Onstage

Ferro: il racconto senza filtri della caduta e della rinascita di Tiziano

In molti, durante questa tremenda crisi sanitaria, si sono detti certi di uscirne migliori. Niente di più errato. Il mondo rimane ancora oggi malato di gigantismo, di quella necessità di apparire rispetto all’essere, del celebrare a ogni costo personaggi pubblici già sufficientemente celebrati, dell’impossibilità nell’accettare condizioni umane assolutamente normali (e spesso inevitabili), e di non doverle mascherare tramite filtri e storie postate sui social network.

In tutto questo, con il live entertainment costretto a un lockdown permanente (almeno fino alla prossima estate), il mondo discografico rimane ancora legato a dischi d’oro e fulminei primi posti in classifica (dove tra l’altro gli unici numeri rintracciabili sono quelli degli streaming globali su Spotify). Ultima mania sono i docufilm, ovvero pellicole imperdibili che in realtà altro non fanno che promuovere le nuove release o beatificare ulteriormente i protagonisti delle chart.

In tutto questo, Ferro, il film di Tiziano Ferro, rappresenta un unicum decisamente nuovo per la scena italiana. Non c’è traccia di quante copie sono state vendute, di quanti stadi sono stati riempiti e di quanti premi sono stati vinti da uno dei migliori interpreti della canzone nazionale. Uno dei pochissimi artisti capaci, album dopo album, di spostare l’asticella qualitativa sempre più in alto, espandendo a dismisura una fanbase che avrebbe dovuto riempire 15 stadi nel tour inevitabilmente rinviato al 2021.

In Ferro (regia di Beppe Tufarulo), Tiziano ci racconta innanzitutto la difficoltà, la sofferenza e il dolore di una vita tutt’altro che scontata. Un’esistenza da sempre desiderata semplice che, improvvisamente, finisce sotto le luci della ribalta e lo costringe a impersonificare un personaggio tormentato da demoni mai sconfitti. L’alcolismo, la non accettazione del proprio corpo, il bullismo subito e la consapevolezza di dover nascondere la propria omosessualità per non compromettere una carriera lanciatissima.

Ferro riesce nell’impresa di andare oltre al semplice docufilm, comunicando un messaggio fortissimo e dall’attualità dirompente. Non è importante come e quante volte si cade. Ma è fondamentale il modo in cui ci si rialza, in cui si reagisce e si combatte. La rinascita è il tema centrale del film, la necessità di accettarsi e di essere felici prima di tutto con e per se stessi. L’amore che cambia la vita, l’affetto della famiglia, l’importanza di riconoscere un problema e di affrontarlo (il racconto del vissuto in prima persona nelle comunità per alcolisti è devastante).
Una vita che va di pari passo con un personaggio pubblico che, una volta riuscito a domare i demoni e a fare, in uno dei Paesi più bigotti e superficiali possibili, il tanto necessario outing, spicca il volo verso orizzonti nuovi, liberi, senza più confini. Ampio spazio viene dato alla relazione privata di Tiziano e al matrimonio celebrato nel 2019 insieme a Victor Allen prima in America e poi in Italia, con footage privati e momenti sinceri, veri e realmente toccanti.

Il ritorno a Sanremo 2020 viene infine raccontato senza tralasciare le difficoltà incontrate live durante l’interpretazione di Almeno tu nell’universo: Tiziano non si dà pace nel backstage, arrabbiato per aver deluso in primis se stesso dopo molte prove perfette. Qui emerge la necessità e la voglia di Ferro di fare il meglio possibile sempre, in ogni ambito, sul palco tanto quanto nella tranquillità di casa sua o agli incontri con le persone che ancora oggi aiuta personalmente nel combattere la dipendenza dall’alcol.

Un’ulteriore conferma di come l’artista abbia voluto realmente donarsi al pubblico, senza nascondere le imperfezioni, ma anzi sfruttando il proprio status da star internazionale per creare un docufilm autentico, da cui partisse un monito rivolto a tutti quelli che sono in difficoltà, che potesse portare sollievo e speranza, che mostrasse davvero la realtà e le fatiche con le quali ognuno di noi fa quotidianamente i conti.

Una bellissima sorpresa quindi, un altro capitolo importante nella carriera di Tiziano Ferro che è disponibile su Amazon Prime Video dal 6 novembre 2020.
Mi piace l’idea che l’esperienza di una persona, quella degli altri di una canzone o quella di vita che racconto nel film, sia una verità intoccabile, incriticabile, perché quando racconti una storia può creare controversie o esser abbracciata, può piacere o meno, ma nessuno può cambiarla: esiste, è lì ed è tua, forte della verità”.

Jacopo Casati

Foto di Roberto Panucci

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