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Zen Arcade degli Hüsker Dü compie 35 anni

Nel mese di luglio del 1984 esce Zen Arcade, il secondo album degli statunitensi Hüsker Dü e considerato tra i capisaldi dell’hardcore punk a stelle e strisce.

35 ANNI FA…
Si narra che il 1984 sia l’anno che decretò la fine della prima ondata del punk americano, e questo in parte a causa del clamoroso successo di Ronald Reagan, nemico numero uno dei fan di questo genere, alle presidenziali dello stesso anno.

Il 1984 è in realtà anche l’inizio di una sorta di ricambio generazionale dal quale inizieranno ad emergere numerose alternative, molte delle quali raccoglieranno successi pazzeschi negli anni appena successivi (Beastie Boys) o negli anni Novanta (NoFX, Bad Religion). New York e la California erano diventati i due hub del genere.

Con una grande, clamorosa eccezione: gli Hüsker Dü. Il terzetto infatti è del Minnesota e il nome riprende quello di un noto gioco da tavolo negli Stati Uniti di fine anni Settanta. Pur arrivando dal nulla (anche se, da lì a poco, proprio da quelle parti emergerà il genio di Prince), nel giro di pochi anni il gruppo riesce a farsi conoscere negli ambienti dell’hardcore punk, questo grazie soprattutto alla sponsorizzazione di Jello Biafra dei Dead Kennedys e dei Black Flag, il cui chitarrista Greg Ginn decise di metterli sotto contratto con la sua SST Records.

Pur non arrivando in SST da perfetti sconosciuti, il successo arriva con l’EP Metal Circus che, grazie anche al singolo Diane, ottenne un seguito soprattutto tra i teenager, grazie a quella formula che diverrà poi il loro marchio di fabbrica: l’aggressività del punk senza perdere il gusto per la melodia.

IL DISCO
Zen Arcade arriva come una rivoluzione copernicana per quello che sarà poi l’alternative rock internazionale. La consapevolezza di voler fare qualcosa di diverso dal passato emerse già nel 1983 quando, in un’intervista, lo stesso Bob Mould confermò di essere al lavoro su qualcosa che andava oltre il concetto di punk rock.

Il disco è un doppio LP attorno al quale è costruito un concept album su un ragazzo che lascia alle spalle le delusioni domestiche per scontrarsi con un mondo ancora peggiore. La musica è la colonna sonora vestita su misura per il racconto di quello che è un vero e proprio concept album sulla vita e sugli ostacoli con cui ci si scontra, questo una decina di anni prima di un’altra opera, The Downward Spiral dei Nine Inch Nails, che esplorerà gli stessi argomenti con altrettanta inquietudine.

Il disco inizia con Something I Learned Today e Broken Home, Broken Heart, accoppiata d’assalto che viene subito interrotta dal folk di Never Talking To You Again. La pura alternanza di melodia ad assalto sonoro esplode in brani come Masochism World o Pride, per poi essere mitigata da brani più accessibili come Pink Turns To Blue o l’inno Turn On The News. Un viaggio inquietante ma allo stesso tempo liberatorio, che si chiude con una Reoccurring Dreams che, nei suoi 14 minuti di urla sgraziate e dissonanze, sembra voler racchiudere in un pezzo spettri e speranze racchiuse in Zen Arcade.

E OGGI…
Gli Hüsker Dü iniziarono a lavorare al successore di Zen Arcade già al momento della sua pubblicazione: il 1985 fu infatti l’anno del leggendario New Day Rising, che uscirà ad inizio anno, e Flip Your Wig, che invece arriverà a settembre. L’accoppiata di dischi permette al gruppo di ottenere un accordo con la major Warner, con la quale pubblicheranno anche il loro ultimo lavoro, quel Warehouse: Songs and Stories considerato come l’apice compositivo di un terzetto che da lì a poco si sarebbe sciolto nel pieno del tour.

L’importanza degli Hüsker Dü, e di una delle band nate dalle sue ceneri (i Sugar), per l’intero alternative rock è tangibile ancora ai giorni nostri. Se non fosse stato per loro, molto probabilmente l’intero grunge sarebbe suonato diversamente e, andando ai giorni nostri, i Foo Fighters non sarebbero mai esistiti. Il trio fu importante anche per lo stesso punk, che negli Anni Novanta, insieme ad artisti come Descendents e Bad Religion, darà vita a quella versione melodica che riuscirà ad ottenere importanti risultati di vendita grazie a Green Day e Offspring. Ma, soprattutto, Zen Arcade è anche uno dei grandi esempi di musica indipendente diventata di dominio pubblico anche per la massa mainstream. Cosa che succederà più e più volte nei trent’anni successivi.

Sì, Zen Arcade è uno dei dischi più importanti della musica contemporanea, non solo per il lato musicale ma anche per l’impatto avuto in altri artisti e nell’intera industria dell’entertainment.

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