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Imagine Dragons: quando i demoni si tingono d’oro

A Milano, lo scorso settembre, li avevamo lasciati sotto una pioggia torrenziale. Ieri, invece, l’unica data italiana ed europea del tour degli Imagine Dragons alla Visarno Arena di Firenze è stata benedetta dal caldo e dal sole, inaugurando nel migliore dei modi la stagione dei concerti e dei live estivi.

Un appuntamento, quello del 2 giugno 2019, attesissimo dai 55.000 fan provenienti da ogni regione e da ogni nazione per ascoltare dal vivo il più recente lavoro in studio della band capitanata da Dan Reynolds, Origins, e per celebrare una carriera musicale che punta, da oltre dieci anni, a vette e traguardi sempre più elevati.

Dopo il set di apertura affidato al talentuoso e giovanissimo cantautore inglese Jake Bugg, la location fiorentina viene avvolta dalle luci del tramonto. L’atmosfera è pacata, rilassata. Oltre ai sostenitori di prima linea, da ore serrati alla transenna, il pit e il parterre sono popolati da giovanissimi, adulti e anche molte famiglie con bambini. L’esplosione giunge intorno alle 21.15 quando, a riflettori spenti, salgono sul palco gli Imagine Dragons. Si parte con l’energia di Believer, eseguita con tanta potenza da non sembrare il pezzo di apertura quanto quello di chiusura (coriandoli glitterati volano già ovunque).

“È un piacere immenso essere qui stasera. Mi fate sentire vivo – confessa il frontman, emozionato – Voglio lanciare un messaggio. Voglio che ogni persona presente si senta libera di accettare se stessa, così com’è. Siate liberi”. Su questa fondamentale premessa, l’asticella si alza, canzone dopo canzone. Whatever it Takes, Natural e poi Gold, momento in cui le luci, le immagini sui led, la chitarra di Wayne Sermon si colorano di oro (di grande effetto le variazioni di modello e di tinte dello strumento, durante tutto il corso della serata).

Credo che questo sia lo show più bello che abbiamo mai fatto…e questa è delle canzoni a cui teniamo di più”. Bad Liar è arrangiata magistralmente in versione acustica. La fusione perfetta tra l’impeccabile linea vocale di Reynold, la solennità del pianoforte e la malinconica, aspra presa di coscienza professata nel testo. Una vibrazione che non ha mai perso di intensità, sfociando nell’interpretazione di Every Breathe You Take dei Police, ormai quasi immancabile nella setlist.

Un viaggio musicale, intrapreso tra passato e presente del gruppo di Las Vegas. Se Yesterday è accompagnata da immagini e video in bianco e nero, risalenti all’infanzia fino al successo di ogni componente, Amsterdam è la metafora del cammino della vita, della strada che nessuno più permettersi di giudicare perché soltanto noi possiamo conoscere le ragioni dei nostri passi e le forme assunte dalle nostre orme. Un viaggio cadenzato dalle stagioni, dai ritmi e dagli elementi della natura. Il tramontare e il risorgere di Rise up, il fluire, lasciando sempre aperto un varco di Mouth of the River: “La società odierna vuole ingabbiarci, chiuderci dentro una scatola. Non dobbiamo accettare tutto questo. Dobbiamo uscire da qualsiasi gabbia, da qualsiasi scatola. Io appartengo solo a me stesso. A nessun altro. E anche voi appartenete solo a voi stessi. Ricordartelo” – riprende Dan.

C’è spazio per i ringraziamenti, per la ripetuta dichiarazione d’amore verso l’italia e per la promessa di tornare. C’è spazio anche per il ricordo di un fan, di un amico malato di cancro, scomparso recentemente. La dedica alla famiglia e allo stesso Nafen, il cui messaggio per la vita è espresso dalla voce del cantante, rotta dal pianto: “Quando parlavo con Nafen della depressione, lui mi diceva di pensare alle cose belle. Ecco…la depressione va guardata in faccia. Mi accompagna fin da piccolo, fa parte di me, del mio modo di pensare e della mia, della nostra musica. Ma deve essere esorcizzata. Parlatene, chiedete aiuto ai vostri cari, ai vostri amici, a professionisti. Non abbiate timore. Perché ogni vita merita di essere vissuta”. È Demons a raccogliere questa profonda scossa, interna ed esterna.

Al gran finale sono riservate le hit più famose. Walking on Wire, On the Top of the Wolrd e Radioactive si trasformano in uno spettacolo di luci, chitarre distorte, volume, coriandoli, enormi palloni gonfiabili, passi di danza e passerelle calcate correndo, su e giù. La cornice ideale per racchiudere il quadro disegnato dagli Imagine Dragons. Una band nella quale l’individualità e il senso di condivisione e appartenenza coesistono. Una band in cui la voce, talvolta, lascia volare libero l’estro degli assoli e il ritmo delle percussioni, della batteria, dei timpani, dei tamburi, dei giri di basso che sembrano continuare a scorrere nei tatuaggi sulle mani di Ben McKee. Un ritmo che, ieri, per dure ore, è esploso nell’unico grande cuore della Visarno Arena.

Le foto del concerto

La scaletta del concerto
Believer
It’s Time
Whatever It Takes
Natural
Gold
Bad Liar
(acustica)
Shots
Yesterday
Start Over
Hear Me
Every Breath You Take
(Police cover)
I’ll Make It Up to You
Amsterdam (acustica)
Rise Up
Mouth of the River
I’m So Sorry
Thunder
I Don’t Know Why
Zero
The River
Demons
Walking the Wire
On Top of the World
Radioactive

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Un'ora prima di salire sul palco della Visarno Arena per il loro unico concerto europeo del 2019, gli Imagine Dragons hanno ricevuto l'Onstage Award come #MigliorGruppoInternazionale, ottenuto al termine dell'ottava edizione della nostra manifestazione. 35.000 i voti che i fan italiani hanno assegnato a #DanReynolds e compagni, l’ennesima dimostrazione d’affetto nei confronti del gruppo di Las Vegas con cui pare essersi ormai creato un legame davvero speciale 💥🏆 #ImagineDragons #OnstageAwards #OSA19 #WeLoveLive #PoweredByPeople • • • 📸: @mathiasmarchioni • • • #imaginedragonsfan #imaginedragonsitalia #visarnoarena #firenze #rock #pop #florence #origins #tour #bleedingout #thunder #whateverittakes #radioactive #natural #believer #concerti #concertiitalia #concerti2019

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Laura Faccenda

Foto di Mathias Marchioni

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