ancora un po’
Arriverà l’amore
Calore
Sarò libera
Amami
Quando le canzoni finiranno
L’isola
Mi parli piano
Luna e l’altra
Incredibile voglia di niente
Malelingue
Sottovoce
Cercavo amore / La mia città

Il paradiso non esiste
Inutile canzone

Grazia Cicciotti

Foto di Francesco Prandoni

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