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Gué Pequeno al Forum, la celebrazione di un brand ultradecennale

«Finalmente siamo qui, una meta sognata, conquistata. Roma non è stata costruita in un giorno e sono contento di averci messo un po’ per arrivare fin qui», così Gué Pequeno rivendica orgogliosamente quanto costruito in questi anni, a poche ore dal concerto evento che lo vedrà per la prima volta calcare il palco del Mediolanum Forum di Assago.

Uno show pieno di ospiti, per il quale Gué ha deciso di non lasciare proprio nulla al caso: «Ho pensato di chiamare alcuni degli artisti che stimo di più, dai più giovani a quelli un po’ meno giovani. In più, so che gli artisti che sono qui avrebbero avuto piacere di dimostrarmi la loro stima e il loro rispetto e così è stato». Un tema, quello della stima nei suoi confronti, sul quale l’ex Club Dogo ha le idee molto chiare: «Sono il business da una decina d’anni, sono sempre sulla piazza. Se trovi uno che dice che non fa le cose che facevo io, mente». In effetti, tutti gli avvicendamenti sul palco nel corso della serata, rappresentavano un tributo a chi, ad onor del vero, è lì dal giorno uno, se non dal giorno zero; quasi tutti gli artisti, dopo le rispettive esibizioni, hanno speso parole al miele per G.

In un’epoca in cui i palazzetti sono diventati la routine, stupisce il fatto che Gué ci sia arrivato solo adesso, ma lui ha le idee chiarissime al riguardo: «Una serata così me la sono conquistata duramente, perché non sono arrivato l’altro ieri. Voi direte “sei uno sfigato, c’è chi è arrivato prima” ed è vero. Ma questa è la vittoria di un percorso, è un modo per me di ripercorrere tutta la mia carriera, tutto il discorso dell’hip hop, che mi ha davvero cambiato la vita e che mi accompagnerà per sempre. La mia è una passione autentica, ruvida. Ho sempre fatto quello che volevo, non sono mica il rapper delle patatine, di Walt Disney o dei bambini di 11 anni». Sulla scia di questo discorso, non sono mancate le stoccate a qualche collega: «Ho visto passare tante generazioni, considerando che mi son dovuto sucare tutto il momento di Entics, Fedez ed Emis Killa, preferisco la trap. È un genere a sé, che non deve necessariamente badare alle radio, anche se ce ne sono due o tre che mi fanno un po’ schifo. Probabilmente la penso così perché ho ancora successo».

Alla nostra domanda sull’imminente ingresso a The Voice, Gué risponde lasciando tutti di stucco: «La cosa più bella di The Voice è che ci sarà Gigi D’Alessio. Ci siamo scambiati una serie di messaggi, nei quali gli dicevo che ero contentissimo della sua presenza, lui, invece, mi diceva che era più contento lui. La mia canzone preferita di Gigi è Che donna sei (ne canta un pezzetto, ndr)».

Ma basta chiacchiere, per Gué è arrivato il momento di prendersi quel palco che tanto ha desiderato, nella sua città, quella che l’ha visto nascere, che l’ha ispirato e l’ha visto lottare come un matto per prendersi il posto che adesso occupa. Ed è proprio di questa eterna lotta che parla il video nel maxi schermo del Forum, un anime (cartone animato giapponese, ndr) che racconta la storia di Gué. L’atmosfera è caldissima, il pubblico è quello che l’ha sempre accompagnato, nessuno ha voluto rischiare di perdersi la celebrazione di questo percorso, nessuno ha voluto mancare di rispetto a Gué rimanendo a casa a risparmiare la voce. Il coro G U É accompagna l’ingresso sul palco del rapper, che per l’occasione ha sfoggiato una serie di outfit mica da poco. La scaletta è una raccolta di momenti importantissimi per Gué Pequeno, che ha rispolverato diverse tracce di quello che non si fa fatica a definire il suo capolavoro: Vero. È questo il disco a far da traino alla storia raccontata nel video, per poi riproporre sul palco, invece, tanto di Sinatra, il suo ultimo disco. Gué si gode il momento e tra un pezzo e l’altro non perde l’occasione di interagire con i presenti, anche solo introducendo il brano successivo, ma comunque tirando fuori, a modo suo, anche le sue doti da entertainer.

