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In The Nightside Eclipse degli Emperor compie 25 anni

21 febbraio 1994. Il mondo black metal viene scosso da un nuovo, fortissimo terremoto, che porta il nome di In the Nightside Eclipse, primo full-length targato Emperor, un lavoro che riesce a catturare l’essenza più profonda del genere, riscrivendone al contempo le regole. Infatti, l’opera prima di Ihsahn e soci è considerata universalmente il primo disco nella storia del symphonic black metal insieme a The Principle Of Evil Made Flesh dei Cradle Of Filth, e inoltre, l’album più importante e influente della second wave of black metal norvegese.

25 ANNI FA…
Il 1994 è stato un anno indimenticabile per il metallo nero, grazie alla pubblicazione dei lavori di Burzum, Darkthrone, Mayhem e appunto Emperor. Nati nel ’91 per volere di Vegard Sverre Tveitan e Thomas Thormodsæter Haugen, meglio noti come Ihsahn e Samoth, già attivi nei Thou Shalt Suffer e tra i nomi di spicco del cosiddetto “inner circle” del black metal, gli Emperor si fanno notare dalla Candlelight Records con una prima demo, Wrath of the Tyrant, che spianerà la strada per la pubblicazione del primo full-length. E i tempi sono maturi nell’estate del 1993, momento in cui Ihsahn, Samoth, Tchort e Faust si trovano per iniziare a scrivere In the Nightside Eclipse.

IL DISCO
Nonostante i problemi con la legge di Samoth e Faust, il primo lavoro degli Emperor viene pubblicato l’anno successivo, raccogliendo consensi non solo all’interno della ristretta cerchia del metallo nero made in Oslo. In the Nightside Eclipse è un album ispirato alle forze della natura, alle leggende norrene e al mondo fittizio di Tolkien, come suggerisce la copertina del disco, che rappresenta una sorta di mash-up tra le terre di Mordor e “La Morte sul cavallo bianco” di Gustave Doré.
La forte personalità della band (la leggenda narra infatti che lo stesso nome Emperor sia da imputare al carattere dominante dei membri della formazione e alle entità superiori, che siano malvagie o benigne, a cui i Nostri si sono sempre ispirati) si riflette in un sound magniloquente, in grado di dipingere di arte oscura la furia insensata del black metal, conferendogli uno spessore e un’elaboratezza all’epoca del tutto inediti e per certi versi mai raggiunti neanche successivamente.
Le tastiere quindi, non fungono da mero abbellimento,ma piuttosto ingigantiscono la cupezza interiore dell’opera creando una base corale ai glaciali riff di chitarra ed agli incessanti blast beat e soprattutto rivitalizzando un sottogenere apparentemente asfittico e privo di sbocchi evolutivi. Tra gli esempi più eclatanti di questo concetto, oltre alle stranote I Am The Black Wizards e Inno A Satana, impossibile non citare le maestose Into The Infinity Of Thoughts, Cosmic Keys To My Creations And Times, The Majesty Of The Night Sky, prove tangibili dell’unicità e irripetibilità di un disco come In the Nightside Eclipse.

…E OGGI
Tra le fila degli Emperor sono passati diversi personaggi che, in un modo o nell’altro, hanno fatto la storia del metallo estremo e non solo (leggi alla voce Mortiis), e la formazione si è sempre distinta per un percorso atipico rispetto a quello di molti colleghi. Non è infatti un caso se i Nostri sono stati tra i primi ad abbandonare il corpsepaint, considerato ormai una moda priva del significato simbolico originario, e se la loro leggenda continua a vivere fino ad oggi (alimentata ulteriormente dal capolavoro del 1997, Anthems to the Welkin at Dusk), nonostante l’ultimo album di inediti, Prometheus: The Discipline of Fire & Demise, risalga al 2001.
Parte di questo successo è da attribuire all’attività solista di Ihsahn, un artista che con il passare degli anni è riuscito a reinventarsi flirtando con l’elettronica e il progressive ma senza tradire le proprie oscure radici, e alle occasionali reunion live degli Emperor, che con formazioni diverse e a periodi alterni dal 2005 ad oggi, hanno contribuito a mantenere vivo quel fuoco che è stato acceso nel 1994, seppur ormai si tratti solo di brace, piuttosto che di un vero e proprio rogo.

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