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Florence + The Machine nuovo album 2018

La magia dei Florence and The Machine incanta lo Sziget 2019

L’edizione dello Sziget Festival 2019 si fa sempre più rovente. Non solo a livello “meteorologico”, dati i trentasei gradi che, nella giornata di ieri, hanno messo a dura prova gli abitanti dell’isola di Obuda, ma anche e soprattutto per gli artisti in programma, le esibizioni previste, il riscontro del pubblico. Lunedì 12 agosto è stato uno degli appuntamenti con il focus puntato sul Main Stage e la performance dei Florence and The Machine.

In attesa del gran finale di domani, i primi a salire sul palco principale, direttamente da Brooklyn, sono i Big Thief capitanati dalla carismatica cantante e chitarrista Adrianne Lenker: la voce raffinata e malleabile, le sonorità ipnotiche delineano subito i contorni della bolla incantata, mai evanescente durante il corso di tutte le esibizioni.

Una folla già radunata accoglie Tom Odell quando fa la sua apparizione, vestito come un lord inglese d’altri tempi. Si siede al pianoforte, attende l’attacco della band e al termine del brano di apertura, I Know, si ritrova a suonare in piedi, avendo lanciato lo sgabello verso il backstage. C’è tanta passione, talento, energia nel cantautore britannico. E c’è anche tanta voglia di divertirsi: dopo Grow old with me, intonata in coro da tutto il pubblico, sulle note di Hold me scende dal palco per salutare le prime file, prendendo in prestito, poi, il cappello che indosserà fino alla fine del set. “Grazie di cuore per essere qui! Devo confessarlo…Lo Sziget è da sempre uno dei miei festival preferiti” ringrazia Odell.

Come dargli torto?! – ho pensato – affacciandomi alla terrazza che dà sul Main Stage e assistendo al live dei tanto attesi Catfish and The Bottleman. La vista d’insieme dall’impalcatura imponente, luogo sacro delle esibizioni, sino alla ruota panoramica, le luci del tramonto ad illuminare migliaia e migliaia di anime, una distesa creata ad hoc per esprimere i valori di libertà e condivisione. Valori autentici, come autentico è il rock veicolato dalla musica della band gallese che, senza pausa, ha infiammato la scena al suono di chitarre distorte, bassi profondi, rullanti inarrestabili. Ryan Van McCann e soci presentano, per gran parte, i brani del nuovo album The Balance lasciando per le battute finali i grandi successi 7 e Cocoon. Nessun discorso, poche parole, un “grazie” conciso e denso. Piuttosto tanto sudore, assoli, volumi da togliere il fiato.

Per i Florence and The Machine decido di tornare sul parterre e godermi tutta l’intensità sprigionata da ogni loro live. Scortata dai suoi musicisti e accolta da un boato, ecco apparire sua maestà Florence Welch in un abito lungo ricamato, color acqua marina, in armonia perfetta con il candido incarnato e il rosso dei capelli. Il potere avvolgente della sua voce, eterea e impeccabile, è sprigionato già nei primi brani June e Hunger, con cui esordisce anche l’ultimo lavoro in studio High as hope. Una setlist dalle sfumature intime, quasi mistiche, in cui si alternano momenti di raccoglimento, come durante Patricia, omaggio a Patti Smith, a momenti durante i quali la Welch si lancia in balli, piroette, corse lungo la passerella, mosse sinuose, fondendo, in un’unica figura, la libertà, il coraggio, l’istinto di un’amazzone e la grazia, l’eleganza, la delicatezza di una venere rinascimentale. Dogs days are over offre la prima occasione di contatto diretto con i suoi fan. Un invito ad abbracciarsi, a conoscere il proprio vicino senza averne timore e, soprattutto, una richiesta ben precisa:

Per favore, mettete in tasca per un attimo i vostri telefoni. Su, da bravi! Non condividete ora sui social. Questo momento è vostro, solo vostro… e, se volete, posso dirlo anche in un inglese più formale… Togliete quei ca**o di telefoni!”

È adorabile, anche per questo. Se Moderation è grido di orgoglio elevato in rappresentanza di tutto l’universo femminile, Cosmic love è anticipata da una importante introduzione: “Volevo dirvi grazie dal profondo del mio cuore. Da dieci anni il mio sogno è diventato realtà ed è stato possibile grazie a voi. Vorrei poterlo fare guardandovi negli occhi ad uno ad uno”. E lo fa, a modo suo, scendendo di corsa dal palco, issandosi sulle transenne e stringendo le mani di chi la considera una dea, una guida, la testimone di un percorso ispirato alla rinascita. Canta con loro Delilah e What kind of man, prima di scomparire e riapparire per l’encore. L’immancabile Shake it out, in chiusura, è pura magia. Una magia che ci ha presi per mano e che ci accompagnerà anche oggi, per gli imperdibili concerti in chiusura dello Sziget Festival 2019.

Setlist Florence and The Machine Sziget 2019
June
Hunger
Ship to Wreck
Queen of Peace
Patricia
Dog Days Are Over
100 Years
Moderation
You Got the Love
Cosmic Love
Delilah
What Kind of Man
Encore:
No Choir
Big God
Shake It Out

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