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Carly Paoli si racconta: «Ho mezzo cuore in Inghilterra e mezzo in Puglia»

Con Carlo Conti e i frati di Assisi, Carly Paoli sarà tra i protagonisti della serata di solidarietà Con il Cuore nel nome di Francesco, in diretta da Assisi questa sera, dalle 20.35, su Raiuno. Nata nel Nottinghamshire, in Inghilterra, da madre di origini italiane – il nonno, grande appassionato di musica, era di Lecce – e padre britannico, Carly, che a meno di trent’anni ha già incantato con la sua voce da soprano le più importanti platee internazionali, non vede l’ora di tornare in Italia, dove tra qualche mese lancerà il suo nuovo disco, Due Anime, il terzo in carriera dopo Singing My Dream e Live at Cadogan Hall.

In carriera si è esibita alla Carnegie Hall di New York, alle Terme di Caracalla, al castello di Windsor per il Principe Carlo d’Inghilterra, ai Fori Imperiali di Roma per il concerto Music For Mercy, realizzato in occasione del Giubileo Straordinario voluto da Papa Francesco; ha collaborato con artisti internazionali come Andrea Bocelli, José Carreras, Steven Tyler, David Foster, Carrie Underwood, Jennifer Hudson, Zubin Mehta e il suo brano Ave Maria è stato scelto come canzone ufficiale per l’Anno del Giubileo, ma Carly non ha mai perso l’attaccamento alle sue radici.

Il suo nuovo singolo, I’ te vurria vasà, infatti, è un omaggio alla sua terra, dove ha girato il video che accompagna la canzone, e al grande Tito Schipa, celebre tenore leccese, divenuto famoso i tutto il mondo. L’abbiamo sentita, per farci raccontare, tra l’altro in un ottimo italiano, un po’ della sua storia e dei suoi progetti per il futuro.

Come si diventa una delle soprano più importanti al mondo?
Quando ero piccola avevo il sogno di vivere sul palco. Da quando avevo sei anni ho cominciato a fare concerti, lezioni di canto con una professoressa, che era una cantante lirica, ho vinto borse di studio per studiare musica, teatro e ballo in due scuole prestigiose. Sono uscita quando avevo ventidue anni e già allora avevo dedicato tutta la mia vita a imparare il mio lavoro, per poter avere una carriera. Qualche anno dopo ho fatto un concerto, dove mi ha vista un rappresentante dell’azienda svizzera di orologi da donna, Bedat & Co., che ha questa bellissima idea di aiutare le giovani donne di talento. Hanno creduto in me e sono diventata un’ambasciatrice per questa azienda, che mi ha dato la prima opportunità di cantare su un palco internazionale.

Da allora hai cantato in alcune delle più importanti venues al mondo, dalla Carnegie Hall, alle Terme di Caracalla, alla O2 di Londra, ma immagino che una delle esibizioni più emozionanti sia stata quella al castello di Windsor per il Principe Carlo. Singing your dream!
La cosa che mi dà più felicità nella vita è cantare per un pubblico, registrare in studio mi piace, ma non ti dà l stessa emozione spontanea che ricevi quando canti davanti a un pubblico, quella è una condivisione ancora più speciale. Con il Principe Carlo ero molto tesa, qui in Inghilterra sono le persone più importanti della nostra tradizione e cultura. Ho cantato al Castello di Windsor per la sua fondazione e per l’ultima canzone ho presentato José Carreras, che è un mio caro amico e ha deciso di fare questo bellissimo evento insieme a me, portando una bellissima sorpresa a Windsor. L’anno dopo mi hanno chiesto di fare un altro concerto per la sua fondazione e quello è stato il momento in cui la Duchessa di Cornovaglia (Camilla, ndr) mi ha chiesto di avere il mio primo album quando sarebbe uscito, così appena uscito l’ho firmato e l’ho inviato ala Duchessa, una bellissima soddisfazione.

Con un curriculum del genere hai ancora un palco dei sogni?
La Scala! Ci sarà sempre da sognare comunque.

Anche le tue collaborazioni sono illustri e molto diversificate, José Carreras, ma anche Bocelli, Steven Tyler, David Foster, Carrie Underwood, Jennifer Hudson, Zubin Mehta. Qual è stata la cosa più importante che hai imparato lavorando con questi grandi?
È sempre un’esperienza diversa, perché ognuno ha il suo modo di lavorare, ma la cosa bella è che anche loro hanno un momento in cui sono tesi prima di suonare e la cosa mi dà un po’ di tranquillità, perché io sono sempre tesa prima di un concerto. Quindi quando vedi che anche loro vivono quella tensione ti tranquillizzi un po’, pensi: allora è normale! Però ho imparato che la professionalità sta anche nel come riesci a controllare questa emozione e a trasformare questa tensione in un’energia, che rende la tua musica più piena. Devi imparare come si usa quello che hai nel tuo cuore in quel momento, perché ogni sera è un’emozione diversa, il pubblico è diverso, lo spazio cambia.

