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Gene Simmons dei KISS compie 70 anni

Spegne 70 candeline l’israeliano Chaim Wiz, conosciuto ai più come Gene Simmons: la lingua, il demone, il dottore dell’amore, il bassista sputafuoco dei leggendari Kiss. E lo fa regalandosi la pensione, con il tour “End of the Road” a chiudere per sempre, e questa volta definitivamente, la carriera dei Kiss.

Ma siamo sicuri? D’altra parte il primo tour d’addio dei Kiss risale a vent’anni fa e non è un mistero come Mr.Simmons sia un sostenitore di…selvagge operazioni commerciali.
Da uno che ha venduto cose come il cestino per pranzo dei Kiss, i preservativi dei Kiss, la bara dei Kiss e la crociera dei Kiss è più che lecito attendersi di tutto: vogliamo scommettere che per il prossimo futuro è già calcolato un tour con gli ologrammi della band?

Secondo cervello dei Kiss insieme al fidato amico Paul Stanley, se quest’ultimo è sempre stato il cuore pulsante della band, Gene ne è stato sicuramente il cervello calcolatore. Difficile immaginare che senza la sua visione e la sua disciplina la band potesse arrivare a 75 milioni di dischi venduti nel mondo.

Da sempre una figura controversa, più che incarnare lo spirito selvaggio del rock è stato invece uno dei più grandi imprenditori musicali della storia, uno dei fautori del grande spettacolo rock’n’roll inteso come prodotto. Estroverso, senza peli sulla lingua, non ha mai fatto mistero di amare il denaro e di essere orgoglioso di considerare “Kiss” un marchio tra i più riconosciuti al mondo.

Altrettanto nota la sua avversione per alcool e droghe, una rarità nel panorama rock, chiaramente controbilanciata dal un appetito leggendario per la topa. Anche qui, la sua lingua lunga non ha mai fatto mistero della sua passione, tanto da quantificare il suo chiodo fisso in quasi 5000 amanti, tutte comprovate da relativa polaroid.

Lo salutiamo con 15 pezzi che coprono tutta la sua carriera, sperando che non smetta di regalarci altre perle di controversa saggezza.

1) Deuce: tra i brani più noti dei Kiss, uno dei grandi classici del debutto, il primo pezzo dei Kiss con protagonista Gene Simmons e da sempre una dei più quotati nei concerti, tanto da aprire con il suo riff il celebre Alive. “you know your man is working hard TAN-TAN-TAN he’s worth a deuce!” Ora come allora, Simmons ha dichiarato di non avere la minima idea di cosa significhi il testo.

2) Nothin’ to Lose: tra le più amate dai fan di vecchia data, nascosta nel debutto, è un divertente duetto col batterista Peter Criss (che si sgola come solo lui sapeva fare) dove con un dissacrante rock’n roll cercano di convincere le proprie ragazze a provare le gioie del sesso anale. “she didn’t wanna do it, but she did anyway” . Un pezzo che se uscisse adesso nell’era #metoo verrebbe giù Instagram.

3) Let Me Go Rock n Roll: un trascinante rock’n roll vecchio stile, tratto dal secondo album. Una delle canzone più suonate dal vivo in quasi 50 anni di carriera eppure…Gene Simmons, fedele al suo essere cazzone, non ne ha mai imparato il testo. Di una canzone scritta da lui. Ricordiamo con affetto un concerto a Milano, dove il testo diventò un “blabba blabba blah blah bla blabba blaabba bla LET ME GO”

4) Rock’n’Roll All Nite: il brano con cui sfondarono, scritto all’ultimo per riempire il terzo disco, incarna perfettamente lo spirito della band ed è uno dei loro inni al rock più celebrati, che dall’oggi al domani divenne il loro manifesto e una delle canzoni hard rock più famose al mondo.

5) God of Thunder: scritta da Paul Stanley ma regalata al socio perché perfetta per lui, un pezzo quasi anomalo nel catalogo della band: incedere lento e marziale, riff schiacciasassi, un prototipo dell’heavy metal anni ’70. Diventata presto una delle parti centrali dell’esibizione dal vivo, accoppiata con la performance di Gene che sputa sangue e vola sul soffitto del palazzetto.

