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Cosa ci aspettiamo dal concerto degli Iron Maiden al Firenze Rocks

Mancano due mesi all’attesissimo ritorno in Italia degli Iron Maiden. La leggendaria heavy metal band inglese suonerà il 16 giugno al Firenze Rocks 2018, headliner di una giornata che vede in cartellone anche Helloween (in versione Pumpkins United, ovvero con anche Michael Kiske e Kai Hansen in line-up), Jonathan Davis e Shinedown. Un evento sostanzialmente imperdibile per gli appassionati di musica pesante. Ecco cosa ci aspettiamo dal prossimo show degli Iron alla Visarno Arena.

La speranza è l’ultima a morire
Chi visse sperando morì non si può dire, aggiungerebbero i Litfiba. A parte questo, dopo esserci sciroppati il Book Of Souls Tour, le attese maggiori dei fan più vecchiotti (come il sottoscritto d’altronde) sono esclusivamente concentrate sulla scaletta: se a questo giro non arrivassero pezzi da novanta come Caught Somewhere In Time e Alexander The Great, potremmo definitivamente dire addio alla speranza di ascoltare questi capolavori dal vivo. Non avendo per limiti oggettivi d’età potuto partecipare ai concerti del tour del 1986/87, non sono mai riuscito ad ascoltare l’opener di Somewhere In Time, nonostante abbia visto 20 concerti dei ragazzi dal 1995 in poi. I Maiden dal canto loro non hanno mai suonato dal vivo Alexander The Great. Della serie o adesso o mai più. Potessi esprimere due altri desideri, andrei sicuro su Infinite Dreams e Be Quick Or Be Dead come opener tritaossa. Bonus No Prayer For The Dying.

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Dal vivo rimangono al Top
Questo è sostanzialmente un tour che si basa sul videogioco per cellulari del 2016 (e anche sul fumetto uscito nel 2017). Ora, è abbastanza evidente che i Maiden stiano raschiando il fondo del barile da tempo a livello di trovate commerciali e di merchandise per massimizzare ogni tipo di utile. Tuttavia è innegabile come dal vivo continuino ad avere pochissimi rivali, nonostante abbiano raggiunto (Dickinson lo farà ad agosto) o superato i 60 anni. Per questo ogni loro live è da non perdere per nessun motivo al mondo. Ce ne sono pochi là fuori nel rock duro che sanno esibirsi in questo modo per due ore.

Generazioni a confronto
Nessun’altra band mette d’accordo il popolo del metal come gli Iron Maiden. Negli ultimi anni è stato bello vedere nuove leve e famiglie intere partecipare ai loro concerti. Il ricambio generazionale è stato ciò che ha permesso alla band di vivere un’ulteriore (e inaspettata) giovinezza, rendendoli un gruppo dal successo planetario probabilmente ancora maggiore rispetto all’era d’oro vissuta negli anni ottanta.

Il precedente
Sembra assurdo ma i Maiden hanno già utilizzato la “scusa” di mettere in mezzo un loro videogame per giustificare un tour. Era il 1999 e l’Ed Hunter Tour (non perdete tempo a cercare il videogioco con un emulatore, era osceno, cercatevi piuttosto i bootleg di quell’epoca) celebrava ufficialmente il rientro in line-up di Bruce Dickinson e Adrian Smith. Bene, quel tour fu qualcosa di assolutamente indimenticabile, con scaletta da infarto e prestazioni live che rivaleggiavano con le maestose esibizioni degli Ottanta. Le premesse per ripetersi ci sono tutte.

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Wasted Years
Quando a novembre abbiamo intervistato Bruce Dickinson, ci ha detto senza tanti giri di parole che “I Maiden hanno impegni per altri cinque o sei anni”. Considerando che in questo periodo, concluso il Legacy of the Beast tour a 2019 inoltrato, i Nostri potrebbero sia far partire le celebrazioni per i quarant’anni dal primo disco, sia incidere un (ultimo?) album di inediti, conviene cercare di godersi al massimo ogni ulteriore occasione che ci sarà per cantare insieme ai Maiden le canzoni con cui siamo cresciuti. Iniziando ovviamente dal prossimo 16 giugno…

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Jacopo Casati

Foto di Mathias Marchioni

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