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Freestyler, il singolo dei Bomfunk MC’s usciva in Italia 20 anni fa

L’Italia è famosa per essere musicalmente il paese dei paradossi e dei successi inaspettati. Per dire i Bomfunk MC’s per un breve periodo di un’estate, e nello specifico quella del 2000, riuscirono ad ottenere un ampio successo anche nel nostro Paese. E fu un vero e proprio caso, visto che in questi lidi drum n bass e breakbeat non hanno mai radunato enormi fanbase.

Brevissimo excursus sul disco dal quale è tratta Freestyler, il brano del quale oggi si celebrano i vent’anni dall’uscita sul mercato mondiale. In Stereo esce nel 1999 per la divisione finlandese di Sony ed è un lavoro senza capo né coda. Un album dove si mescolano totalmente a caso generi come eurodance, hip hop moderno e vintage (ci sono anche segmenti funk), vocoder di Moroderiana memoria e il già citato breakbeat. E non è un caso che proprio i due brani ispirati a questo genere, Freestyler e Fashion Styley, siano le uniche due cose interessanti in un mare di poche idee buone affossate da un mare di mediocrità.

Freestyler è e rimane a distanza di vent’anni un piccolo capolavoro, che ha permesso ad un genere di nicchia come la breakbeat di avere il suo piccolo momento di gloria nel mercato discografico internazionale: il brano ottiene infatti ottimi piazzamenti in Australia ed in Europa, mentre negli Stati Uniti non ebbe la stessa fortuna.

Freestyler dal punto di vista musicale non è niente di più e niente di meno di tante cose che in quegli anni andavano forte in Regno Unito: con i Chemical Brothers già lanciati al dominio globale, e con i Prodigy che di questo filone rappresentavano l’ala più estrema, negli anni immediatamente precedenti Roni Size con i Reprazent si portò a casa un Mercury Prize per il seminale New Forms (battendo la concorrenza di OK Computer dei Radiohead) e i Propellerheads un successo che, timidamente e per poco tempo, si affacciò anche nel nostro Paese.

A contribuire alla grande fortuna ottenuta da Freestyler è soprattutto il video promozionale registrato in una stazione della metropolitana di Helsinki. Pur avendo alcuni elementi che oggi suonano anacronistici, come quel lettore Minidisc attorno al quale gira tutta l’esperienza del protagonista e alcune acconciature, si parla di un videoclip che ancora oggi appare come attuale. In un mondo dove l’hip hop al tempo era di nicchia ed oggi ne è cultura dominante, per non dire pop, alcuni vestiari indossati dalle persone presenti sul video non appaiono come datati, al punto che la sola mancanza di tatuaggi sul viso potrebbe far pensare di esser di fronte ad un videoclip del 2000.

Breakdance, Playstation, musica rap, vestiti ovesize: tutto si può dire ma non che Freestyler sia la conferma che le mode raramente sono innovative ed, anzi, sono spesso riproposizioni di cose passate. Mentre video pop contemporanei come ad esempio Born To Make You Happy di Britney Spears o, soprattutto, Candy di Mandy Moore (quello sì un manifesto di come erano i teenager del 2000), sono state travolte dal passare del tempo, la vicenda del teenager con i dreadlocks a decidere vita e morte (o mancato movimento per essere più precisi) di chi gli passava davanti. potrebbe essere tranquillamente uscita l’altro ieri.

E non è un caso che l’anno scorso proprio Freestyler, grazie ad una compagnia di telefonia mobile, ottiene un vero e proprio restyling grafico dopo anni di parodie e meme uno più clamoroso dell’altro. Registrato non più a Helsinki ma a Belgrado, e con la ballerina Milica Bajčetić protagonista, questa nuova versione svecchia alcune sfumature del precedente videoclip portandolo nell’era moderna.
Viene rimosso quasi ogni riferimento alla breakdance per dar spazio al twerking e al dabbing; il vestiario della protagonista ricorda molto quello di Billie Eilish, mettendo da parte antiquariato puro come il Minidisc per dar spazio al vero protagonista dell’era moderna, lo smartphone, e quella scossa del video del 1999 che diventa oggi la notifica che illumina il telefono.

Un video che rispecchia di fatto l’epoca contemporanea ma che porta in dote alcuni segmenti particolarmente riusciti, come quello del chiosco nel quale vi è un riferimento neanche tanto velato a Tinder, la realtà sconvolta con l’utilizzo del giroscopio e soprattutto il segmento nella scalinata dove si riflettono, oltre alla facciata dell’ultima serie TV in diretta streaming sugli schermi pubblicitari della metropolitana, anche le inquietudini e i timori di una generazione consapevole di vivere in un mondo illimitato ma senza una bussola che possa dare loro una direzione.

La forza di Freestyler è di fatto questa: è ancora oggi fresco e moderno, capace di attirare l’attenzione a più di vent’anni di distanza e di, senza alcun obiettivo nostalgico, di adattarsi all’era moderna. Un brano, uno sprazzo di genio dei Bomfunk MCs mai più ripetuto, che ricordiamo, rispettiamo, ascoltiamo e balliamo ancora oggi.

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