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Cosa ci aspettiamo dal concerto dei Foo Fighters al Firenze Rocks

Mancano ormai due mesi esatti al 14 giugno 2018, data che segna l’inizio delle danze della seconda edizione del Firenze Rocks e che vedrà come headliner i Foo Fighters. E mentre l’hype legato al ritorno in Italia di Dave Grohl e soci è sempre più alle stelle (i fan ricorderanno molto bene il concerto di Bologna del 2015 tanto quanto la cancellazione di quello previsto a Torino la sera successiva, annullato in seguito all’attentato del Bataclan di Parigi), inganniamo l’attesa pensando a cosa, molto presumibilmente, ci riserverà il concerto dei Foo Fighters al Firenze Rocks.

La potenza live
Chi ha avuto la fortuna di assistere ad almeno un concerto dei Foo Fighters nella propria vita lo sa bene: i ragazzi spaccano, sempre. Poco conta se gli ultimi album dei Nostri non abbiano riscosso consensi a livello globale. I Foo Fighters dal vivo sono una garanzia. Tra le band rock contemporanee, il muro del suono di un live dei FF non ha eguali. Non è un caso infatti se tra le amicizie di Grohl si contasse anche un certo Lemmy Kilmister. Uno che, a proposito di musica veloce e rumorosa, ne sapeva più di chiunque altro.

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Ritrovare Grohl su due piedi
Diciamolo, il trono di chitarre sul quale sedeva l’infortunato frontman durante il tour di Sonic Highways era piuttosto scenografico, ma il piacere di poterlo rivedere finalmente correre come un forsennato da una parte all’altra del palco, incitando la folla come solo lui sa fare, non ha prezzo. E le foto verranno molto meglio!
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L’amore per l’Italia…
Molti artisti amano suonare in Italia più che in qualsiasi altro Paese. E i Foo Fighters non fanno eccezione. La prova più grande di questo amore incondizionato? La promessa rispettata dello show a Cesena, tenutosi il 3 novembre 2015, rispondendo all’appello di quei Rockin’1000 che l’estate precedente avevano sperato in un miracolo, senza nemmeno immaginare il risultato finale. Un’impresa che all’epoca Grohl ha commentato in questi termini: “Avete fatto una cosa rivoluzionaria: penso sia la prima volta che accade a una band di essere chiamata in questo modo dai fan. E allora vi dico una cosa: fatelo con tutti, con gli U2, con i Rolling Stones e se vi rispondono di no, mandateli a quel paese”. Per non dimenticare un altro regalino sempre del 2015, quando i Nostri hanno eseguito The Feast And The Famine solo a Bologna nel corso dell’intero anno.

…ricambiato nel migliore dei modi
I fan italiani sono i migliori al mondo, ovvio. E non solo per quanto esposto qualche riga sopra. Durante lo show al Firenze Rocks ci aspettiamo esplosioni incontenibili di un entusiasmo trattenuto a forza per quasi tre anni. Tra pogo, salti e canti a squarciagola, alzi la mano chi il 14 giugno non se ne tornerà a casa senza un filo di voce e con qualche costola dolorante. E con un sorriso da un orecchio all’altro.

Il feeling tra Grohl e Hawkins
A dir la verità tutta la band ormai, dopo le vicissitudini di anni trascorsi insieme a strettissimo contatto, è legata a doppio filo da un’intesa impareggiabile. Ma la bromance tra Dave Grohl e Taylor Hawkins è una delle più forti nel mondo del rock contemporaneo. Non è raro infatti che i due si scambino i ruoli sul palco, sotto gli occhi dei fan in brodo di giuggiole.
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La scaletta, una garanzia
Assistere a un live dei Foo Fighters è un po’ come ascoltare un loro greatest hits dal vivo. Al netto dei doverosi aggiustamenti promozionali in setlist, potrete star certi di uscire da ogni concerto loro avendo ascoltato i più grandi successi commerciali dagli esordi fino ad oggi. Anche se, ammettiamolo, ogni tanto non ci dispiacerebbe apprezzare live qualche chicca in più. Magari In Your Honor, io la butto lì, non è detto che non mi ascoltino…

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