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Cosa non ha funzionato nei nuovi conteggi FIMI nel determinare le classifiche di vendita

Mai come in questi giorni la Federazione Industria Musicale Italiana, la FIMI, è sulla bocca di tutti per il caos delle certificazioni Oro ad alcuni album, annunciate e meno di mezz’ora dopo ritrattate per uno sbaglio nei nuovi sistemi di conteggio. Cosa è successo realmente è stato poi chiarito, ma la tempesta di commenti e polemiche non si è ancora placata tra gli addetti ai lavori.

Ricostruiamo la vicenda: lo scorso weekend è entrata ufficialmente in uso la nuova modalità di conteggio per assegnare le certificazioni della FIMI ai dischi con maggiori vendite e posizionamento in classifica, che include gli streaming audio sulle piattaforme principali di ascolto a partire dal 1 luglio 2017. Il nuovo conteggio prevede che 1300 streaming valgano come una copia venduta, e sono validi soltanto gli ascolti superiori ai 30 secondi. In più, per evitare l’effetto Ed Sheeran in UK (che ha costretto la Official Charts a rivedere i propri criteri di compilazione delle classifiche, dopo che tutti i brani dell’ultimo disco del cantautore inglese erano entrati nella top 20), un singolo brano non potrà avere più del 70% di ascolti rispetto alle altre canzoni, e non più di 10 ascolti ad utente.

Fino a qui, sulla carta, tutto bene. Venerdì 7 luglio esce la classifica FIMI con il nuovo metodo di conteggio ed ecco le prime sorprese: Guè Pequeno sale in cima con il nuovo album Gentleman e salgono anche gli altri tre dischi pubblicati dal rapper. Lo stravolgimento è notevole: guadagnano posizioni nomi che solitamente entrano in classifica nelle zone più basse, come Sfera Ebbasta e altri rappresentanti della musica rap italiana. A crollare sono gli artisti con poco seguito sugli streaming, come Gigi D’Alessio o Mina & Celentano, che perdono ben 26 posizioni.

Il nuovo metodo di conteggio certifica come dischi d’oro (25mila copie vendute) gli album di Mannarino, Thegiornalisti e Brunori Sas, tre dei nomi più caldi di questa estate. Poi la FIMI scrive pubblicamente che deve ritirare le certificazioni agli album perché c’è stato un errore nei conteggi degli streaming: hanno tenuto conto di tutti gli ascolti fatti, ma erroneamente da gennaio in avanti e non dal 1 luglio come stabilito. Confermate invece le certificazioni ai singoli.

Ovviamente si è scatenato un marasma di commenti e polemiche, soprattutto da parte dei rappresentanti delle case discografiche che si sono visti togliere una certificazione oro nel giro di 20 minuti: le interviste infuocate, dita puntate verso la FIMI, accuse di incompetenza nel gestire uno strumento tanto importante. Dalla Federazione si sono scusati per l’errore commesso, anche a mezzo social: la prima settimana dei nuovi metodi di conteggio ha mostrato qualche limite, che domani, giorno di uscita delle classifiche ufficiali, verrà sicuramente corretto.

Arianna Galati

Foto di Francesco Prandoni

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