A dar via alla sfilata di ospiti sono Luché e Marracash, con il secondo che tornerà anche sul finale per Brivido. Tanto rispetto, come anticipato, soprattutto da parte dei più giovani, da Izi a Rkomi, passando per Lazza, tutti sentono il bisogno di esternare quanto importante sia stato l’ex Club Dogo per la loro formazione e quanto sia riuscito a dare in questi anni all’hip hop italiano. Di questo ruolo da ‘chioccia’ parla anche lo stesso Gué, ricordando la nascita di Tanta Roba, fondata insieme a DJ Harsh, che ha visto nascere diversi talenti dell’attuale rap game «Di tutti questi talenti, stasera ho l’onore di presentarvi la punta di diamante: Gemitaiz!»; il rapper romano raggiunge il collega sul palco e insieme propongono l’omonimo brano Tanta Roba. Incontro tra leggende quando arriva il momento di Noyz Narcos, per Bastardi senza gloria, la storia dell’underground di Milano e Roma (e d’Italia, ndr) su un unico palco, un momento davvero unico per i cultori del rap.

Una scaletta mastodontica quella pensata per questo show, 30 pezzi che, però, sembrano non pesare proprio a nessuno. Tra gli altri featuring, anche alcuni esponenti di altre realtà musicali italiane, da Carl Brave a Frah Quintale, fino ad Elodie, con la quale Gué propone Ruggine e Ossa, vera chicca per gli appassionati e successone di Bravo Ragazzo. In chiusura spazio anche alla sua nuova famiglia, BHMG, con Sfera Ebbasta, DrefGold, Charlie Charles, Shablo ed Elettra Lamborghini che si alternano sul palco. Nuova famiglia che consegna ufficialmente il disco di platino di Sinatra, che Gué dedica al padre, che non c’è più, e a tutti coloro che lo hanno accompagnato in questo lunghissimo viaggio.

Lo Show, con tanto di S maiuscola, di Gué al Forum è andato ben oltre le nostre aspettative. Quella di Gué, in effetti, non è una storia comune, è la leggenda di un artista camaleontico, capace di adattarsi con incredibile anticipo ai cambiamenti del rap game, rimanendo sempre un passo avanti a tutti. E poco importa delle vendite, delle dimensioni delle venue che lo ospitano, Gué ha dalla sua il riconoscimento più importante a cui un artista possa aspirare: il rispetto delle generazioni, da quelle più vecchie ai giovanissimi. Non è quantificabile il contributo che Gué ha dato al movimento dell’hip hop italiano, spesso sperimentando, ma il tempo gli ha sempre dato la ragione. Quanto avvenuto al Forum è qualcosa di doveroso, un tributo ad uno degli artisti più prolifici del suo genere, al più trasversale degli artisti della scena, ad un gigante dell’hip hop che, per una sera, ha messo da parte il mantello da Superman e si è goduto la sua festa.

La scaletta
Sinatra
Giù il soffitto
Squalo/Tuta di felpa/Business
Trinità
Le bimbe piangono/Ragazzo d’oro
Trap Phone
Oro giallo ft. Luchè
Modalità aereo ft. Luchè & Marracash
Dalí ft. Marracash
Scooteroni ft. Marracash
Bling Bling (Oro)
Guersace
6 A.M. ft. Izi
Fuori orario
Ultimi giorni
Bastardi senza gloria ft. Noyz Narcos
Pezzi ft. Rkomi
Tanta Roba Anthem ft. Gemitaiz
Claro ft. Dark Polo Gang
Gucci Ski Mask ft. Lazza
Eravamo re/Rose nere
Spunte blu ft. Carl Brave
Brivido ft. Marracash
2% ft. Frah Quintale
Ruggine e ossa ft. Elodie
Doppio Whisky ft. Mahmood
Soldi ft. Mahmood
Borsello ft. Sfera Ebbasta & DrefGold
Lamborghini RMX ft. Sfera Ebbasta & Elettra Lamborghini

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