Onstage
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Greta Van Fleet finalmente in Italia

Una grande attesa sia del pubblico sia degli addetti ai lavori ha preceduto questa prima data italiana dei Greta Van Fleet. I primi hanno risposto in maniera a dir poco entusiasta presentandosi ben oltre le 15mila unità, un numero di assoluto rispetto e interesse per una band al debutto. Discorso diverso per gli addetti ai lavori che finalmente, dopo l’occasione mancata di quest’inverno, potevano verificare dal vivo se davvero i Greta Van Fleet fossero all’altezza della fama che li ha travolti nell’ultimo anno e mezzo.

Le risposte arrivano immediatamente e non danno adito a dubbi: quando il trittico iniziale Curtain Falls, Highway Tune e Black Smoke Rising termina, le mascelle sono ben aperte, mentre gli occhi e le orecchie hanno recepito un qualcosa che nel rock, erano anni o forse decenni che non si vedeva e sentiva.

Lasciando da parte i facili e forse abusati paragoni con gli Zeppelin, i 4 hanno di sicuro dimostrato due importanti assunti. Il primo è che si può ancora aver successo suonando come e cosa ha avuto successo planetario negli anni 70, la formula voce, chitarra, basso e batteria è viva e riempe una venue con un pubblico assolutamente eterogeneo (come già successo pochi giorni fa a Exit Festival). Il secondo è che cloni o non cloni, i Greta Van Fleet, oggi, sono riusciti nell’impresa di non implodere e di presentarsi solidi e credibili tanto più da avere nei fatti una loro identità precisa e un loro perché.

Di band del genere in passato sicuramente se ne sono viste, anche di migliori, ma non negli ultimi 25 anni ed il rock di questo ne aveva assolutamente, disperatamente bisogno.

La scaletta del concerto
When the Curtain Falls
Highway Tune
Black Smoke Rising
Flower Power
Watch Me
(Labi Siffre cover)
The Music Is You (John Denver cover)
You’re the One
Age of Man
Black Flag Exposition
Watching Over
Lover, Leaver (Taker, Believer)
Safari Song

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