Onstage
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Gli invisibili della musica live

Tra le importantissime raccolte fondi per aiutare la Protezione Civile e gli ospedali, una serie di live casalinghi degli artisti su Instagram, il devastante bollettino delle ore 18:00 che racconta quante persone sono morte e sono state infettate dal Coronavirus, e le dirette su Facebook del Premier, molte categorie di lavoratori sono stati completamente dimenticati. Sia dallo Stato, sia dall’opinione pubblica. In molti casi anche dagli addetti ai lavori stessi.
Da fine febbraio 2020 circa, da un mese oramai, non ci sono più concerti. Non ci sono più spettacoli teatrali. Praticamente la quasi totalità del mondo dell’entertainment è fermo a causa della più grande emergenza sanitaria globale degli ultimi anni.

I lavoratori del mondo dello spettacolo (oltre 200.000 lavoratori intermittenti) come tecnici di palco, assistenti, rider, manovali, addetti alla sicurezza, tecnici del suono e moltissimi altri non hanno avuto più voce e tanto meno rappresentanza. Rilanciamo con decisione, a un mese oramai dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sia la petizione rivolta al MiBACT, al Ministero del Lavoro e al Mise, sia un articolo che spiega in modo estremamente chiaro la tremenda situazione che migliaia di famiglie si stanno trovando ad affrontare in questi giorni.

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