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Francesco Renga a Roma: un viaggio d’amore nello specchio della nostra anima

Oltre la tempesta, per scoprire noi stessi: Francesco Renga ha esorcizzato la bomba d’acqua sulla Capitale di ieri, domenica 3 novembre, con il rassicurante live L’altra metà. Grazie ad un’esibizione intima e romantica di circa 2 ore nella Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica, l’artista ha mostrato la forza gravitazionale dell’amore e la relativa presa di coscienza da parte di tutti noi.

Bisognosi di specchi per tale processo cognitivo – inseriti appositamente nella scenografia dietro e ai lati e addirittura protagonisti con lo stesso Renga che, a metà live, ne ha rivolto uno verso la platea – i presenti hanno ricevuto istruzioni sulle proprie vite frenetiche, in un viaggio riflessivo, intriso di amore e coralità. “L’espressione più sincera del mio mestiere – ha ammesso l’artista – è quando la condivisione diventa un viaggio, quando ci si specchia con l’altro”.

Ed ecco allora le luci bianche sparate sul pubblico durante La tua bellezza, quella continua ricerca d’interazione con il battito di mani, gli abbracci ai vari musicisti sul palco – Fulvio Arnoldi alla chitarra acustica, Vincenzo Messina al pianoforte, Stefano Brandoni e Heggy Vezzano alle chitarre, Phil Mer alla batteria e Gabriele Cannarozzo al basso – ma soprattutto i palloncini al cielo nelle prime file sulla dolce melodia di Ancora di lei e il giro in platea sul L’amore altrove. Riflessi d’amore che hanno raccolto immediatamente i favori del pubblico giovanile, e scaldato gradualmente quello più avanti con l’età, giunto anch’esso verso la fine sotto al palco in cerca di uno scatto e di uno sguardo ravvicinato.

Sullo stage, invece, hanno continuato ad echeggiare incessantemente le sentimentali note – fra assoli di basso, tastiera e piano e accordi corali sulle sonorità rock/pop delineate dall’artista 51enne. In particolare è spiccato per capacità di adattamento stilistico il medley di ben 7 pezzi che ha ripercorso l’intera carriera di Renga in meno di 10 minuti, chiusosi con l’immancabile finale strumentale di Un’ora in più. A svettare in questo lungo viaggio musicale ci ha pensato Sanremo, che ha costellato la scaletta soprattutto nella parte finale del concerto, con un testacoda fra ultima Aspetto che torni (cantata proprio quest’anno) e la prima Raccontami del lontano 2001.
In pratica abbiamo assistito ad una serata magica con continui giochi di luce ed emozioni palpabili, in grado di dar forma al sogno d’amore tanto agognato da Renga, facendosi beffe delle presunte imperfezioni sullo specchio – demonizzate a priori dall’aspetto candido del cantante – con un platonico tête-à-tête fra vicini di posto.

La scaletta
L’altra metà
L’unica risposta
La tua bellezza
Nuova luce
Comete
L’odore del caffè
Migliore
Vivendo adesso
Ancora di lei
Angelo
A un isolato da te
Ci sarai
Era una vita che ti stavo aspettando
Il bene
Meravigliosa

Medley: Dove il mondo, L’impossibile, Cambio direzione, L’uomo senza età, Ferro e cartone, Faccia al muro (la nuda verità), Un’ora in più
L’amore altrove
Scriverò il tuo nome
Prima o poi
Il mio giorno più bello del mondo
Guardami amore

Aspetto che torni
Raccontami
Normale

Le foto

Luca Vincenzo Fortunato

Foto di Roberto Panucci

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