Onstage
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La consacrazione di Jack Savoretti

Tanta consapevolezza. Ecco cosa si respirava all’entrata del Fabrique, in occasione della data milanese del tour di Jack Savoretti. La stessa consapevolezza che l’artista italo-inglese ha dimostrato nella chiacchierata fatta con noi prima di salire sul palco: «Una scalata non proprio velocissima, quando siamo arrivati in Italia abbiamo avuto un sacco di porte chiuse. In pochi ci cagavano. Abbiamo insistito e poi le cose hanno iniziato a girare bene anche altrove, in Inghilterra le cose miglioravano anno dopo anno e questo ha dato a tutti la consapevolezza che non fossimo proprio ‘di passaggio’».

Una scalata che ha portato Jack a Singing To Strangers, il disco pubblicato poco più di un mese fa, collocatosi alla posizione numero uno tra gli album più venduti un Inghilterra. Un risultato insperato, ma quantomai meritato. Così com’è meritato il bagno di folla che ha accolto Jack al momento di salire sul palco.

La scaletta vede protagonista proprio Singing To Strangers, suonato quasi per intero, ma senza tralasciare i principali successi di Sleep No More e Written In Scars. «Un nuovo capitolo per noi, per la nostra carriera. È un onore suonare per voi stasera questo album made in Italy», così Jack si presenta al pubblico scalpitante, ricordando le origini di questo disco. Singing to Strangers è stato interamente registrato in Italia, a Roma, nello studio di Ennio Morricone. Ed è proprio all’interno di quello studio che Jack racconta di aver percepito delle vibrazioni positive, che hanno contribuito alla buona riuscita dell’album.

Un vero e proprio show, quello pensato da Savoretti & co. per questo tour, «prima facevamo gigs, delle esibizioni nelle quali pensavamo solo a suonare e a dare l’anima, adesso voglio che ci sia un’esperienza quasi cinematografica, visuale, sensoriale. La gente adesso viaggia per venire a vederci, questo ci porta ad aggiungere ad ogni tour qualcosa di diverso, qualcosa di nuovo». Jack, che per l’occasione porta sul palco la sua street band al completo, si conferma anche ottimo frontman, collocandosi giusto qualche metro più avanti dei suoi musicisti, affronta il palco con la maturità di chi sa unire una tecnica vocale fuori dal comune all’intrattenimento.

La scaletta:
Candlelight
Love Is On The Line
Dying For Your Love
Better Off Without Me
When We Were Lovers
Sweet Hurt
What More Can I Do
Things I Tought I’d Neved Do
Human
Soldiers Eyes
Catapult
Home
Tie Me Down
Youth & Love
Touchy Situation
The Other Side Of Love
Greatest Mistake
Written In Scars
Back Where I Belong
Singing To Strangers (Interlude)
Going Home

Le foto del concerto

Felice Ragona

Foto di Fabio Izzo

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