Parliamo del tuo nuovo singolo I’ te vurria vasà, un omaggio a Tito Schipa. Che fascino esercita su di te questo brano?
È stato mio nonno che mi ha fatto conoscere quella canzone. Lui era leccese, purtroppo lo abbiamo perso due anni fa, però mi ha lasciato un mondo di musica, perché era un rande amante della musica, come tutti i suoi fratelli, che erano musicisti. È stato lui che mi ha fatto ascoltare la registrazione di Tito Schipa, un tenore, un ispirazione per i leccesi e anche per me, perché è stato uno dei primi tenori che ha viaggiato in tutto il mondo e ha anche fatto dei film. Prima di Mario Lanza c’era Tito Schipa, che ha fatto vedere un altro mondo e ha portato la musica lirica alla gente, non solo a chi va in teatro. Quindi mi sono innamorata della sua voce fantastica ed è rimasto sempre nel mio cuore, così a questo punto ho voluto fare un omaggio a questo grande tenore leccese, come una parte del mio cuore.

Il video infatti lo hai girato in Puglia, la tua regione di origine, perché sei nata in Inghilterra da madre italiana e padre inglese, vivi a Londra, ma hai un forte attaccamento alla tua terra d’origine.
Ringrazierò sempre la Puglia, perché già quando avevo quindici, sedici anni passavo le mie estati là con i cugini, ma è ì che ho avuto le prime opportunità di cantare nelle feste locali o in chiesa. Ho avuto esperienze che non riesci a comprare quando sei un’artista di quell’età e mi ha aiutato tantissimo nella mia carriera. Per questo anche ho voluto girare il video in Puglia, perché ha influenzato la mia vita e la mia carriera.

In che modo?
Ho fatto l’accademia e tutto, ma la cosa più importante, che mi ha fatto crescere come artista sono state quelle estati in Puglia. Qui in Inghilterra non riesci a cantare in una piazza, perché non abbiamo il clima giusto e poi non c’è la voglia di ascoltare quel tipo di musica sempre, invece in Puglia puoi cantare al fresco, in una piazza piena di persone di tutte le età, perché la musica è una parte della vostra cultura ed è ciò che mi ha fatto innamorare del modo in cui mi sentivo a cantare davanti a queste persone.

E poi si mangia bene! Ho letto sul tuo profilo Facebook che quando vai in Puglia non riesci a non mettere su qualche etto. Tranquilla, è un male comune! Il tuo piatto preferito?
Oh, il pesce crudo! I ricci, i gamberetti, gli scampi crudi, mangio veramente bene quando sono con i miei zii!

Questa sera sarai ospite del concerto Con il Cuore nel nome di Francesco in diretta su Raiuno.
Sono molto felice di partecipare a questo evento di beneficenza, perché la situazione più brutta per un essere umano è quando ti trovi senza la possibilità di scegliere per la tua vita e quella delle persone che ami. È la seconda volta che faccio questo concerto ad Assisi, ma questa volta sarà ancora più speciale, perché canterò una canzone con un mio grande amico, Andrea Griminelli, che è il flautista più importante al mondo, suonava con Ennio Morricone sui suoi dischi, con Luciano Pavarotti ha suonato a Londra davanti alla Principessa Diana, ha girato il mondo, quindi sono onorata di averlo sul palco con me. Insieme faremo un pezzo di Morricone da C’era una volta il west.

Progetti per il futuro?
Sto lavorando al primo disco che lancerò in Italia, ci siamo quasi, mancano pochi giorni. Sul disco ci saranno i pezzi più famosi di Ennio Morricone, C’era una volta il west, che farò anche con Andrea Griminelli ad Assisi, ci saranno due pezzi live dal concerto per il giubileo di papa Francesco ai Fori Imperiali, quattro pezzi nuovi. È un bel mix e sono tutti pezzi che non ho mai lanciato in Italia, anche se appartengono alla cultura italiana o sono stati influenzati dalle esperienze che ho fatto in Puglia, a Roma e a Milano. Il disco si chiamerà Due Anime, proprio perché ho mezzo cuore qui in Inghilterra e mezzo in Puglia.

Credito foto: Marco Rossi.

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