6) Callin Dr. Love: “I’m the doctor of love and I’ve got the cure you’re thinking of” forse il più classico e rappresentativo del personaggio del Demone, uno dei riff migliori della band e uno dei brani più fighi, dritto dritto dal 1977, l’apice del periodo d’oro. Essì che l’ispirazione era arrivata da un corto dei fratelli Marx. Impreziosito da uno degli assoli più memorabili di Ace Frehley, è immancabile nei live e nelle raccolte della band.

7) Christine Sixteen: “I don’t use to say things like this to girls of your age…but when I saw you coming out of school that day…that day I knew! I’ve got to have you! I have got to have you!” Solo negli illuminati anni ’70 un quasi trentenne mascherato da halloween e con zeppe a forma di dragone poteva cantare così di una minorenne in una canzone mainstream e passarla liscia.

8) Radioactive: nel ’78 i Kiss, all’apice del successo commerciale, tirarono un po’ troppo la corda e pubblicarono contemporaneamente 4 dischi solisti, uno per ciascun membro della band. Quello di Gene fu un successo commerciale (1 milione di copie vendute) e sicuramente il più coraggioso a livello stilistico (vedi la cover di “When You Wish Upon a Star”, da Pinocchio, e le numerose parti sinfoniche). E’ stato risucchiato nelle pieghe del tempo, e forse è meglio così, ma vale la pena ricordarlo per tutti gli ospiti coinvolti, tra cui Diana Ross e Cher…entrambe fidanzate di Gene.

9) A World Without Heroes: un lento anomalo, inedito nella discografia della band. Tratto dal nefasto Music from the Elder, la disgraziata rock opera spernacchiata dal mondo intero e che rischiò di distruggere la band. Un enorme passo falso che la band ha provato di dimenticare in ogni modo…ma a cercare si trova qualcosa di buono.

10) I Love it Loud: probabilmente il brano di maggior successo mai composto da Gene, un trascinante arena rock fatto apposta per far cantare tutto il pubblico. Contenuto nel leggendario Creatures of the Night, un periodo difficile per la band, quasi bistrattato all’uscita ma rivalutato parecchio negli anni.

11) Fits Like a Glove: negli anni ’80 Simmons passò attraverso una crisi d’identità, principalmente data dalla perdita del makeup, dei cambiamenti nella band e dalle sue puntate nel mondo del cinema. Il tutto lo portò ad essere abbastanza defilato a livello di contributi musicali nella band. Ma quando aveva voglia si sgolava e tirava di brutto, come in questo deep cut da Lick it Up, qui in versione dal vivo aiutato dal mai dimenticato Eric Carr alla batteria.

12) Domino: da Revenge, dei primi anni ’90, uno dei lavori più solidi della band e sicuramente il migliore del periodo da “smascherati”. Ancora una volta Gene ci tiene a ricordarci cosa sia importante per lui, nella vita: “Every damn time I walk through that door is the same damned thing…that bitch bends over and I forget my name. Au.”

13) Firestarter: questa dovete vederla per crederci. E proprio una cover del classico dei The Prodigy, con Dave Navarro alla chitarra, inclusa nel secondo –e per ora ultimo- disco solista di Gene. Genialmente intitolato A$$hole (“coglione”, per i non anglofoni). Fu una baracconata per far girare un po’ di grano, nel periodo in cui era molto visibile grazie al reality show sulla sua famiglia. Però ci ha fatto una fortuna, con le baracconate.

14) Fuckingham Palace: nei primi anni 2000, per 10 minuti Detroit Metal City ha fatto il botto ed è stata la serie giapponese più conosciuta al mondo. Un tributo ai Kiss a partire dal titolo, per il film uscito al cinema (e campione d’incassi in patria) è stato chiamato proprio Gene a impersonare la leggendaria rock star satanica americana Jack Ill Dark. E cantare la sua canzone più celebre, l’assurda FUCKINGHAM PALACE.

15) Yes I Know (Nobody’s Perfect): si chiude con un pezzo recente, da Sonic Boom, un ottimo ritorno sulle scene. Poco conosciuto, forse mai suonato dal vivo, ma che dimostra come il buon Gene non abbia mai perso lo smalto! “I’m going to strike while the iron is HOT toniiiiiiiiight!

Marco Brambilla

Foto di Francesco Prandoni

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